La spiaggia di Chia e la tutela dell’identità

Minacciate da proprietà straniere e dalla speculazione edilizia, la spiaggia e le dune di Chia, vero gioiello del Mediterraneo, riusciranno a mantenersi ad esclusivo vantaggio della popolazione grazie all’associazione ecologista Gruppo di intervento giuridico onlus che ha lanciato una campagna crowfunding per l'acquisto. Un’azione di partecipazione diretta dei cittadini per difendere il nostro patrimonio di bellezze naturali

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La spiaggia di Chia e la tutela dell’identità. Lo spot politico del momento è “l’Italia agli italiani”, poi ti guardi intorno e ti stupisci nel vedere che dell’Italia e delle sue sconfinate bellezze a troppo pochi interessa. A quel punto la difesa del territorio è lasciata a chi realmente lo ama. Attualmente in Italia viviamo un caso emblematico e per alcuni versi sconcertante.

Stiamo parlando delle dune e della spiaggia di Chia, nel territorio comunale di Domus de Maria, nella provincia del Sud Sardegna. Un vero paradiso del Mediterraneo, unico al mondo, con le sue dune, la sua sabbia bianca finissima, la sua spiaggia, una macchia mediterranea con ginepri secolari, disegnati dal vento e dal mare, rifugio di una fauna selvatica sempre più rara, luci e colori di una natura che tutti insieme dovremmo preservare e fruire con estrema attenzione. Parliamo di un’area di 400 ettari, 300 metri di arenile, definita, dal timbro autorevole di Legambiente, la più bella spiaggia d’Italia. Proprio di fronte all’arenile, a brevissima distanza, è ubicato l’isolotto Su Giudeu, che dà il nome all’intera zona, facilmente raggiungibile per il fondale basso che lo separa dalla terraferma.

La spiaggia di Chia e la tutela dell’identità (Foto Touring Club)

Questo luogo incantevole è di proprietà di un’antica famiglia sarda che, con grande merito, non si è lasciata incantare dalle promesse di investitori arabi o internazionali che da tempo rastrellano terreni e proprietà in Sardegna. Il sindaco di Domus de Maria, Maria Concetta Spada, continua a sostenere, pur apprezzando qualsiasi intervento della società civile a sostegno della difesa del territorio, che si tratti di bene demaniale e come tale già coperto con ogni tutela. L’area è effettivamente protetta, ma, in caso di acquisto, lo spazio si potrebbe recintare e rendere off limits, per poi usarlo come set cinematografico o campagne pubblicitarie o feste esclusive.

Tutto rimane fermo, con la colpevole inattività dell’Agenzia della Conservatoria delle coste della Sardegna, istituita qualche anno fa con l’obiettivo di avviare un processo dinamico di tutela, gestione e valorizzazione del territorio tenendo conto sia della fragilità degli ecosistemi e dei paesaggi costieri, sia della diversità delle attività e degli usi, delle loro interazioni e dei loro impatti. Compiti meritevoli, peccato però che non è mai stata messa in condizioni di poterlo fare, se non in minima parte, per carenza di indirizzi e di provvista finanziaria.

La spiaggia di Chia e la tutela dell’identità

Fortuna vuole, come accennato, che il proprietario è uno di quelli che l’Italia l’ama davvero, preferendo guadagnare meno, senza però sporcarsi la coscienza. Di fronte a queste “illuminate” affermazioni l’associazione ambientalista Gruppo di intervento giuridico onlus pensa bene che è il caso di intervenire.

Gruppo di intervento giuridico onlus è un’associazione ecologista nata a Cagliari nel giugno del 1992 e che opera in via autonoma, su segnalazione di associazioni, comitati, singoli cittadini. Un’attività improntata all’utilizzo dello “strumento diritto” per difendere il territorio e le sue valenze ambientali, naturalistiche, paesaggistiche, archeologiche, storiche e culturali dagli attentati che vengono portati avanti da speculatori e inquinatori.

La spiaggia di Chia e la tutela dell’identità

La richiesta economica del proprietario è di 100.000 Euro e Gruppo di intervento giuridico onlus decide di non pensarci due volte e presenta la proposta di acquisto sottoscrivendo presso un avvocato di Cagliari il preliminare. Occorre però trovare finanziatori. Si decide allora di intraprendere la strada del crowfunding, cioè la raccolta dei fondi tramite la sottoscrizione di chi è interessato al progetto per la salvaguardia della spiaggia di Chia. Tutti quelli che tengono al proprio ambiente, al futuro della propria terra e della propria identità. Come sottolineato da Stefano Deliperi del Gruppo d’intervento giuridico onlus: “È un regalo che vogliamo fare ai nostri figli e ai nostri nipoti, abbiamo vinto la concorrenza di alcuni investitori arabi. Lo abbiamo fatto per tutelare l’ambiente e la nostra identità: non volevamo che, come successo da altre parti in Sardegna, ci fosse impedito di godere appieno dei nostri tesori relegandoci magari dentro un recinto”.

Noi di GPNews riteniamo meritevole di massima attenzione il progetto, le coordinate per il versamento sul conto corrente postale potete trovarle direttamente sul sito dell’associazione. A chi contribuirà con almeno 30,00 euro sarà inviato un simbolico attestato di benemerenza e la tessera associativa, se gradita.

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