Roma e l’incubo rifiuti: a quando una soluzione di lungo termine?

Roma, l'incubo rifiuti e la spregiudicata immagine di una città che annaspa. A quando una soluzione, un progetto a lungo termine?

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Roma e l’incubo rifiuti. C’eravamo illusi, durante il periodo del lockdown, che il problema dello smaltimento dei rifiuti dalle strade di Roma, fosse in parte rientrato. O forse potesse avere una sua pur minima soluzione.

L’incubo rifiuti a Roma per un attimo sembrava essersi allontanato. Le persone chiuse in casa, i bar e ristoranti “serrati”, i consumi ridotti all’indispensabile, l’azzeramento dei flussi turistici hanno prodotto meno rifiuti. E cosi le strade della città sono apparse per un attimo non solo desolate ma anche più pulite.

In questi giorni, il panorama offerto dai cassonetti è stato quello di una città del terzo mondo in condizioni di assoluto degrado. Per dovere di cronaca, bisogna dire che,  al momento, in molte zone di Roma l’immondizia è stata raccolta. Ma quanto durerà? Basta poco per avere a che fare con l’incubo rifiuti.

Infatti, è bastato il progressivo allentamento dei vincoli alla mobilità, la riapertura graduale di bar, ristoranti per tornare a vivere tra cumuli di rifiuti su cui si aggirano topi e gabbiani ed attirano sortite sempre più frequenti di cinghiali.

Ma a prescindere da questi aspetti apparentemente folcloristici, il presidente dell’Ordine dei medici di Roma Antonio Magi ha lanciato l’allarme circa i gravi rischi per la salute a causa non solo dalla mancata spazzatura e rimozione dei rifiuti ma anche dallo stato dei camion adibiti alla raccolta che non vengono lavati e quindi trasportano percolato e residui nocivi.

La situazione è evidentemente fuori controllo e dopo 4 anni di gestione non si può continuare a recriminare sulla situazione disastrosa, ereditata dalla precedente amministrazione.

Dopo aver sostituito assessori, amministatori delegati, direttori generali, l’AMA appare allo sbando sull’orlo del fallimento in condizione di dover chiedere la ricapitalizzazione (nonostante che a Roma si paghino le tariffe più alte in Italia). La struttura AMA è priva di mezzi adeguati. La situazione del personale è particolarmente critica.

Le organizzazioni sindacali denunciano la mancanza di almeno 500 unità in organico. Anche se viene denunciato da più parti un indice di assenteismo che si aggira intorno al 30% . Ovviamente qualsiasi smentita è ben accetta. Ma, va precisato, non è possibile poi dare addosso all’AMA quando i comportamenti incivili delle persone seminano rifiuti ingombranti laddove non possono starci. Basterebbe fare una chiamata invece che spargere immondizia ovunque, facendo finta di niente.

Certo è che stiamo ancora aspettando gli annunciati programmi innovativi e rivoluzionari prospettati dall’attuale compagine di governo al momento dell’insediamento. Ci basterebbe un programma normale di medio periodo ma ora non c’è più tempo. Bisogna fare presto.

In questi giorni è stata pubblicata da più fonti in questi giorni la tradizionale classifica negli indici di gradimento tra governatori regionali e sindaci e il sindaco di Roma si colloca al 104mo posto. Non poteva essere altrimenti.

Il guaio è che con il crollo dell’immagine del sindaco crolla anche l’immagine della città con buona pace dei progetti di rilancio del brand Roma e dell’opportunità del turismo, l’unica vera risorsa disponibile da cui Roma non può prescindere.

Non può vivere l’incubo rifiuti come una perenne spada di Damocle sulle teste dei cittadini. Soprattutto su quelli che cercano i cassonetti per essere corretti ma hanno difficoltà a trovarli perché li hanno tolti e girano con l’immondizia in mano con il rischio di riportarsela a casa. Non volendo fare come qualcun’altro meno preciso.

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