I Giganti della Sila, una riserva naturale biogenetica tutta da scoprire

Riserva biogenetica naturale protetta nel cuore del Parco Nazionale della Sila. Un bosco ultracentenario, primo ed unico Bene FAI in Calabria. I Giganti della Sila sono l'ultima testimonianza di ciò che era un tempo l'altipiano silano, esemplari unici in Europa di pini larici. Un vero tesoro naturalistico.

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Dal 22 maggio il FAI (Fondo ambiente italiano) ha riaperto le porte dei suoi beni: I Giganti della Sila è uno di questi. La Riserva naturale dei Giganti della Sila nota anche come Riserva naturale del Fallistro, è stata istituita dal Ministero dell’Ambiente il 21 luglio 1987 allo scopo di salvaguardare sull’altipiano silano un lembo di bosco di pino larice plurisecolare.

Siamo nel cuore dell’Altopiano della Sila, tra le aree protette più piccole della Calabria a 1.420 metri di altitudine in località Croce di Magara-Fallistro, piccolo villaggio turistico edificato negli anni Ottanta a pochi chilometri più a sud di Camigliatello Silano.

Oggi il bosco è testimonianza preziosa delle antiche selve silane, inserita tra gli itinerari del Parco Nazionale della Sila. Dal 2016 La Riserva Naturale I Giganti della Sila è stata affidata dal Parco al FAI. Lo sguardo si perde a mirare le cime dei pini neri calabri (Pinus nigra calabrica), alte 40 metri e dal diametro del tronco alla base di circa 2 metri. A questi colossi naturali si aggiungono altri cinque esemplari plurisecolari di acero.

I Giganti della Sila, una riserva naturale biogenetica tutta da scoprire

La riserva

Nel cuore del Parco Nazionale della Sila si trova un vero tesoro naturalistico: la Riserva Naturale del Fallistro che ospita i Giganti della Sila. La Silva Brutia (denominazione di epoca romana) è stata sfruttata per millenni, in antichità dai greci e poi più intensamente dai romani e in epoca più recente dai pastori che dai tronchi estraevano una resina infiammabile come la pece, una preziosa risorsa. Anche il legname estremante duttile e flessibile è stato sfruttato per la costruzione delle navi. Tra il Sei e Settecento il governo di Napoli, ha adottato numerosi provvedimenti per limitare l’abbattimento degli alberi.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, i terreni sono stati espropriati e reintegrati poi nel patrimonio dell’Ex Azienda di Stato per le Foreste Demaniali che, insieme alla famiglia Mollo, ha promosso l’istituzione dell’attuale Riserva Naturale Guidata Biogenetica. Nel Seicento, infatti, è stata la famiglia Mollo a favorire la nascita di un bosco a protezione del Casino e del villaggio circostante dal vento e dal sole, e come ricovero per animali al pascolo e risorsa per legname e pece.

Entriamo nel bosco

Vero e proprio monumento naturale di rara bellezza ha visto passare tutta la storia d’Italia degli ultimi secoli. Il bosco della Riserva Naturale I Giganti della Sila ricopre poco più di 6 ettari di superficie e comprende 60 esemplari di pini larici e aceri montani di dimensioni colossali, con tronchi dal diametro di circa due metri, di quasi 400 anni.

Non solo alberi, è presente anche una piccola orchidea semiparassita endemica delle montagne calabresi e diversi mammiferi. Il lupo, il gatto selvatico, il capriolo, il cervo, la volpe, la martora, il ghiro, la faina, la donnola e lo scoiattolo meridionale, una sottospecie caratterizzata dalla livrea nera e dal ventre bianco. È molto ricca l’avifauna, che include la presenza eccezionale del picchio nero e di numerosi rapaci, quali lo sparviero, la poiana, il gheppio, l’allocco, il gufo e la civetta.

Una riserva biogenetica dove l’intervento dell’uomo ha il solo scopo di assicurarsi che la natura faccia il suo corso senza interferenza alcuna. Piante e alberi , infatti vengono lasciati crescere spontaneamente e quelli abbattuti da vecchiaia o elementi naturali rimangono sul terreno, deteriorandosi tra la biodiversità.

Impariamo a viaggiare nel nostro paese, scoprendo un altro territorio nazionale: la Calabria, ricca di bellezze naturalistiche e tradizioni popolari.

Per informazioni e prenotazioni: FAI – I GIGANTI DELLA SILA 

Foto: credits FAI

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