Educare alla qualità è una questione di salute

Avere la consapevolezza di quello che si acquista sugli scaffali è il primo passo per seguire una dieta salutare

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C’è bisogno sia di campagne educative volte a consumi responsabili di alcol, zuccheri e grassi, sia di un impegno da parte delle istituzioni ad adottare politiche di contenimento dei prezzi. Perché maggiore è la consapevolezza delle persone sulle relazioni tra alimentazione e salute, migliore è lo stato di nutrizione delle popolazioni.

Sia perché, chi è più informato risulta meno influenzabile da proposte di diete alla moda, sia perché una maggiore attenzione dei consumatori nei confronti dell’alimentazione induce anche i produttori a prestare molta più cura nella qualità, salubrità e sostenibilità degli alimenti immessi sul mercato.
Dobbiamo avere consapevolezza di ciò che mettiamo nel carrello.

Educare: etichettatura e comunicazione

Via libera quindi a tutte le strategie educative finalizzate alla promozione di una sana alimentazione. Educare come parola chiave. Attraverso campagne di comunicazione e programmi di educazione alimentare che incentivino il consumo di frutta, verdura, legumi e cereali integrali.

Con una corretta etichettatura dei prodotti, che dev’essere capace di “parlare” in maniera chiara attraverso informazioni adeguate. Ed in ultimo e non per importanza, un’attenzione ai prezzi. La qualità non dovrebbe legarsi a costi più alti.

Educare alla qualità è una questione di salute

Questa la risposta del CREA, l’ente italiano di ricerca sull’agroalimentare, incaricato per l’Italia di elaborare le Linee Guida per una Sana Alimentazione, alle notizie circolate nei giorni scorsi, che prodotti tipici italiani, come l’olio d’oliva, il parmigiano e il prosciutto sarebbero finiti nel mirino della campagna contro grassi, sale e zuccheri, con tanto di etichette dissuasive e possibile tassazione.

Il punto di vista del CREA

Puntare i riflettori su questi alimenti ha un effetto deterrente, è diseducativo ed incoerente con un’educazione alimentare e con le conoscenze attuali nel campo della nutrizione. Fanno sapere dal Crea.
Una dieta salutare oltre a prevenire sovrappeso e obesità, previene soprattutto l’insorgenza delle malattie cronico-degenerative.

Per dieta salutare si intende una dieta comprensiva di una totalità di ingredienti e non di un singolo alimento perché non esiste – né può esistere – l’alimento nutrizionalmente perfetto in sé. Una dieta equilibrata e il corretto stato di salute che ne deriva, richiede la presenza di una serie di alimenti, alcuni dei quali possono essere molto ricchi di grassi, altri di sale ed altri ancora di zucchero, che però si diluiscono all’interno di una dieta globale, integrandosi e fondendosi per dare tutto il ventaglio possibile di nutrienti.

E questo, sottolinea il CREA, in Italia coincide con la tradizione mediterranea uno stile alimentare globale, mai eccessivo dal punto di vista calorico, con tanti alimenti vegetali che lasciano spazio, evitando gli eccessi, a quelli di origine animale, necessari comunque alla completezza e all’equilibrio della dieta.

Fondamentale, sostengono i ricercatori del Crea, incentivare politiche per la riduzione delle principali fonti di calorie, grassi, sale, alcol e zuccheri senza però dovervi rinunciare e senza quindi privarsi delle loro proprietà benefiche, come invece potrebbe accadere se si adottasse una politica di categorizzazione o tassazione.

E ciò è tanto più vero se si considera che uno dei principali fattori di ostacolo all’accesso a regimi alimentari sani sembra essere la condizione economica delle famiglie. In uno studio realizzato in Italia sulla relazione tra benessere economico e alimentazione, emerge, infatti, la difficoltà delle famiglie meno abbienti ad aderire alla dieta mediterranea.

Educare alla qualità è una questione di salute

Tale correlazione sarebbe sia diretta, ovvero tra capacità reddituale e costo di un’alimentazione varia e di qualità, sia mediata dal fatto che, a condizioni di reddito più basse, sono associati livelli di educazione inferiori.
Le istituzioni nazionali ed internazionali, dal canto loro, dovrebbero lavorare di più sul fronte dell’informazione e dell’educazione alimentare.

Favorire un accesso agevolato a schemi di dieta corretti, che consentano soprattutto ai nuclei familiari meno abbienti di spostarsi su regimi dietetici ottimali, partendo dalle azioni già adottate a livello europeo con le iniziative di Frutta, Verdura e Latte nelle Scuole e integrandole con agevolazioni per favorire l’attività fisica e il consumo di cibi sostenibili e di qualità

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