Agricoltura, la sfida di Simonetta e Cosimo

Due giovani di 30 anni hanno scelto di lavorare la terra e di dare vita ad una azienda in cui praticare agricoltura sostenibile. Una scommessa per il futuro

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Si fa presto a dire che i giovani tornano a lavorare la terra, si fa presto a dire Agricoltura 4.0. ma è davvero così? Giovani di autentica passione, motivati dall’amore per il lavoro, però, ogni tanto se ne incontrano. E danno speranza. Al di là delle statistiche, sono quelli con cui ci piace parlare e farci raccontare.

Uscendo fuori dalle “comunicazioni istituzionali” e dalle strategie per il futuro. Perché il tempo passato e i giovani, come molti altri meno giovani, hanno bisogno ancora di un futuro. Ora.

Simonetta Facenna e Cosimo Larovere sono due ragazzi di 30 anni che hanno deciso di stare in campo sul serio. Si sono rimboccati le maniche e hanno iniziato con il loro appezzamento di terra da 6 ettari a fare agricoltura sostenibile sulle colline di Segalara, sopra Talignano, vicino Parma.

Agricoltura: la sfida di Simonetta e Cosimo

Cosimo inizia nel 2006, lavorando come elettricista in una azienda. Simonetta lo raggiunge nel 2011. Porta il sangue e il calore della Puglia nelle vene. Come Cosimo. Dai tanti viaggi in giro per il mondo i due trentenni si fanno un’idea di cosa davvero vogliono fare. Cosimo è stanco del lavoro in fabbrica, l’agricoltura è una tradizione di famiglia.

Nel 2017, a febbraio, acquistano il terreno. Inizia la loro avventura: Cuore del Colle, l’azienda agricola Larovere Cosimo. In questa intervista, ci siamo fatti raccontare se davvero l’agricoltura può rappresentare una svolta, una speranza concreta per chi sta cercando un lavoro e un futuro più sereno. Che, seppur con fatica, possa portare frutto.

Simonetta e Cosimo: cominciamo avete iniziato?

Le nostre ricerche sono cominciate circa 4 anni fa. L’idea era quella di trovare un terreno agricolo dove poter avviare un’attività per conto nostro, stanchi della routine da operaio e commessa.

Come siete arrivati a Parma?

Dopo svariate ricerche, in lungo e in largo, per puro caso, un agente immobiliare ci ha segnalato un campo abbandonato, con diverse problematiche, in vendita. Dopo averlo visto, ce ne siamo subito innamorati e abbiamo deciso di comprarlo. Abbiamo avviato, così, nel Febbraio 2017 l’Azienda Agricola Larovere Cosimo.

La vostra esperienza precedente?

Cosimo è diplomato come tecnico delle industrie elettriche, con un curriculum dedicato all’impiantistica elettrica e all’automazione. Simonetta è diplomata al liceo classico e ha esperienza nel settore della telefonia. Siamo nati entrambi in un piccolo paesino della Puglia, San Ferdinando di Puglia, e ci siamo trasferiti a Parma per lavoro, ormai sono quasi 10 anni. Cerchiamo di portare un po’ della nostra terra anche qui, come l’idea di avviare un frutteto, abbiamo un atteggiamento aperto verso chiunque ci venga a trovare in Azienda, mostrando con orgoglio il modo in cui lavoriamo.

Agricoltura: la sfida di Simonetta e Cosimo

Cosa significa per voi “fare agricoltura sostenibile”?

Attualmente abbiamo un progetto sostenibile a lungo termine, perché quando si parte da zero in agricoltura i primi anni è tutto un investimento; il fine di questo progetto, sarà poter vivere dignitosamente soltanto di agricoltura, creando nuovi posti di lavoro.

La “politica” parla di agricoltura 4.0: voi che ne pensate?

Partiamo dal presupposto che la politica non ha nulla a che vedere con l’agricoltura. Attualmente esistono due tipi di agricoltura: l’agricoltura della GDO, che punta ad un autodistruzione totale, che è quella che vuole la politica, mirando ad avere un controllo sulla produzione agricola.

L’altra agricoltura, è quella fatta da contadini, rispetto per l’ambiente, e cambiamenti climatici. Io, credo “nell’altra agricoltura”, dove, al contrario di ciò che afferma l’ex Ministro Martina, non esiste un’agricoltura di precisione, perché esistono troppe variabili che l’uomo non potrà mai controllare, come le catastrofi naturali, il rispetto dei tempi della natura, e la variante della mano dell’uomo.

Non si può pensare che la terra sia una fabbrica, ma una risorsa, e pertanto, ha i suoi tempi. Nello specifico caso italiano dovremmo imparare a sfruttare la naturalezza del “lento quotidiano” per fare in modo che venga aoprezzato sempre di più il famoso Made in Italy in tutte le sue forme.

Quale è la vostra produzione e come lavorate?

Il nostro fondo agricolo è di circa 6 ettari, suddivisi in 2 ettari a legumi, un ettaro a orticole, 5000 mq a vigna da uve pregiate da vino, come Malvasia, Bonarda, Trebbiano, Lambrusco, una vigna di almeno 40 anni che abbiamo completamente ripristinato, in quanto era abbandonata da 4 anni, ed era diventata un campo di rovi.

Ci abbiamo messo 4 mesi per rimetterla in piedi, lavorando sotto la neve, il freddo, con i geloni ai piedi e alle mani, 5000 mq di decespugliatore facendo attenzione a non tagliare i ceppi della vite, un lavoro assurdo, ma che ci ha ricompensato quando in primavera abbiamo visto che stava germogliando. Poi 5000 mq a erbe officinali, e il resto a prato misto.

