Callas, quando la malvasia è “divina”

Callas 2015, malvasia aromatica in purezza, si è aggiudicata il prestigioso riconoscimento dei tre bicchieri del Gambero Rosso

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Il vino prodotto dall’azienda Monte delle Vigne, è un bianco intrigante con naso ampio e intenso che con le sue note floreali ed agrumate, con la sua morbidezza ed il suo equilibrio, ha convinto gli esperti della Guida dei vini d’Italia del Gambero Rosso.

La malvasia di candia aromatica si esprime, infatti, in maniera eccellente nel Callas 2015. Un naso ampio ed inteso che regala note floreali e agrumate. Morbido ed equilibrato al palato con un finale aromatico e minerale. Affina 6 mesi in acciaio mantenendo vivi i suoi aromi originari.

Il suo nome parla già della sua eccezionalità, evocando l’idea di una nota permanente, che resta impressa a lungo nella memoria, prima ancora che nel palato e nelle narici. Ha una forte personalità conferitagli dallo stretto legame con il suo territorio che lo rende unico.

Callas, quando la malvasia è "divina"

Nasce ai piedi dell’appennino parmense da una filosofia aziendale di rispetto dell’ambiente che ha plasmato i contorni di una missione verso la sostenibilità e l’agricoltura biologica di precisione mirata a valorizzare la tipicità del vino, dei luoghi e delle bellezze dell’ambiente.

Esistono ben 17 tipologie di malvasia accomunate da un corredo aromatico particolarmente ricco e complesso: arancio, cedro, limone, note fruttate di pesca, albicocca, e floreali di acacia, fresia e lavanda. La Malvasia di Candia Aromatica viene coltivata principalmente in Emilia e, in particolare, nelle province di Piacenza, Parma e Reggio Emilia.

Le sue origini affondano nella roccaforte bizantina Monembasia, a sud del Peloponneso dove si producevano vini dolci che furono poi esportati in tutta Europa dai Veneziani con il nome di Monemvasia. Il vino fatto con questa varietà era divenuto estremamente popolare, tanto che Venezia era ricca di osterie, chiamate Malvase, dove si consumava questo vino dolce.

Non si conosce con esattezza la data di arrivo del vitigno nei colli piacentini, ma la malvasia viene citata tra le varietà locali già negli annali dell’agricoltura del Regno d’Italia di Filippo Re del 1813. La Malvasia prenderà piede nel corso degli anni, raggiungendo a metà degli anni ’60 e fino ad oggi, una copertura di circa il 40% degli ettari delle coltivazioni di uve bianche.

Contributo offerto da Gerarda Lomonaco e curato dalla Redazione di Green Planet News

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