Basilicata, a un passo dal cielo

Brivido ed avventura, emozioni mozzafiato, natura, arte e tradizioni per una Basilicata che non ti aspetti

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Il cielo della Basilicata è di un azzurro limpido, dove si distinguono nettamente le nuvole che ti sovrastano. Sono quei cieli di montagna che ti sembra di riuscire a toccare mettendoti in punta di piedi.

La Basilicata di cui vi vogliamo raccontare è proprio quella delle montagne e del cielo, è una Basilicata vista dall’alto ma che non mancherà di offrire sorprese una volta scesi a terra. Faremo un viaggio immersi nella natura e nell’arte.

Sovrasteremo i monti con il ponte tibetano ed il volo dell’angelo, scenderemo a terra e vivremo all’interno di un quadro con i “quadri plastici”, rappresentazioni viventi delle più importanti tele rinascimentali. La Basilicata è un piccolo lembo di terra nel Sud d’Italia racchiude come uno scrigno tanti piccoli tesori.

La natura, a tratti selvaggia, è il tesoro più grande e con il “ponte alla luna” ed il “volo dell’angelo” potrà essere apprezzata nella sua interezza. Un’offerta turistica dedicata ai più avventurosi, due attrazioni che vi forniranno un punto di vista davvero particolare.

Siamo nell’Appennino Lucano, a Sasso di Castalda, in un piccolo borgo nella provincia potentina dalle casette di pietra. Paesaggio rupestre, montagne che contornano il paesaggio e il “Ponte alla Luna”, un ponte tibetano di 300 metri sospeso nel vuoto a 120 metri di altezza.

Basilicata, a un passo dal cielo

Dal centro storico parte il percorso che si sviluppa sulle sponde del “Fosso Arenazzo”. Attraverso le stradine che si diramano tra le caratteristiche abitazioni in pietra del centro storico, si raggiunge la partenza del primo ponte, Ponte Petracca, lungo 95 metri e sospeso a circa 30 metri di altezza, attraverso il quale si giunge sul versante caratterizzato da formazioni geologiche.

Percorrendo il sentiero lungo la sponda del Fosso si arriva alla partenza del Ponte alla Luna e al rudere del castello che domina il villaggio da un suggestivo punto panoramico, una terrazza affacciata sul ponte, una sky-walk in vetro che invita a riprendere fiato realizzando il percorso affrontato.

Da qui si potrà riscendere al centro storico lungo una scalinata. La durata del percorso dei due ponti è di circa 1 ora e mezza. Quest’anno il Ponte alla luna sarà aperto anche nella stagione invernale ma solo durante i giorni festivi e nei weekend.

Basilicata, a un passo dal cielo

Non fatevi spaventare dal clima e dalle temperature, l’organizzazione ci fa sapere che il ponte può essere attraversato in tutta sicurezza anche dopo la pioggia. Unico impedimento le precipitazioni nevose che renderebbero impraticabile il sentiero di collegamento.

Per saperne di più www.pontetibetanosassodicastalda.com. Guidati ancora dal brivido e dalla voglia di avventura ci spostiamo lungo l’Appenino e ci dirigiamo nel cuore delle Dolomiti Lucane che emergono con spettacolari guglie. Qui l’adrenalina potrà ricevere una nuova scossa.

All’interno del parco naturale troviamo Pietra Pertosa e Castelmezzano, i due estremi su cui poggia il cavo di acciaio che permette di effettuare e vivere un’emozione unica, il “Volo dell’angelo”. Legati ad un’apposita imbracatura e agganciati al cavo d’acciaio si potrà provare per qualche minuto l’ebrezza del volo.

Si scivolerà da una vetta all’altra in una fantastica avventura, unica in Italia ma anche nel Mondo per la bellezza del paesaggio e per l’altezza massima di sorvolo. L’impianto rimane aperto fino all’11 novembre ed in caso di condizioni climatiche avverse il volo non parte. Per le aperture e tutte le altre informazioni www.volodellangelo.com.

