“Buono, non lo conoscevo”: i vini che parlano d’Italia

A volte poco conosciuti, i vitigni autoctoni sono l’emblema della nostra diversità enologica. Vitigni unici che fanno di un territorio un vino, di un vino un territorio

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Un patrimonio di tipicità, l’Italia vanta il più alto numero di varietà vitivinicole del mondo, che sarà celebrato dall’evento “Buono! Non lo conoscevo”, un viaggio alla scoperta dei vitigni autoctoni italiani.

“Buono, non lo conoscevo” è ormai un appuntamento consolidato di fine estate. Interamente dedicato ai vitigni autoctoni italiani si svolgerà a Roma il 20 settembre. La kermesse, organizzata dall’associazione Go Wine, si terrà all’Hotel Savoy in Via Ludovisi, 15.

 

Un parterre importante di aziende che incontreranno direttamente il pubblico ed altre che parteciperanno presentando i vini in una speciale enoteca; tutte con il compito principale di condurre esperti ed appassionati in un viaggio lungo lo stivale, da Nord a Sud, passando da un vitigno all’altro.

La guida di questo viaggio, infatti, sarà proprio il vino, quello prodotto dai vitigni autoctoni che più degli altri interpretano il territorio in tutti i suoi aspetti: clima, microclima e terreno ma anche tecniche di vinificazione e sapere dell’uomo.

Il vitigno autoctono è una particolare varietà di vite utilizzata per la produzione di vino, coltivato e diffuso nella stessa zona storica di origine del vitigno stesso, in pratica si tratta di vitigni non trapiantati in altre aree e che presentano caratteristiche distintive per forma e colore del grappolo, del chicco e delle foglie. Elementi che conferiscono al vino alcune caratteristiche organolettiche ben precise e tipiche.

“Buono, non lo conoscevo”: i vini che parlano d’Italia

A volte poco conosciuti rispetto ai giganti enologici, i vitigni autoctoni rappresentano la tipicità di un territorio ed in quanto tale una ricchezza da valorizzare. Vitigni unici che fanno di un territorio un vino e di un vino un territorio proprio perché la storia, il tempo, hanno reso unico quel vitigno in quella determinata zona. Una tipicità che può contrapporsi alla globalizzazione e che può essere uno strumento di competitività sui mercati mondiali.

L’Italia, d’altronde, possiede il più alto numero di varietà vitivinicole del mondo. Circa 350 registrati ufficialmente, e tutte le principali regioni agricole italiane, con produzione vinicola, hanno un elenco di vitigni autoctoni locali.

Negli ultimi anni c’è stata una grande riscoperta di questi vitigni, alcuni dei quali quasi scomparsi dal panorama agricolo. Molte le aziende che scommettono sull’autoctono, coltivando e difendendolo con produzioni di alta qualità a denominazione locale. E proprio alla valorizzazione di questo patrimonio di tipicità è dedicata la rassegna “Buono! Non lo conoscevo”, un viaggio alla scoperta dei vitigni autoctoni italiani.

Un appuntamento di fine estate, diventato ormai una tradizione. Al centro dell’attenzione la ricchezza del vigneto italiano, fatto di tante realtà legate per storia e cultura ai diversi territori. L’Associazione “Go Wine” nasce da un’idea semplice che prende ispirazione da come è cambiata, e velocemente, l’immagine del vino in questi ultimi 10 anni.

Il vino non solo inteso come prodotto di qualità ed espressione della cultura agroalimentare di un paese, ma il vino come prodotto che “mobilita”, che fa viaggiare, che “muove”. L’obiettivo è promuovere e praticare il turismo del vino nella consapevolezza del particolare rapporto che lega ogni vino al suo territorio. Dando risalto ad alcuni elementi fondamentali, paesaggi, cultura, accoglienza, vitigni autoctoni e vigneti storici.

Tante le cantine presenti a “Buono! Non lo conoscevo!” che si proporranno attraverso i loro vini: dal cesanese al verdicchio, dalla cococciola al biancolella, dal vermentino di Gallura ai vini del ponente ligure.
Presenti quasi tutte le Regioni d’Italia: Abruzzo, Campania, Lazio, Molise, Piemonte, Sardegna, Toscana, solo per citarne alcune. Tutte in prima fila ad accogliere quanti ritengono che il vino sia un viaggio.

Per il programma e gli orari www.gowinet.org.

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