Agricoltura: la sfida di Simonetta e Cosimo

La lavorazione viene fatta manualmente da noi, e in piccola parte da un contoterzista. La prima produzione è stata quella delle lenticchie, che abbiamo raccolto, essiccato al sole e pulito a mano, granello per granello. Un lavoro infinito, che, però, è stato molto apprezzato dai nostri clienti.

Durante l’estate 2017, ho realizzato con tanto di zappa alla mano, e sotto il sole cocente di agosto, un cuore di 200 mq nell’erba, così grande da vedersi fino a giù dalla strada che da Gaiano va verso Parma. Questo cuore simboleggia per noi l’amore e la dedizione che ci stiamo mettendo in questo lavoro, e ci piacerebbe che diventasse il simbolo di Gaiano.

Nei giorni a seguire, e a nostra insaputa, il nostro cuore ha girato su Facebook, tramite foto di utenti che le scattavano dal basso del paese e le postavano su internet. C’è stata fatta anche una foto dall’alto con un drone, per riprenderlo.

Quest’anno appena l’erba sarà di nuovo alta, lo ripristineremo. Dopo la semina della lenticchia, è stata la volta della semina della cima di rapa, prodotto tipicamente pugliese, e oltre a vendere il prodotto fresco, abbiamo ricavato dei vasetti di patè di cime di rapa, da proporre ai nostri clienti come idea regalo per Natale.

Il 2018 si apre con la semina di 8000 mq a orto misto, utilizzando una semina manuale, e 2 ettari a legumi, quali ceci, fagioli e cicerchie, tipiche del Sud Italia. In futuro continueremo a seminare i legumi, perché sono molto apprezzati, fanno bene alla salute e in zona non li coltiva nessuno. Il differenziarci da quello che fanno le aziende agricole locali determina la scelta delle nostre semine, e il fatto di non avere concorrenti rende i nostri prodotti unici.

Agricoltura: la sfida di Simonetta e Cosimo

Un’idea carina è stata quella di lanciare un contest fotografico: lo scorso gennaio abbiamo piantato 400 bulbi di tulipano, di varie colorazioni, realizzando delle file, con dei corridoi per far passare le persone, e accanto un cuore di tulipani, che si affacciava su Gaiano, con una seduta per invogliare la gente a scattarsi una foto ricordo di un posto incantevole, portandosi a casa un tulipano.

La foto che vinceva più Like su Facebook avrebbe avuto in omaggio un kg di verdure del nostro campo della produzione di giugno. Al contest hanno partecipato diverse persone ed è stata una cosa molto simpatica.

Come promuovete i vostri prodotti?

Per sponsorizzarci utilizziamo i social networks, contatti whatsapp, annunci online, siti web, fiere locali. Cerchiamo di instaurare un rapporto di fiducia, cordialità e trasparenza con i nostri clienti, offrendo quel qualcosa in più che nel negozio non trovano.

Offriamo un servizio a domicilio, e curiamo al massimo e personalmente ogni ordine che ci viene fatto. I nostri prodotti seguono la stagionalità della natura, pertanto, vendiamo solo ciò che la natura ci dà in quel momento. Non utilizziamo pesticidi, o diserbanti, tutto è naturale. Abbiamo avviato le pratiche per il biologico, ma ci vorranno 2 anni per ottenere la qualifica.

Un giovane può scegliere davvero l’agricoltura come futuro?

Attualmente un giovane che si affaccia all’agricoltura viene colto da uno stato di smarrimento, in quanto esistono troppi uffici, da cui dipendere e che non sanno indirizzare nella maniera giusta.

Si parla tanto di finanziamenti europei. Che ne pensate?

Abbiamo provato a chiedere dei finanziamenti per il primo insediamento e lo sviluppo rurale, ma ci rendiamo conto che i requisiti per ottenerli sono inarrivabili e i regolamenti vengono scritti in maniera complessa, e anche se dovessero approvarli, i tempi d’attesa per riscuoterli sono troppo lunghi.

Come possiamo indirizzare il consumatore alla scelta giusta?

Noi sponsorizziamo il km 0 invitando i nostri clienti a venire sul campo e a raccogliere i prodotti, facendo in modo che prendano coscienza della bontà del prodotto appena raccolto e del sacrificio che c’è dietro ad ogni singolo prodotto.

Agricoltura: la sfida di Simonetta e Cosimo

Quali consigli vi sentite di dare?

Il nostro consiglio è di avere dei risparmi propri, un terreno di proprietà, tanta pazienza e tenacia, non tanto verso la natura e i suoi ritmi, ma verso le persone, che possano essere clienti o le istituzioni. Ma la cosa più importante è crederci, perché più o meno tutti i giorni ci sono delle problematiche da risolvere; continuare a studiare, perché non serve solo la forza fisica per la nuova agricoltura e serve soprattutto della fantasia e manualità perché per risolvere i problemi del campo della vendita e del rapporto umano non esistono degli schemi predefiniti.

Progetti per il futuro?

Il nostro progetto futuro sarà quello di piantumare con alberi da frutto l’intera collina e di trasformare i prodotti; di realizzare un pollaio per la vendita delle uova. Gli eventi che si sono svolti da noi: autoraccolta delle lenticchie, dedicata ad adulti e bambini, autoraccolta delle cime di rapa, raccolta in campo dei tulipani con selfie davanti al cuore.

I prossimi eventi: Agri pic nic in vigna, il 31 Maggio, un pomeriggio di relax dove forniremo ai partecipanti la cassettina di legno con dentro le bontà culinarie del nostro campo, sorseggiando del buon vino con i colori del tramonto. Ginnastiche di Qi Gong, antica disciplina cinese, che ridà forza ed energia alla nostra anima e lezioni di Yoga al tramonto.

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