Basilicata, a un passo dal cielo

Spostiamoci ora ancora lungo la provincia potentina. Questa volta mettendo da parte i brividi. Percorsi una cinquantina di km si arriva ad Avigliano alle porte del capoluogo lucano, qui ci si potrà rifocillare con tante ricette a base di baccalà, piatto tipico della cittadina. La Basilicata ha molto da scoprire.

Il paese di Avigliano subì l’influenza di Goti, Greci, Longobardi, Bizantini. Si susseguirono poi Angioini, Aragonesi e Spagnoli. Queste influenze portarono antiche tradizioni come l’artigianato artistico che ancora oggi si conserva e grazie al quale perdura un antico rito: i “Quadri Plastici”, rappresentazioni viventi di tele rinascimentali.

Basilicata, a un passo dal cielo

La tradizione risale ai primi del Novecento quando ad ogni celebrazione religiosa la processione veniva accompagnata dalla “nave”, una costruzione in legno, rivestita di carta colorata, con al centro la statuetta del Santo.

La “nave” era seguita da carri trainati da cavalli e muli sui quali erano allestiti dei “Quadri” che riproducevano soggetti di arte sacra e storica, interpretati da giovani, che a ogni sosta dei carri assumevano una rigidità statutaria che conferiva tridimensionalità all’opera d’arte.

Oggi i quadri plastici si tengono la prima domenica di agosto sulla base di una precisa tematica scelta dalla Pro Loco e nella versione moderna sono realizzati su palchi fissi e con scenografie aderenti all’opera rappresentata, il tutto arricchito da luci e da un commento musicale che aiuta ad immergersi nel tema proposto.

Basilicata, a un passo dal cielo

Carmen Salvatore

Una vera e propria rappresentazione affidata ad attori, direttori artistici, scenografi, pittori, tecnici delle luci, truccatori, responsabili della fotografia, falegnami. Tutto viene rappresentato e ricostruito rigorosamente, come ci racconta il Presidente della Pro Loco, Carmen Salvatore.

Carmen, Avigliano è l’unica città in Basilicata che vanta questa tradizione?

Con queste modalità sì. C’è una somiglianza con i tablaux vivants napoletani, dove attori interpretano con trucco e costumi, un’opera d’arte, ma manca rispetto ai quadri plastici la scenografia e le luci, che immergono lo spettatore completamente nell’atmosfera. Ogni rappresentazione è fedele all’opera, dal fondale agli oggetti. Tutto ciò che c’è nel quadro viene ricostruito a mano dagli artigiani aviglianesi. E’ una forma d’arte che ormai appartiene alla nostra città ed ai suoi abitanti.

Un rito che ogni aviglianese ha fatto proprio e che non risente il passare delle generazioni

Infatti. Gli attori che prendono parte alla realizzazione dei quadri plastici, sono volontari. E’ una manifestazione molto sentita dalla città, basti pensare che ogni famiglia ha almeno un membro che ha preso parte alla realizzazione di un quadro.

I quadri plastici sono usciti dai confini potentini?

Si, negli ultimi anni abbiamo ricevuto e riceviamo moltissime richieste ma purtroppo non tutte vanno a buon fine, perché gli spostamenti sono molto onerosi. Le scenografie, gli oggetti, le strutture, per la loro delicatezza, hanno bisogno di un trasporto speciale. Ma nonostante questo siamo riusciti a compiere un’impresa titanica e portare i quadri plastici alla National Gallery di Londra dove abbiamo rappresentato delle tele di Caravaggio. Un successo di pubblico ed una grande soddisfazione.

Per apprezzarli probabilmente non ci sarà bisogno neanche di aspettare il prossimo agosto. Lo “Spazio ragazzi Avigliano” vorrebbe realizzare una rappresentazione per questo Natale. Intanto un assaggio su questo lavoro straordinario potrete vederlo su www.quadriplasticiavigliano.it.

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