Gaia: tecnologia, ricerca, umanesimo

Gaia, dell’azienda italiana Wasp, è una casa stampata in 3D che si realizza con materiali di scarto e terra cruda

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Tutto ha inizio con un’utopia. Un sogno. Quello di rendere la tecnologia un sapere condiviso che può permettere a chiunque di realizzare un oggetto e perché no, la propria casa. Da questo sogno nasce Gaia, dell’azienda italiana Wasp, una casa stampata in 3D che si realizza con materiali di scarto e terra cruda.

L’idea è quella di riproporre ciò che in natura fa la vespa vasaia che costruisce il proprio nido a forma di anfora sfruttando un materiale “povero” ma sempre disponibile come il fango. Un’opera di ingegneria che Wasp ha preso come modello.

Ma dietro questa tecnologia innovativa esiste una vera e propria filosofia, un “pensiero wasp” che vuole rilanciare l’economia dal basso fornendo a tutti la possibilità di costruire i propri oggetti e la propria casa, con materiali di scarto e facilmente reperibili.

Un riciclo delle risorse ed un’attenzione al risparmio energetico. Le risorse del pianeta non sono sufficienti a sostenere l’esplosione demografica in atto, occorre quindi cambiare modelli di sviluppo, in questo quadro si inserisce il progetto della WASP che studia, realizza e promuove sistemi ecosostenibili che prendono poi forma con la stampa 3D. Nel 2015 è stata realizzata la Big Delta, una stampante gigante alta 12 metri per costruire case. Nel 2018 esce la crane wasp, un sistema modulare di stampa 3d collaborativa.

https://www.3dwasp.com/

GP News ha incontrato l’Ingegner Chiusoli, parte della famiglia Wasp, che ci ha spiegato la tecnologia crane wasp, ci ha parlato di Gaia e di un sogno: Shamballa. Un’utopia, un progetto culturale di sviluppo sostenibile che vuole rilanciare l’economia dal basso rendendo accessibile ed uguale per tutti la capacità produttiva.

Ingegner Chiusoli, cos’è Gaia?

E’ il primo caso studio al mondo di un modulo architettonico stampato in 3D in terra cruda e scarti del riso italiani. Progettata dall’azienda Wasp la tecnologia ricerca nel settore costruttivo l’utilizzo dei materiali in loco. L’obiettivo è quello di utilizzare i materiali di scarto della filiera agricola e riutilizzarli per dare vita ad altro. Alla terra a Km zero sono stati aggiunte lolla e paglia di riso mentre la muratura è completamente stampata in 3d.

Quali sono gli ambiti di applicazione della tecnologia 3D?

Infiniti. La stampa in 3d permette di soddisfare le diverse esigenze del cliente offrendo svariate opportunità nella salute, nella casa, nell’arte e nel cibo. Ognuno di noi può realizzare il suo progetto.

E nel settore alimentare come interviene la stampa 3D?

Un esempio di applicazione sono le torri idroponiche, una nuova soluzione di coltivazione urbana. Una torre di 40-60 cm di diametro che riesce ad ospitare 64 piante coltivate, una riduzione del consumo di aria e di spazio, che si traduce in una diminuzione di impatto ambientale. Sfruttando poi i principi della coltura idroponica, l’apparato radicale degli ortaggi viene irrorato di acqua e arricchita con agenti nutritivi e la forma particolare della torre consente la corretta irrigazione di tutte le colture e il riutilizzo dell’acqua.

Tornando a Gaia, è una costruzione di eccellente efficienza bioclimatica ma è anche solida in caso di calamità?

Lo scopo dello studio di Gaia era quello di realizzare una costruzione ad elevate prestazioni bioclimatiche che nascesse dall’uso dei materiali di scarto in un processo di trasformazioni di materiali a basso costo presenti nel mondo. Abbiamo pensato ad un tamponamento, ad un rivestimento della muratura in terra cruda con grandi prestazioni energetiche. E Gaia ha rispecchiato appieno le nostre aspettative. Dal punto di vista strutturale, sebbene non avessimo vincoli da seguire, abbiamo concepito un telaio in legno lamellare che rispondesse a tutti gli standard di sicurezza.

In Italia è radicata l’idea tradizionale di casa, quella costruita con i mattoni. Com’è stata percepita Gaia?

Benissimo, abbiamo già ricevuto molte richieste. Gaia è stata vista come un caso già pronto per il mercato, non come una casa vera e propria ma come una parte di essa. Le dimensioni sono ancora ridotte. Poi lo scarso impatto ambientale, la replicabilità ed il riutilizzo degli scarti, sono tematiche alle quali dobbiamo sensibilizzarci, se pensiamo che solo gli scarti del riso sono milioni di tonnellate al mondo.

E proprio in questo processo di sensibilizzazione si inserisce il progetto di Shamballa, ce ne parla?

Shamballa è un’utopia, quella di un sapere tecnologico condiviso, ed in quanto tale la si può immaginare in qualsiasi parte del mondo perché è replicabile. Può essere vista come una tecnologia usata da tutti. Una conoscenza del sapere digitale a zero costi, capace di arrivare anche nei paesi più poveri. Shamballa è un progetto culturale di sviluppo sostenibile, il nome che Massimo Moretti, a capo della Wasp, ha dato al suo sogno. Ogni sogno deve avere un nome, quello nostro è Shamballa. Un modello costruttivo rivolto al pianeta ed all’uomo. Una città perfetta dove le case potranno essere stampate, dove ci saranno sistemi di coltivazione verticale ed un laboratorio con stampanti per creare oggetti.

Il sapere condiviso passa anche dalla facilità di utilizzo. Utilizzare una stampante 3D è facile come utilizzare una stampante tradizionale?

Le stampanti 3D hanno facilità di utilizzo e versatilità e la tecnologia crane wasp che ne è alla base ha il grande potere di essere sempre aperta ad uno sviluppo ulteriore. Stiamo valutando tutte le prospettive di mercato per offrire un servizio di costruzione più che uno strumento.

E per quanto riguarda i costi?

I prezzi sono molto competitivi perché sono macchine capaci di lavorare in maniera trasversale con tutti i materiali possibili.

In cosa consiste la tecnologia Crane Wasp?

Crane Wasp reinterpreta nell’ottica della fabbricazione digitale le classiche gru per la costruzione edilizia. Questa tecnologia nasce per Gaia e muove i primi passi dalla tecnologia Big Delta nata nel 2005. E’ una macchina più avanzata e con dimensioni ridotte, la big delta era una stampante gigante di 12 m per costruire case. Con Crane wasp, invece, abbiamo ottimizzato la stampante con l’oggetto stampato. E’ stata ripensata la tralicciatura di alluminio che può essere trasmessa all’infinito. E’ un sistema modulare che non ha più frontiere. E’ uno strumento performante e veloce da smontare e rimontare, facile da trasportare. Il modulo singolo può funzionare in maniera autosufficiente stampando diversi materiali.

Ricerca, tecnologia e umanesimo perché Shamballa è una missione umanitaria di alto spessore, creare un sistema costruttivo rivolto all’intero pianeta e soprattutto a quei paesi più poveri verso i quali non si vogliono vestire i panni della compassione ma fornire gli strumenti giusti per renderli autonomi.

Ulteriori link utili:
Timelapse: https://www.youtube.com/watch?v=5-_uCyPkAv4
Video di costruzione: https://www.youtube.com/playlist?list=PLKSfMq7r3YolyGxCU8xhfNLVcLH5KMhxT

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