Il ghiacciaio della Marmolada fra 15 anni potrebbe non esistere più

Secondo gli esperti dell’Università di Padova è cominciato il conto alla rovescia per il ghiacciaio della Marmolada, fra quindici anni potrebbe non esistere più. Il suo scioglimento ha accelerato i tempi, perdendo l’80% del volume negli ultimi settanta anni

0

I ghiacciai di tutto il pianeta si stanno sciogliendo. I cambiamenti climatici, innescati dall’uomo, stanno causando la fusione del ghiacciaio della Marmolada, “Regina delle Dolomiti”. Come risulta dalle misurazioni annuali condotte da geografi e glaciologi dell’Università di Padova.

La Marmolada (3.343 m) è il monte più alto delle Dolomiti.  È circondato da importanti gruppi montuosi, quali il Latemar, il Catinaccio, il Sassopiatto ed il Sassolungo, il Sella, le Tofane, il Pelmo, il Civetta e le Pale di San Martino. Appartiene alla Provincia Autonoma di Trento proprio al confine con la Provincia di Belluno.

La storia di questo ghiacciaio si è più volte incontrata con la storia dell’uomo. Dalla seconda metà dell’Ottocento con le prime grandi sfide alpinistiche fra scalatori ed esploratori da tutta Europa, al ruolo fondamentale e strategico nella Prima Guerra Mondiale.

Un massiccio che si distingue sia per la rilevanza geologica e geomorfologica, sia per quella botanico-naturalistica, per questo motivo che la Marmolada è definita “la Regina delle Dolomiti” e riconosciuta dall’Unesco come “patrimonio dell’umanità”.

Il ghiacciaio della Marmolada, il futuro

Al ghiacciaio della Marmolada restano non più di 15 anni di vita. Dieci anni fa perdeva 5 ettari di superficie l’anno, negli ultimi 3 si è passati a 9 ettari l’anno.  

I glaciologi dell’Università di Padova ritengono che lo scioglimento del ghiacciaio negli ultimi tempi sia accelerato.  In realtà  il countdown  è iniziato molto tempo fa, come si legge nello studio del Centro nazionale delle ricerche (CNR), che nel 2019 aveva già reso noto la criticità di questo ghiacciaio.

“Il ghiacciaio negli ultimi 70 anni ha ormai perso oltre l’80% del proprio volume passando dai 95 milioni di metri cubi del 1954 ai 14 milioni attuali. Le previsioni di una sua estinzione si avvicinano sempre di più: il ghiacciaio potrebbe avere non più di 15 anni di vita”, lo comunica Aldino Bondesan, coordinatore delle campagne glaciologiche per il Triveneto, parlando delle e misurazioni annuali condotte dall’ Unipd.

Le misure condotte negli ultimi 15 anni da Mauro Varotto, responsabile scientifico del Museo di Geografia dell’Università di Padova, e Francesco Ferrarese sulle variazioni frontali e di superficie giungono alle stesse conclusioni: “La superficie del ghiacciaio, come osserva Mauro Varotto, è passata dai circa 500 ettari stimati da Richter nel 1888 ai 123 ettari del 2018. Dal 2010 al 2020 la fronte è arretrata in media di 10 metri l’anno sui 9 segnali di misura. Se estendessimo il trend di riduzione di superficie degli ultimi 100 anni (3 ha/anno), la fine del ghiacciaio è fissata per il 2060; se consideriamo il trend di contrazione degli ultimi 10 anni (5 ha/anno), la fine viene anticipata al 2045; ma il trend degli ultimi 3 anni è ancora più allarmante (9 ha/anno) e potrebbe portare alla scomparsa di buona parte del ghiacciaio già nel 2031″, come si legge sul sito dell’Università.

Ghiacciai alpini

Aldino Bondesan, del Comitato glaciologico italiano (CGI) insieme alla Carovana dei Ghiacciai di Legambiente, dal 17 agosto al 4 settembre, ha monitorato lo stato di salute dei più importanti ghiacciai alpini per sensibilizzare le persone sugli effetti dei cambiamenti climatici.

Il bilancio finale dei dodici ghiacciai monitorati: su tutti è stata registrata una forte regressione. Quello in maggiore sofferenza è il ghiacciaio del Fradusta, dove la sua superficie si è ridotta di oltre il 95%. Il ghiacciaio del Montasio è il più “resiliente” delle Alpi Orientali. Hanno evidenziano una generale regressione dei fronti glaciali e un consistente aumento degli affioramenti del substrato roccioso.

Una campagna realizzata con il Comitato glaciologico Italiano che si occupa del monitoraggio dei ghiacciai italiani dal 1895. Oltre a coordinare e favorire gli studi glaciologici in Italia, dal 1914 pubblica i dati rilevati dagli operatori volontari nel corso delle campagne glaciologiche annuali dove sono presenti i dati rilevati da oltre un secolo.

L’unica buona notizia, in questi mesi di lockdown nel mondo, è stata la riduzione delle emissioni di CO2 indotta dalla pandemia coronavirus, che influisce sul clima planetario, ma è poca cosa per invertire un trend come quello dei ghiacciai delle Alpi.

Purtroppo quello della Marmolada non è più un caso isolato. Nell’ultimo secolo, i ghiacciai delle Alpi hanno perso il 50% della loro copertura. Di questo 50%, il 70% è sparito negli ultimi 30 anni, parliamo dell’incredibile cifra di 28 trilioni di tonnellate di ghiaccio.

Oltre alle ripercussioni sulla salute dell’ambiente, la situazione dei ghiacciai italiani desta preoccupazione anche per la sicurezza delle persone.

Leggi anche

Foto Pixabay

Caro Lettore,

Green Planet News è un quotidiano indipendente, "aperto" e accessibile a tutti. Ogni giorno realizziamo tanti articoli con foto di qualità perché crediamo nel giornalismo come missione e nell'informazione come servizio ai lettori. La nostra è una voce libera, ma la scelta di non avere un editore forte cui dare conto comporta che i nostri proventi siano solo quelli della pubblicità, oggi in gravissima crisi. Siamo un gruppo di giornalisti professionisti che hanno attraversato e vissuto sulla propria pelle le difficoltà dell'editoria e che per questo hanno scelto di mettersi in proprio. Per questo motivo ti chiediamo di supportarci, con una piccola donazione a partire da 1 euro. Il tuo gesto ci permetterà di continuare a fare il nostro lavoro con la professionalità che ci ha sempre contraddistinto e con la tua donazione, inoltre, potremo prevedere tante nuove iniziative, nuove sezioni del giornale, contributi, collaborazioni inedite e offrirti una informazione sempre più attenta e curata. Stiamo lavorando anche ad un importante progetto sociale dedicato ai territori difficili delle nostre città che il tuo aiuto potrà contribuire a realizzarsi in maniera totale. Grazie.


Sostieni Green Planet News


Lascia una risposta