Frutti antichi, un viaggio nella storia agricola

I frutti antichi sono piccoli tesori che appartengono alla storia contadina del dopoguerra. Piante che sono state salvate dall’estinzione e che grazie ad appassionati ed esperti sono state riscoperte e ripiantate. Varietà locali che sono parte del nostro patrimonio naturale, culturale e di memoria storica

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Ricostruire e far rinascere antiche varietà di frutta significa compiere un viaggio alla scoperta della biodiversità minacciata dalla frutticoltura industriale che da una parte ha omologato le varietà che arrivano sulla nostra tavola, dall’altra ha fatto scomparire del tutto o quasi, vecchie piante. Trovare in tutti i periodi dell’anno qualsiasi tipo di frutta, poi, non ha aiutato la sopravvivenza delle varietà tipiche del nostro territorio.

Parlare di frutti antichi significa soprattutto porre l’attenzione su prodotti dotati di requisiti genetico-biologici e territoriali rigorosi. Che appartengono ad un determinato territorio ed hanno una propria stagionalità. Prodotti unici e dal sapore inconfondibile che grazie all’impegno di appassionati sono stati salvati dall’estinzione.

Un impegno costante di studio e di raccolta di patrimoni regionali che è diventata la mission della Fondazione Archeologia Arborea che promuove da oltre trent’anni, attività e progetti rivolti alla ricerca scientifica ed alla tutela e valorizzazione di piante di frutti antichi.

Frutti antichi, un viaggio nella storia agricola

La Fondazione si prende cura di una preziosa collezione composta da 500 varietà di piante locali racchiuse in un frutteto nel borgo di San Lorenzo di Lerchi, nei pressi di Città di Castello. Abbiamo incontrato la Presidente della Fondazione, Isabella Dalla Ragione, che ci ha tenuto a dire che il compito della Fondazione archeologia arborea è la conservazione e la ricerca di antiche varietà locali del centro Italia, varietà che sono state raccolte in un frutteto di 500 piante grazie ad un lavoro di continua ricerca che dura da più di 30 anni e che ha già salvato oltre 100 specie di piante da frutto.

Il frutteto, curato dalla famiglia Dalla Ragione, è un vero scrigno all’interno del quale si è riusciti a salvare una parte del nostro patrimonio di biodiversità ovvero di quel processo evolutivo che ha generato, attraverso la selezione dei contadini, la molteplicità di frutti che oggi possiamo assaporare.

Frutti antichi, un viaggio nella storia agricola

Varietà di frutti sconosciuti ai più, come la susina scosciamonaca, la pera fiorentina o la ciliegia limona, per citarne alcune. Un lavoro di ricerca e di studio che è un continuo work in progress, come ci spiega Isabella. Un’attività fatta sui libri ma anche sul campo.

La famiglia Dalla Ragione, infatti, in trent’anni ha indagato negli antichi archivi e in vecchi manuali di agricoltura, in poderi abbandonati e negli orti dei monasteri soprattutto quelli di clausura; ha interrogato vecchi contadini che hanno indicato loro, le piante dimenticate e trasmesso le conoscenze popolari per ricostruirne la coltura e la storia.

La fondazione ha il nobile obiettivo di salvaguardare le specie che stavano andando perdute, un aiuto alla biodiversità agricola ma anche al nostro patrimonio frutticolo e ci riesce all’interno di questo particolare giardino, bello non solo da vedere ma soprattutto da gustare, chiediamo allora ad Isabella dove finisce la frutta prodotta.

Frutti antichi, un viaggio nella storia agricola

“Il frutteto non ha una produzione massiva che ci consente la vendita al grande pubblico. Gran parte del raccolto è destinata ai “tutor” ovvero a persone che hanno deciso di adottare una pianta per sostenere la fondazione stessa”.

Quando si parla di frutti antichi si parla di veri e propri tesori che il nostro paese possiede e deve custodire. Dobbiamo impegnarci tutti a proteggere un patrimonio agrario ricco e variegato. Un patrimonio che è un’importante opportunità per valorizzare realtà agricole locali.

Sempre più sono gli esperti e gli appassionati che si dedicano ai frutti antichi. Oltre alla Fondazione della famiglia Della Ragione, ci sono altre realtà attente alla biodiversità in campo agricolo come la rassegna dei “Frutti Antichi” che si tiene a Paderna. La manifestazione promossa dal FAI in collaborazione con il Castello di Paderna è dedicata esplicitamente a piante, fiori e frutti dimenticati.

Nata nell’ottobre 1996, oggi la rassegna è una delle più longeve manifestazioni in Italia dedicate al florovivaismo. Un punto di incontro e di confronto fra quanti hanno come obiettivo la ricerca e la salvaguardia delle essenze antiche e dimenticate, l’educazione all’ambiente e il rinnovamento del patrimonio vegetale con particolare attenzione alle peculiarità territoriali. La prossima edizione di “Frutti Antichi” si terrà l’11 ed il 12 maggio 2019.

Foto: Fondazione Archeologica Arborea

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