Ecososta: più di una semplice panchina

Parma si prepara ad ospitare la prima ecososta in Italia, una pensilina costruita utilizzando la plastica riciclata dei rifiuti urbani e dotata di prese usb per caricare pc e smartphone ma anche di posteggi per le biciclette. Il progetto dell’architetto Valentina Rocco cambierà il design urbano prestando un’attenzione particolare all’ambiente

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Ecososta, pensilina “green”. Valentina Rocco, laureata in architettura e con un master in Urban management and architectural design, ha un occhio particolare per il design urbano e guardando la sua città, Parma, ha cominciato a riflettere sull’impegno che i cittadini mettono nel differenziare i rifiuti di plastica, un lavoro frutto di cultura ma anche di tanta pazienza.

Ecososta: più di una semplice panchina

Da questa osservazione nasce il progetto dell’ecososta. Una pensilina collocata alla fermata dell’autobus con posti a sedere al coperto, interamente ecologica, rivestita di plastica riciclata e come vedremo molto tecnologica. La pensilina progettata da Valentina ha partecipato lo scorso novembre al concorso “Call for ideas, alla ricerca della plastica perduta” indetto da Corepla, il consorzio nazionale per il riciclo ed il recupero degli imballaggi di plastica, che ha premiato il progetto con un assegno per la sua realizzazione. L’unico prototipo verrà installato fra qualche settimana nella città di Parma e sicuramente renderà inusuale l’attesa dell’autobus.

Valentina raccontaci il tuo progetto

L’ecososta non è solo una panchina dove potersi sedere, è la sintesi di un progetto che parte dal riciclo della plastica e si materializza in uno strumento funzionale di design urbano. La pensilina sarà dotata di pannelli solari, di prese usb, di un’illuminazione a led che contribuirà all’illuminazione cittadina, di parcheggi per le bici e di uno schermo informativo sul quale trasmettere informazioni turistiche. Le linee degli autobus, i luoghi di maggiore interesse ed un video che mostra le fasi del riciclo della plastica con il racconto grafico di come è stata prodotta la pensilina. L’idea dell’ecososta, nasce dal desiderio di voler mostrare al cittadino quello che si può creare con i rifiuti di plastica che ogni giorno differenziano creare un servizio utile e fruibile che ripaga, in un certo senso, dell’impegno che si mette nel riciclare la spazzatura. Una sorta di incoraggiamento ai cittadini che con mano toccano ciò che è possibile creare con i rifiuti differenziata.

Ecososta: più di una semplice panchina

Com’è fatta l’ecososta?

Si tratta di una struttura di legno rivestita di plastica lucida e colorata, dotata di pannelli solari che produrranno l’energia necessaria per l’installazione di prese usb e dell’illuminazione a led.

Un progetto costoso da realizzare o sostenibile da un’amministrazione pubblica?

La realizzazione non richiede budget elevati, paradossalmente la parte più onerosa è la realizzazione del rivestimento in plastica. I costi potrebbero essere abbattuti sicuramente se si realizzasse più di un modello. Costruire dei profili appositi per un solo prototipo richiede uno sforzo economico maggiore.

Quando verrà installata l’ecososta?

Siamo agli sgoccioli della realizzazione, i tempi non sono lunghi, ma stiamo aspettando che il Comune ci dica il punto esatto dove installarla.

L’ecososta è un lavoro che Valentina, interessata agli spazi pubblici, all’urban design inteso in termini di utilizzazione funzionale ed anche all’utilizzo dei materiali riciclati, sta portando avanti con la collaborazione di ingegneri e strutturisti. Un progetto di arredo urbano che dimostra praticamente che la plastica riciclata può avere una seconda vita. Questa pensilina regala al cittadino, infatti, un servizio di cui usufruire dando prova di quanto sia importante il recupero ed il riutilizzo dei rifiuti. Servizi al cittadino e tutela dell’ambiente sono due obiettivi fondamentali che l’ecososta è riuscita a convogliare in un unico progetto.

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