Cultura, per una vera ripresa del paese

La Società Autori d'Italia, presieduta da Pietro Folena, propone un dibattito per il prossimo 22 febbraio. Finalità: chiedere maggiori investimenti sulla cultura per la prossima Legislatura, condizione essenziale per la ripresa economica e lo sviluppo del Paese

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Cultura, nodo essenziale per la ripresa del Paese. Cultura è abituare la mente ad essere aperta, curiosa, affamata di comprendere il mondo. Fenomenologia. Sulla realtà.

Non la “tonitruanza” di un sapere sterile ma la disponibilità a cogliere gli sviluppi epocali e storici di ciò che l’uomo è divenuto. Ecco il senso della cultura nelle sue molteplici forme, ecco la libertà a cui possiamo arrivare attraverso un “saper pensare”. Che significa anche economia, sviluppo e lavoro.

La questione culturale, insomma, non è cosa da poco. Si pone come una autentica questione nazionale, come un nodo importante dell’emergenza sociale e democratica italiana. Se vogliamo essere ancora un paese in linea con quanto affermato dai Padri Costituenti, la questione va affrontata, compresa e risolta.

Poiché la difesa, il risanamento e la crescita di tutti i settori della produzione culturale sono condizioni essenziali per la ripresa economica e lo sviluppo sostenibile del Paese.

Pietro Folena, presidente di SAI, la Società Autori d’Italia, dichiara: “Chiediamo alle forze politiche democratiche un impegno solenne perché la prossima Legislatura apra la stagione della riforma morale e intellettuale dell’Italia. Lo stanziamento per la cultura, va aumentato di cinquecento milioni ogni anno dalla prossima Legislatura. Proponiamo di realizzare la grande enciclopedia digitale dei beni culturali e di detassare le attività culturali. Solo così l’Italia riprenderà un cammino di speranza verso il futuro”.

Cultura: una certezza

Su queste premesse, la SAI organizza una tavola rotonda sul tema “Richieste e proposte della Cultura Italiana per la XVIII Legislatura”. L’incontro, al quale parteciperanno numerosi esponenti della cultura e della politica, si terrà giovedì prossimo 22 febbraio presso il Teatro Porta Portese, in via Portuense 102, a Roma, con inizio alle ore 16.00.

La cultura, nodo essenziale per la ripresa del Paese
La cultura, nodo essenziale per la ripresa del Paese

A introdurre e presiedere la tavola rotonda sarà Pietro Folena, presidente di SAI. Parteciperanno:
Giancarlo De Cataldo (scrittore e sceneggiatore); Andrea Purgatori (scrittore e sceneggiatore);
Ennio Calabria (pittore e illustratore); Franco Losvizzero (artista); Cosimo Rega (Compagnia Prigionieri
dell’Arte); Elisabetta Ramat (SLC CGIL); Livia Turco (Fondazione Nilde Jotti); Roberto Giuliani (Istituto
Alta Formazione Musicale Conservatorio Santa Cecilia); Giovanni Albanese (artista); Luca Fornari
(Audiocoop); Marta Bonafoni (Lista civica per Zingaretti); Michele Civita (PD); Alfredo D’Attorre (LeU);
Dario Franceschini (PD); Dino Giarrusso (M5S).

Sono stati invitati anche: Anna Ascani (PD); Lorenza Bonaccorsi (PD); Silvia Costa (PD);
Manuela Serra (M5S); Gianluca Vacca (M5S).

Senza scomodare Mario Monicelli che amava ripetere “In Italia senza cultura, non rimane nulla”, la SAI manifesta una profonda preoccupazione per lo stato di degrado morale e culturale nel quale
versa il Paese e propone alla prossima Legislatura alcuni punti fondamentali:

un sistema di nuove misure fiscali a sostegno della cultura (ad esempio, detrazioni per le spese dedicate alla cultura, come cinema, teatri, concerti, musica e altro);
il censimento del patrimonio culturale nazionale, realizzato anche mediante forme di servizio civile;
l’incremento delle risorse a sostegno delle imprese creative e culturali, anche con l’utilizzo dei fondi
derivanti da una innovativa web tax (ovvero l’utilizzazione a fini culturali delle imposte pagate in
Italia dai colossi del web);
la promozione di una scuola più attenta alla sua valenza culturale, oltre che alle sue funzioni di
preparazione professionale.

La Società Autori d’Italia ritiene che la questione culturale sia la via maestra per una ripresa economica e
uno sviluppo sostenibile del Paese, per la creazione di un sistema intelligente e virtuoso capace di
attrarre investimenti, competere sui mercati internazionali e dar vita a un grande bacino di
occupazione qualificata e non delocalizzabile.

Perché, come ebbe a dire Albert Camus, “Senza cultura e la relativa libertà che ne deriva, la società, anche se fosse perfetta, sarebbe una giungla. Ecco perché ogni autentica creazione è in realtà un regalo per il futuro”.

 

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