L’Australia alle prese con gli incendi più devastanti di sempre

Da settembre le fiamme che devastano l'Australia hanno causato almeno 25 vittime. Distrutti oltre dieci milioni di ettari di terreno. I due stati federali maggiormente colpiti sono il Nuovo Galles del Sud e Victoria. Migliaia gli animali vittime del fuoco. ll fumo degli incendi è visibile fino in America Latina, una nube ha coperto il cielo in Cile e Argentina

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Emergenza negli Stati di Victoria e Nuovo Galles del Sud. Distrutte il 50 per cento delle riserve naturali. L’Australia da settimane è devastata da centinaia di incendi, una notizia tra le più commentate degli ultimi giorni, come già è accaduto per i roghi in Amazzonia nell’agosto 2019. Ad oggi si stima che le fiamme abbiano bruciato un’area grande oltre 84 mila chilometri quadrati, una superficie superiore a quella di Piemonte, Lombardia, Liguria e Valle d’Aosta messe insieme.

Come contrastare il fuoco?

I vigili del fuoco (alcuni dei quali arrivati dall’estero), moltissimi volontari (molti più rispetto ai vigili del fuoco di professione) e i militari compresi circa tremila riservisti chiamati negli ultimi giorni sono impegnati da giorni per spegnere gli incendi , per rallentarne o evitarne l’avanzata. Tra le altre cose, stanno spruzzando una sostanza che serve per ritardare l’avanzata delle fiamme e, in certi casi, stanno realizzando grandi buche o barriere per far sì che gli incendi non possano avanzare.  In merito al problema degli incendi,  vi invito a leggere l’intervista fatta da GP News  ad un “inventore” di un “Brevetto antincendi e antiuragani”.

Il meteo non aiuta

I soccorritori devono fare fronte ad un ulteriore peggioramento delle condizioni meteo. L’Ufficio di meteorologia ha confermato la settimana scorsa che il 2019 è stato l’anno più caldo dell’Australia e il record del giorno più caldo della storia è stato battuto per due giorni di seguito, il 16 e il 17 dicembre. Il 2019 è stato anche l’anno più secco, con una piovosità media nazionale totale di 277 millimetri, la più bassa mai registrata.

Gli incendi generano un tale calore da creare un proprio ecosistema climatico, da cui si scatenano tempeste di fulmini e uragani di fuoco. Le correnti ascendenti sviluppando forti venti fanno bruciare più violentemente il fuoco e provocano una maggiore diffusione dell’incendio.

La situazione non sembra destinata a migliorare nel breve periodo, anzi, la stagione degli incendi è ancora lunga e si prevede che le temperature, che hanno già fatto registrare il massimo storico, continuino ad aumentare alimenteranno ulteriormente le fiamme che potrebbero potenzialmente bruciare fino a 15 milioni di ettari.L'Australia alle prese con gli incendi più devastanti di sempre

Il WWF

Il 7 gennaio 2020 il WWF Australia ha pubblicato un comunicato stampa in cui stima che “oltre 1 miliardo e 250 milioni di animali potrebbero essere stati uccisi direttamente o indirettamente dalle fiamme che hanno bruciato 8,4 milioni di ettari in Australia”. Migliaia di koala della costa centro-nord del New South Wales, insieme ad altre specie iconiche come canguri, wallaby, petauri, cacatua, potoroo e uccelli melifagi.

Il dato, spiega il WWF, proviene da alcuni calcoli fatti da Chris Dickman, professore di Biologia alla University of Sydney, il 3 gennaio 2020 sul sito ufficiale della sua università aveva chiarito il metodo di calcolo utilizzato per elaborare una precedente stima, più bassa, del numero di animali colpiti dalle fiamme (480 milioni).

Quando gli incendi saranno stati domati, il WWF contribuirà a ripristinare gli habitat per i koala e altri animali selvatici attraverso il progetto “Verso due miliardi di alberi” per piantare e far crescere due miliardi di alberi entro il 2030. Ciò avverrà con la messa a dimora dei primi 10.000 alberi di cui c’è urgente bisogno in habitat critici per i koala.

Il WWF Australia lavorerà anche per garantire che il fondo nazionale di recupero di 2 miliardi di dollari previsto dal governo federale supporti il ripristino naturale delle aree devastate dal fuoco.

Anche il WWF Italia (Video Emergenza Australia) si è attivato con una raccolta fondi a supporto delle azioni di intervento contro gli incendi in Australia.

La fauna australiana è composta da creature uniche al mondo che si sono evolute separatamente dal resto del pianeta, l’87 per cento delle specie è infatti endemico, i koala (Phascolarctos cinereus) sono le tra vittime più conosciute di questi incendi.
“Un koala che non si riesce ad arrampicare, non può sopravvivere”, ha infatti dichiarato Sue Ashton, direttrice del Koala Hospital. Non solo, gli esemplari sopravvissuti rimangono minacciati dalle conseguenze degli incendi, ad esempio l’assenza di cibo: “anche se un animale sopravvive, poi muore di fame”, ha aggiunto Ashton.

Un problema serio di riscaldamento globale

Gli incendi hanno bruciato oltre cinque milioni di ettari in cinque stati, comprese le antiche foreste del Nuovo Galles del Sud, provocando l’emissione di circa 250 milioni di tonnellate di CO2. Siamo difronte ad un’epoca geologica caratterizzata dall’uso del fuoco da parte dell’uomo e dell’impatto devastante provocato dai combustibili fossili sulla Terra (Pyrocene).

A fine 2019, il Climate Change Performance Index (Ccpi), una delle ricerche più autorevoli che periodicamente valuta le politiche dei singoli Paesi al mondo per contrastare l’emergenza climatica, ha collocato Australia nelle ultime posizioni in classifica. Peggio dell’Australia fanno solo la Corea del Sud, Iran, Taiwan, Arabia Saudita e Stati Uniti.

 

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