Repossi e l’innovazione agricola: un buon foraggio per animali in salute

Il nuovo ranghinatore RA-Rake di Repossi, presentato ad Eima 2018, guarda con attenzione alla produzione di un foraggio di qualità che assicuri il benessere delle bovine e di conseguenza la qualità del latte. Senza trascurare velocità di lavorazione e soprattutto un notevole risparmio economico per gli allevatori.

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Repossi e l’innovazione agricola: un buon foraggio per animali in salute. Noi di Green Planet News torniamo a parlare di macchine per l’agricoltura. Un settore che guarda sempre con più attenzione alla tecnologia e allo sviluppo di nuovi prodotti e soluzioni che guidino verso l’Agricoltura  4.0.

Conciliare efficienza, risparmio e beneficio per gli animali, sono questi i tre cardini che devono guidare la scelta delle macchine per la raccolta del foraggio. Repossi Macchine Agricole è un’azienda familiare storica pavese, nata nel 1898 e che può vantarsi di essere oggi alla quarta generazione. Una lunga storia che ha attraversato la costante crescita tecnologica dell’agricoltura nel nostro Paese.

Repossi e l’innovazione agricola: un buon foraggio per animali in salute

A testimoniarlo l’ultima novità presentata a Eima 2018, che va incontro alle esigenze degli allevatori, garantendo risparmi notevoli nella ranghinatura. Questa è fondamentale per ottenere un foraggio di qualità e allevare bovine sane e produttive. Ma per ottenere questi risultati, fino ad oggi bisognava sostenere costi piuttosto elevati: i ranghinatori a tappeto costano molto e quelli a pettine non sono disponibili con larghezze di lavoro molto grandi.

RA-Rake, è un ranghinatore a doppia stella, con cui Repossi Macchine Agricole nel 2017 ha ottenuto un prestigioso finanziamento Horizon 2020, indetto dall’Unione Europea per promuovere e sostenere l’innovazione, la ricerca e lo sviluppo tecnologico.

Repossi e l’innovazione agricola: un buon foraggio per animali in salute

L’idea geniale dell’ing. Gabriele Repossi, inventore del nuovo macchinario, è quello di dotarlo di due stelle di diametro diverso: quella più grande non tocca il foraggio, ma ha il solo compito di far muovere la seconda stella, più piccola, che sposta il foraggio senza inquinarlo con sassi e terra.

Come sottolinea Andrea Gerosa, dottore in Scienze Agrarie e Ambientali e collaboratore dell’Università di Milano, non inquinare il foraggio con sassi e terra è fondamentale: “Le ceneri sono le principali responsabili della presenza di clostridi nel foraggio. Quindi durante la fienagione si deve prevenire al massimo il pericolo di contaminazione e si devono adottare tutte le tecniche necessarie per produrre foraggi di ottima qualità, sia dal punto di vista nutrizionale che della salubrità”.

Repossi e l’innovazione agricola: un buon foraggio per animali in salute

Dato che il ranghinatore non ha dunque bisogno di complessi e costosi meccanismi per far muovere la stella più piccola, beneficia di costi ridotti (sia di acquisto che di manutenzione) e consente di operare a velocità elevata. Il dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali dell’Università degli Studi di Milano, incaricato di valutare con metodologie internazionalmente riconosciute i vantaggi ottenibili da RA-Rake, ha eseguito le valutazioni preliminari su un prototipo del ranghinatore, che sarà in vendita da maggio 2019. Ecco i primi risultati:

“Nei test comparativi, abbiamo calcolato che chi lavora circa 200 ettari l’anno (nel caso dell’erba medica, 5 tagli per una superficie di 40 ettari), se usa RA-Rake al posto del rotante risparmia circa 1400 Euro l’anno “, dice Jacopo Bacenetti, ricercatore presso l’Università di Milano, “e su una superficie maggiore (1000 ettari lavorati l’anno) il risparmio è di 4900 Euro, mentre su 2000 ettari è di ben 9800 Euro“.

Anche nei confronti del ranghinatore a tappeto, usato soprattutto sulle grandi superfici, Ra-Rake dimostra il suo impatto economico positivo, dato che consente di risparmiare circa 13000 Euro l’anno.

Il costo per ettaro è stato calcolato sommando tutti i costi relativi al macchinario: l’investimento iniziale, i costi orari dell’operatore e le spese vive per l’utilizzo e la manutenzione (gasolio, olio e lubrificante.

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