Costa d’Amalfi e frittura di calamari. L’abbinamento giusto per l’estate

La frittura di pesce è uno dei piatti più gustosi dell’estate, accontenta tutti. Una vera protagonista che si esprime al meglio se accompagnata da un buon vino bianco

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Un vino bianco che deve avere fra le sue caratteristiche una buona acidità, una buona freschezza e soprattutto per rispondere all’untuosità ed alla succulenza della frittura, una buona alcolicità in grado di detergere il palato. Sapidità e persistenza chiudono il quadro e se unite a profumi fruttati minerali e citrini, riescono ad esaltare il gusto ed i profumi della frittura.

Oggi vi propongo un piatto tipicamente italiano che si ritrova nelle tavole da Nord a Sud, la frittura di calamari. Una ricetta della cucina mediterranea a base di calamari o totani che vengono tagliati nella tipica forma ad anelli, infarinati e poi fritti. Un procedimento che può sembrare semplice ma che se non eseguito nei giusti passaggi e con le dovute accortezze, regala un pessimo risultato.

 

Un fritto perfetto deve essere croccante, asciutto e dorato! Il vino che accompagnerà questo sfizioso piatto è “Costa d’Amalfi DOC” di Marisa Cuomo che con i suoi caratteri di freschezza, acidità e grado alcolico, risponde bene alle caratteristiche ricercate dalla frittura di calamari. Falanghina 60% e Biancolella 40%, il “Costa d’Amalfi” si contraddistingue per la dominanza di sentori salmastri, marini, minerali. Un vino della Costiera che ne racchiude i tratti distintivi, ovvero, i sentori agrumati e di erba cedrina.

Costa d’Amalfi e frittura di calamari. L’abbinamento giusto per l’estate

Un vino che sa del sole e del vento di Furore. Le viti aggrappate alla roccia sono esposte al sole ed alle correnti marine della costa. Un tempo venivano impiantate sulla “macèra”, un muro verticale di contenimento che veniva costruito solo mettendo le pietre l’una sull’altra, per favorire il pieno utilizzo del terreno, di quei fazzoletti di terra strappati alle rocce.

“Costa d’Amalfi” è prodotto da uve nobili di Falangina e Biancolella attentamente selezionate. I suoi aromi ed i suoi profumi intensi imprimono un tocco che non si dimentica, come difficilmente si dimentica la Costiera Amalfitana una volta vista.

Il biancolella si esprime al meglio proprio in questi terreni minerali e in presenza del clima caldo e ventilato. Le escursioni termiche a cui sono sottoposte le viti, allevate a 500 mt sul livello del mare, aiutano il corredo aromatico che si trasmette per intero nel “Costa d’Amalfi” con profumi mediterranei e sentori agrumati. La falanghina dona al nostro vino, invece, la mineralità, la morbidezza e l’ottima acidità. Un’ampiezza gustativa che gli conferisce una lunga persistenza.

Un vino equilibrato e dalla vivace freschezza che con la sua morbidezza compensa la sapidità della frittura dei calamari che in questa ricetta proposta da “Mind, cucina e gusto” prevede l’utilizzo della farina di mais che rende il fritto più leggero e adatto ad una calda serata d’estate.

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