Raggi-Sala. Faccia a faccia

I sindaci di Roma e Milano per la prima volta in un confronto diretto. Al Festival dell'Energia le esperienze delle due città alla luce della loro capacità di adeguarsi al presente e di proiettarsi nel futuro.

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La ressa di fotografi e di addetti ai lavori è notevole. Testimonianza tangibile dell’interesse pubblico per il primo faccia a faccia tra Virginia Raggi, sindaca di Roma, e Beppe Sala, sindaco di Milano. L’incontro si svolge nello spettacolare salone affrescato del piano nobile di Palazzo Fiano a Roma, la conference hall Spazio Hdrà, che ospita l’apertura del Festival dell’Energia 2018.

La XI edizione del meeting prevede l’apertura il 7 giugno nella Capitale per poi spostarsi nei due giorni successivi alla Triennale di Milano-Roma-Milano. Città spesso a confronto su tanti temi, dalla politica alle capacità amministrative, allo stile di vita e via via fino al calcio. Il Festival è cominciato in mattinata e ha visto una lunga lista di ospiti.

In pratica tutti i maggiori players del settore energetico nazionale si sono ritrovati in un lungo convegno e di fronte ad una folta ed interessata platea hanno affrontato i temi più delicati del comparto alle prese con il passaggio al mercato libero. Festival che si divide tra Roma e Milano. A dare ancora più corpo a questa scelta il confronto tra le amministrazioni cittadine.

Uno scambio di vedute che ruota attorno alle esperienze di città resilienti. Entrambe fanno parte del progetto globale 100 Resilient Cities promosso dalla Fondazione Rockfeller, una iniziativa che intende diffondere nel mondo strategie urbane improntate alle capacità di adattarsi e crescere in caso di crisi naturali e economiche. Il titolo del faccia a faccia è Roma e Milano: le città resilienti. Raggi-Sala.

 Raggi-Sala. Faccia a faccia

Arrivano insieme, sorridenti, tranquilli. Si fanno largo fino alle loro postazioni dove li aspetta Maurizio Mannoni, noto volto televisivo, che modera. E’ il loro primo incontro ufficiale. Mannoni ci introduce con il suo stile originale che molti telespettatori conoscono.

“Si. Ci siamo sentiti qualche volta per telefono ma questa è la prima volta che ci vediamo” esordisce Virginia Raggi. Un Roma-Milano inedito. Ma c’è qualcosa che prenderebbero l’uno all’altra? “Milano e Roma sono due città che normalmente collaborano” risponde Sala “Milano in questo momento va bene ma si dovrebbe fare di più in promozione e ricerca di investimenti e finanzimenti europei. A Roma su questo sono bravi. Abbiamo da imparare. Il nostro vero vantaggio è che i servizi di base negli ultimi 20 anni hanno fatto un salto di livello notevole”.

“Ci piacerebbe avere i conti già a posto come Milano” dice con un sorriso amaro la Raggi “Milano qualche anno fa ha avuto una crisi poi è ripartita. Roma si è adagiata senza investire in futuro, innovazione, energia. Oggi lo scontiamo. Cerchiamo di invertire la rotta”.

C’è una differenza culturale. Milano ha saputo progettare, guardare al futuro, Roma ha dovuto spesso tamponare le emergenze. “E’ un circolo vizioso o virtuoso” risponde Sala “in questo momento noi stiamo costruendo il progetto Milano 2030 con un piano di governo del territorio che dà le regole dello sviluppo urbanistico. Possiamo farlo perchè siamo solidi sui problemi primari. La sindaca Raggi ha ereditato una situazione, ad esempio sui trasporti, che è delicata”.

La partita è amichevole e Sala offre un assist alla collega: “ATM ha un piano per cambiare tutti gli autobus in elettrici in 12 anni. 2 miliardi di investimento e tante infrastrutture. Se sei tranquillo è più facile da fare ”. “Dobbiamo entrare nel terzo millennio e lo facciamo trasformando una criticità in una opportunità” dice Raggi ” Dobbiamo progettare la città 2050. Il parco mezzi ATAC ha 11 anni in media. Stiamo puntando a sostituire i mezzi prima con diesel 6 poi con elettrici e ibridi ma serviranno infrastruttue. Non si può fare in due anni o tre.

