Albero di Trivento, Natale all’insegna delle tradizioni

Tradizione ed ecologia per l’albero di Natale di Trivento, ma anche la passione di un centinaio di donne del paese che “ferri” alla mano hanno dato vita a 1300 tesserine ad uncinetto, “granny square”, le mattonelle della nonna, che unite tra loro si sono trasformate in un enorme albero di Natale. Colorato, forse il più bello d’Italia, e sicuramente eco-sostenibile

0

Come ogni anno a Natale la preparazione dell’albero fa discutere. Con un occhio alle decorazioni e l’altro all’ambiente, si decide tra albero sintetico e quello vero, tra la tradizione e la creatività, tra i materiali di scarto e l’hi-tech.

Ma c’è chi ha fatto di più: a Trivento, piccolo borgo molisano arroccato sulla valle del Trigno, un esercito di signore del posto, capitanate da Lucia Santorelli, ha creato un albero di Natale composto da 1300 tessere fatte ad uncinetto.

La realizzazione di un progetto di aggregazione, di ritorno ai vecchi mestieri e di un’arte che si è tramanda di generazione in generazione. Infatti, come ci dice Lucia, all’opera hanno preso parte donne dai 30 agli 80 anni. L’albero di Trivento è “home made”, ecologico, originale ed incarnazione di un amore verso i lavori manuali di una volta.

Mattonelle ad uncinetto messe insieme come tanti tasselli di un puzzle. “In Molise, le mattonelle della nonna sono un’arte centenaria. Quelle che si conoscono come “granny square”, hobby americano, altro non sono che una vecchia tradizione molisana” continua Lucia.

“Credo che alla fine sia stato proprio qualche emigrante molisano ad aver portato in America questo antico mestiere. Non credo che gli indiani sapessero usare i ferretti dell’uncinetto” – ci dice scherzando.
Perché le donne molisane erano solite fare queste “mattonelle”.

“Era un modo per riutilizzare gli scarti della lana o ridare vita alla lana dei vecchi maglioni. Le mattonelle venivano poi utilizzate come presine o centrini o aggregate per fare delle coperte. Una tradizione che le nonne tramandavano a figlie e nipoti. Sono del parere che queste tradizioni vengono mantenute da chi non ha niente da fare, in senso buono! Da chi abitando in un piccolo paese, dove non ci sono tanti stimoli, tante distrazioni, impiega il tempo in maniera diversa. Magari imparando i segreti delle nonne”.

E la magia dell’albero di Trivento è proprio questa. Non solo racchiudere l’atmosfera natalizia ma dimostrare che c’è ancora voglia di stare insieme, di vivere momenti di aggregazione, di condivisione per dare vita ad un progetto comune. Lucia ci ha raccontato anche che per molte donne, molte sue amiche, il lavoro all’uncinetto è diventato un momento di distrazione, un modo per rilassarsi.

Albero di Trivento, Natale all’insegna delle tradizioni

Lucia che di professione accompagna i bambini con lo scuolabus, ha tanta voglia di fare e di raccontare. Ha voglia di promuovere il suo territorio ed ha deciso di farlo attraverso l’uncinetto. Già quest’estate è stata artefice della creazione di un tappeto da record, 640 metri, fatto sempre con le mattonelle ad uncinetto, esposto lungo le vie del centro storico e poi venduto ai visitatori per un’iniziativa di beneficenza.

Il tappeto è stato esposto anche nel Duomo di Pavia, riscuotendo un grande successo ed alla fiera a Rimini. Un’iniziativa itinerante volta a raccontare il Molise ma anche a far del bene, perché il ricavato delle tessere vendute è stato donato a famiglie con malati di SMA.

I lavori per il tappeto sono cominciati a Marzo e proprio durante la sua elaborazione, si è cominciato a pensare al Natale e da un alberello fatto all’uncinetto visto sul web, è nata l’idea dell’Albero di Trivento. Quante donne ci hanno lavorato? “Un centinaio di donne che hanno realizzato 1300 mattonelle nell’arco di due mesi. Il risultato è questo enorme albero, alto sei metri e con un diametro di quasi tre metri e mezzo. Da subito l’albero è diventato virale, le sue foto hanno ricevuto migliaia di like e condivisioni e si potrà ammirare a Trivento, per tutto il periodo delle feste”. L’epifania tutte le feste porta via.

Che fine faranno queste 1300 mattonelle? Risponde Lucia: “Sto pensando già ad un evento per l’estate che possa raggruppare le tessere dell’albero e quelle rimaste dal tappeto. Una sorpresa! Mi piace creare con le mani, faccio anche un corso per i bambini che si chiama “Tutto con le mani” con il quale i bambini realizzano con la fantasia e con le forbici, sviluppando le capacità manipolative”.

E così Trivento depositaria di un altro gioiello prezioso, la scalinata di San Nicola composta da 365 gradini, uno per ogni giorno dell’anno, e che unisce i due punti del paese, è diventata anche la cittadina simbolo dell’uncinetto fregiandosi con un albero crochet simbolo non solo del Natale ma anche della tradizione, dell’aggregazione e dell’amore per il proprio paese. Fare con passione quello che si sa fare può regalare enormi soddisfazioni, a se stessi e agli altri.

Lascia una risposta