La ninfa ed il plebeo: il rosato Alìe e la frisella con il pomodoro

Una ciambella di pane secco perché biscottato in forno, cotto due volte, un piatto che non può mancare sulle tavole in estate nello spicchio meridionale dell’Italia.

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La frisella è forse fra i piatti più territoriali che esistono. Conosciute anche in altre regioni, la sua patria è il sud dell’Italia. E’ talmente legata a questi territori, alle tradizioni, che non esiste declinazione italiana per il nome.

Frisella è un termine dialettale che cambia da regione a regione. In Campania, ad esempio, si chiama fresella, in Calabria, fresedda. Oggi, con la riscoperta dei vecchi piatti tradizionali e di una cucina “povera”, si sta imponendo il termine “nazionale” di frisa.

Ma torniamo alle sue doti in cucina. Antipasto, primo o semplicemente per una sana merenda, la frisella accompagna i miei ricordi di infanzia ma anche il mio presente. Non c’è estate in cui non faccio scorta di questo pane dei “poveri” che riesce a dar vita ad un piatto ricco. Povero perché poveri sono gli ingredienti che lo compongono: farina di grano duro ma anche integrale, acqua e lievito.

 

Un piatto leggero ed allo stesso tempo nutriente, un “piatto unico” che per la sua freschezza è ideale in estate e con un grande dono quello della conservabilità. Essendo un pane asciutto, secco, non è facilmente reperibile tanto che i marinai erano soliti portarlo a bordo quando si assentavano per parecchi mesi e consumarlo bagnato con l’acqua del mare che gli donava anche la giusta quantità di sale.

 

Già perché il segreto per gustare una buona frisella è proprio l’inzuppo (la spunsatura) nell’acqua fredda. Indovinare il giusto momento in cui esso deve interrompersi. La superficie della frisella è irregolare è porosa, pronta ad accogliere l’acqua ed allo stesso tempo ad assorbire l’olio ed il succo di pomodoro. Una miscela di succulenza che si esalta ancora di più, se accompagnata da un buon vino.

E questa volta l’unione perfetta si è suggellata fra la frisella con pomodori ed olive nere e “Alìe” il vino rosato della Tenuta Ammiraglia di Frescobaldi ottenuto da uve Syrah e Vermentino.

Freschezza, mineralità e sapidità di questo rosato incontrano la tendenza dolce della frisella, il tocco di acidità del pomodoro e la nota di grassezza delle olive.

Il suo nome deriva dalla ninfa marina Alìè, simbolo di sensualità e bellezza, e proprio il mare è la caratteristica predominante di questo rosato. La sua vicinanza permette al vermentino ed allo syrah, di esprimersi al meglio.
Le uve, infatti, risentono degli effluvi marini della costa maremmana, che regalano al vino mineralità e soprattutto sapidità.

Alìe è un rosato raffinato ed elegante. Il perfetto equilibrio tra syrah e vermentino, che subiscono una pressatura soffice, gli dona morbidezza e profondità. Il suo colore rosa pesca fa già presagire una freschezza gustativa ed i sentori di frutta fresca e note agrumate di pompelmo rosa sul finale, avvolgono il palato. La sua persistenza e la sua intensità non coprono la “timida” frisella, bensì, si legano armoniosamente alla sua freschezza.

 

 

Le Friselle mediterranee pomodori e olive sono realizzate dal blog Mind Cucina e Gusto

 

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