Si progetta con un’ottica lunga” Roma poco propensa a guardare il suo futuro “Storicamente si” risponde la sindaca Raggi “si è adagiata sugli allori del passato pensando di fare la sua fortuna con quello. Nel resto del mondo si parlava di sostenibilità ambientale, resilienza e dei grandi temi, da noi non si è fatto. Due giorni fa Aruba ha presentato un progetto di un iper data center a Roma che porterà investimenti per 300 milioni e 200 posti di lavoro. Bisogna proiettarsi nel futuro”.

“Milano è una micrometropoli” precisa Sala “meno di 1.400.000 abitanti. Questo fa la differenza. E’ più facile” “Abbiamo due fasce di popolazione che cresce” continua “gli anziani perchè si campa di più e i giovani che vengono a vivere a Milano attratti dalle potenzilità della città. Da noi mancano case perchè quelle che ci sono hanno prezzi alti”. Sala rivela la strategia per la rigenerazione: “Non vogliamo portare via verde, lavoriamo sul recupero dell’esistente. Diciamo. Fate quello che volete ma lasciate il 65% a verde e il 30% è edilizia convenzionata”.

Roma è il centro del potere nazionale. Onore ma anche problemi. Se ne può chiedere il riconoscimento. “Per l’ANCI (associazione di tutti i comuni italiani) i comuni hanno una capacità di spesa del 20/30% rispetto ai fondi stanziati. Accade per un sistema di norme che rallenta. Noi dobbiamo chedere una semplificazione amministrativa che aiuti i comuni ad essere più rapidi. I tempi della burocrazia non sono quelli dei cittadini. A Roma ogni giorno ci sono 4 milioni e mezzo di persone. Deve confrontarsi con le altre grandi capitali mondiali e deve rispondere con le stesse armi degli altri comuni. Può essere un problema specialmente se contemporaneamente deve essere vetrina nazionale”.

Lo scambio va avanti toccando tanti temi. Mannoni lo guida con il suo tono un po’ dissacrante che lo ha anche reso oggetto di benevole parodie. Le grandi concentrazioni metropolitane del futuro, la necessità di avere competenze gestionali diverse e più dirette. L’autonomia funzionale necessaria a una grande città. La mobilità sempre più orientata sul pubblico e verso la sostenibilità ambientale e sociale. Metropolitane fatte e da fare. Lo sharing. Il telelavoro. Lo smart working. La raccolta dei rifiuti (un confronto imbarazzante per Roma). La cura del verde. La qualità della vita. La resilienza tema dell’incontro.

Raggi-Sala. Faccia a faccia

Dopo un’oretta l’incontro finisce e l’arbitro Mannoni, interista ma romano doc, fischia la fine. E’ stata una partita giocata con fair play, senza colpi bassi, con rispetto e comprensione, un’amichevole. Ma dal confronto Roma ne esce male. Molte parole e pochi fatti. Problematiche di lunga data a cui negli anni non sono state date risposte adeguate e che negli ultimi tempi si sono accentuate.

Deve recuperare molto per arrivare agli standard assia elevati di Milano. Finito, andiamo via. La scala in marmi pregiati ci porta verso l’uscita. La mattina eravamo entrati velocemente dal portone secondario, ora è tardo pomeriggio e usciamo da quello principale.

C’è il tempo per ammirare la straordinaria corte con fontana e le altre decorazioni del quattrocentesco Palazzo Fiano. I palazzi patrizi romani dietro le loro facciate massicce nascondono quasi sempre interni sorprendenti, questo è davvero formidabile. Il varco ci proietta in piazza San Lorenzo in Lucina affollato salotto in pieno centro. Palazzo Fiano combacia con un lato della Basilica omonima. Il futuro ha radici splendide.

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