Pizza margherita e Gragnano: è questo il vero oro di Napoli

Ripercorrendo la metodologia dell’abbinamento troviamo una semplice regola: piatto regionale con vino regionale. Una tecnica semplice che nell’abbinamento di oggi, riuscirà a stupire il vostro palato.

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Pizza margherita e Gragnano, il vino di Napoli, decantato da Totò in “Miseria e Nobiltà”, ma che da sempre accompagna la pizza dei partenopei.

Il Gragnano per antonomasia è il vino della convivialità, della spensieratezza, del piacere immediato. Schietto, semplice ma non banale.

Dopo un lungo periodo nell’ombra sta rivivendo nuova fama grazie all’impegno di alcune aziende che puntano sulla qualità: uve sciascinoso, aglianico e piedirosso che vengono allevate a pergola sorrentina, esposte alla brezza del Golfo di Napoli e soggette ad escursioni termiche che gli garantiscono un buon grado di acidità ed una concentrazione di sostanze aromatiche.

Nato come vino del popolo per i suoi costi contenuti, il Gragnano arrivava dai Monti Lattari della penisola sorrentina in piccole botti di castagno dopo la metà di novembre. Si trovava ancora in fermentazione, quindi risultava frizzante e con un certo residuo zuccherino.

Il Gragnano :

Vino a forte identità territoriale che ha conservato le sue caratteristiche: un colore rosso vivace, porpora con riflessi rubini; un profumo giovane e vinoso. Sentori fruttati di ciliegia, frutti di bosco e fragola, note vegetali e floreali di violetta.

Un incontro perfetto con la pizza margherita. L’acidità del pomodoro viene mitigata dalle note fruttate del gragnano, la mozzarella abbandona la grassezza grazie alla leggera effervescenza.

Una vera e propria esperienza di gusto dove il pomodoro san marzano ed il fior di latte dei Monti Lattari, chiamati così proprio perchè legati alla pastorizia, si sposano alla vivacità ed alla leggerezza del Gragnano “Penisola Sorrentina”, Cantine Mariano Sabatino, 60% aglianico e sciascinoso, 40% piedirosso.
Tradizione e bontà per un abbinamento senza tempo.

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