Clima, l’inchiesta della giovane Andreina Sergi

L'inchiesta di una studentessa universitaria sul clima. I pericoli del turismo di massa e la necessità di comportamenti coerenti

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A proposito di clima. In tanti hanno provato fastidio di fronte alla manifestazione del Global Strike For Future, per non dire degli epiteti usati per attaccare Greta Thunberg che i più buoni non hanno esitato a definire Gretina.

Insomma, tutti “giovanilisti” con l’età degli altri, citando poeti metropolitani del passato, ma quando si tratta di dare fiducia e porsi delle domande tipo come sta davvero messo l’ambiente, il discorso si fa più difficile e l’ultimo avamposto della riflessione è quello del luogocomunismo combattente armato, P38 con discredito. Perché in parecchi questo hanno fatto. Gettare dubbi sull’intelligenza dei giovani manifestanti asserendo in molti, laconici e più depressi di uno studioso davanti a Ciao Darwin,  “non ci capiscono nulla e basta”.

Ora, non che alcune critiche di fronte a certe prese di posizione non abbiano ragion d’essere per certi versi ma la domanda è: vogliamo provarli a sentire questi giovani? Che domande si fanno davvero e perché? Andreina Sergi, 22 anni, agguerrita attivista per l’ambiente, è una di queste giovani. Controcorrente però. Tanto è vero che rispetto ad alcune manifestazioni recenti, esprime parecchia perplessità. “Le persone che hanno manifestato sono state le stesse che hanno gettare a terra plastica, carta e bottiglie di vetro. Come possiamo pretendere di migliore il mondo se i primi incivili siamo noi?!”.

Andreina Sergi, nata nella provincia di Lecce nel 1997, ha iniziato con la fotografia, sua vera passione e si è data allo studio dell’ambiente e del clima. Ha vissuto a Berlino per molti anni. Collabora con diversi magazine americani ed italiani come Street Photography magazine e BerlineCore Street Photography. Dopo pochi mesi entra a far parte della DeviantArt.

Viaggia per il mondo, occupandosi di reportage e Street Photography. Ha iniziato a studiare Giornalismo scientifico e le crisi ambientali e politiche. Nel novembre 2018 ha fatto uno stage per CNN attraverso Stage Student Journalism CNN. Insomma, per avere 22 anni di cose ne fa. Tra questa, uno studio sul clima,  32 pagine di documento dal titolo Inchiesta su Iceberg in stato avanzato di scioglimento, l’incredibile aumento dei turisti in Artico, animali in via di estinzione.

Andreina racconta come è nata la sua indagine: “Ho voluto realizzare questo studio per far riflettere sul clima, sul riscaldamento globale e ricordare che più del 70 percento dei fiumi e dei laghi in Europa sono in un grave stato di siccità. Ho raccontato degli animali in via di estinzione in tutto mondo, e delle tonnellate di benzina, petrolio e gasolio che consumano gli aerei e le navi crociera per portare i turisti nell’Artico. Con la mia inchiesta vorrei far capire alle persone che bisogna cambiare rotta. Il consumismo sfrenato è la malattia del pianeta. Bisogna cambiare rotta”.

Lo studio, al di là di ogni ragionevole dubbio e di qualsiasi verifica approfondita per capire la puntualità di dati e informazioni raccolte, verte su tre punti principali della questione climatica: il ciclo dell’acqua, drastico aumento del turismo nell’Artico e analisi delle specie in via di estinzione.

A proposito dell’aumento dei turisti nell’Artico, leggiamo quanto riporta l’indagine di Andreina: “Un livello più elevato di navi nella regione Antartica presentata un aumento del potenziale di rischio e ulteriore impatto sull’ambiente. In caso di incidenti, sono disponibili limitate strutture di soccorso per i passeggeri, e il danno dell’ecosistema sensibile dell’Antartide è più alto”.

E ancora: “L’esperienza della natura travolgente e indisturbata trasforma molti visitatori in entusiasti Bot/scoop… Il consumo di carburante per un viaggio in Antartico è enorme, per il viaggio aereo del carburante dell’aviazione  insieme e su un successivo 14 giorni o Nord America, e Sud America. 900 e 1.200 olio diesel sono aggiunti a persona. Di conseguenza, ogni turista mette un ceppo anche sul clima”.

Insomma, per Andreina occorrono meno slogan e più concretezza. E soprattutto comportamenti coerenti. Che ci auguriamo siano anche i suoi. “Il problema è come le persone si rapportano all’ambiente – aggiunge – Basta guardare cosa diventa il mare in estate. Sulle spiagge del Salento, soprattutto in Agosto, si riversano quintali di immondizia. Tutto deve cominciare a partire da noi”. A buon intenditor, azioni pratiche e davvero green. Perché ognuno di noi può fare ancora molto.

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