Salgado lancia un appello per salvare gli Indios dell’Amazzonia

Il coronavirus minaccia seriamente le popolazioni indigene dell’Amazzonia. Per questo motivo il fotografo brasiliano Sebastião Salgado, da sempre molto attento alla questione della tutela e sostenibilità del pianeta, ha inviato insieme alla moglie Lélia Wanick Salgado una lettera direttamente al presidente del Brasile Jair Bolsonaro

0

“Chiediamo al presidente della Repubblica, il Sig. Jair Bolsonaro, e ai dirigenti del Congresso e della Magistratura di adottare misure immediate per proteggere le popolazioni indigene del Paese da questo devastante virus”. Inizia così il video appello diffuso dal fotografo brasiliano Sebastião Salgado insieme a sua moglie Lélia Wanick Salgado e lanciato con una petizione che in pochi giorni ha raccolto oltre ventimila firme.

La petizione vede tra i firmatari importanti personalità della cultura, della scienza, del cinema, della musica, delle istituzioni di tutto il mondo: tra cui gli architetti Renzo Piano, Tadao Andō, Santiago Calatrava, Norman Foster, Rem Koolhaas, Jean Nouvel; gli artisti Ai WeiWei, Christo e Julian Schnabel; lo scrittore Premio Nobel Mario Vargas Llosa; i registi Pedro Almodóvar, Alejandro González Iñárritu, Werner Herzog, Terrence Malick, Oliver Stone, Wim Wenders; le attrici Meryl Streep, Susan Sarandon, Juliette Binoche e gli attori Brad Pitt, Richard Gere e Silvester Stallone; e poi Madonna, Sting, Paul McCartney, Chico Buarque, Gilberto Gil, Caetano Veloso e moltissimi altri.

“Queste popolazioni indigene fanno parte della straordinaria storia della nostra specie. La loro scomparsa sarebbe una tragedia estrema per il Brasile e una perdita immensa per l’umanità. Non c’è tempo da perdere”, spiega il fotografo all’interno del video realizzato dal regista Fernando Meirelles per l’agenzia Contrasto, in cui si susseguono venti foto scattate dallo stesso Salgado.Salgado lancia un appello per salvare gli Indios dell’Amazzonia

L’artista ha infatti trascorso sette anni a contatto con tribù indigene per la realizzazione di un progetto fotografico. Nel 1990 Salgado, insieme a sua moglie Lélia Deluiz Wanick Salgado, ha creato una comunità di sviluppo ambientale,  chiamata Istituto Terra. Piantare una foresta in Brasile per ridare vita al suo luogo delle origini, nello stato di Minas Gerais.“Abbiamo piantato due milioni e mezzo di alberi, anche un po’ di più: 2 milioni e 700.000. Ora ci apprestiamo a piantarne ancora un milione” racconta Salgado.

Il fotoreporter brasiliano ha affermato che i minatori d’oro, taglialegna e allevatori che hanno invaso illegalmente le riserve, devono essere immediatamente espulsi dalle terre indigene per impedire loro di importare una malattia che ha ucciso oltre 240.000 persone in tutto il mondo, tra cui 6.750 in Brasile.

Il covid-19 è l’ennesima minaccia per gli indios dell’Amazzonia, che da anni vivono in uno stato di grave emergenza a causa dello sfruttamento agricolo e del processo di deforestazione, attività agevolate dal governo populista di Jair Bolsonaro.  Il Governo l’anno scorso ha tagliato, inoltre,  i fondi all’IBAMA, l’Istituto brasiliano dell’Ambiente e delle risorse naturali rinnovabili, un’agenzia a tutela del territorio indigeno e contro la deforestazione selvaggia della foresta pluviale. Con l’avvento del coronavirus l’IBAMA in pratica non funziona più.

Il coronavirus riporta alla memoria il genocidio di massa causato dai primi contatti tra i conquistadores e gli indigeni sudamericani, privi di difese immunitarie per le malattie portate dagli europei nel XVI secolo: “Se dovesse accadere, la responsabilità del Brasile sarebbe evidente e il mio paese dovrà confrontarsi con i tribunali internazionali per non essere intervenuto in difesa del suo popolo”, conclude Salgado.

Sabato 9 maggio alle ore 15

  • Sebastião Salgado è ospite sabato 9 maggio alle ore 15 su tutti i canali social del museo romano MAXXI (FB, Instagram, YouTube, Twitter, LinkedIn e Telegram) per parlare, insieme a Giovanna Melandri, proprio dei contenuti di questo appello.

Sebastião Salgado, esporrà il suo progetto fotografico dedicato alle tribù dell’Amazzonia in anteprima mondiale al Maxxi di Roma nel 2021.

Foto di Sebastião Salgado

Fonti

Leggi anche

Caro Lettore,

Green Planet News è un quotidiano indipendente, "aperto" e accessibile a tutti. Ogni giorno realizziamo tanti articoli con foto di qualità perché crediamo nel giornalismo come missione e nell'informazione come servizio ai lettori. La nostra è una voce libera, ma la scelta di non avere un editore forte cui dare conto comporta che i nostri proventi siano solo quelli della pubblicità, oggi in gravissima crisi. Siamo un gruppo di giornalisti professionisti che hanno attraversato e vissuto sulla propria pelle le difficoltà dell'editoria e che per questo hanno scelto di mettersi in proprio. Per questo motivo ti chiediamo di supportarci, con una piccola donazione a partire da 1 euro. Il tuo gesto ci permetterà di continuare a fare il nostro lavoro con la professionalità che ci ha sempre contraddistinto e con la tua donazione, inoltre, potremo prevedere tante nuove iniziative, nuove sezioni del giornale, contributi, collaborazioni inedite e offrirti una informazione sempre più attenta e curata. Stiamo lavorando anche ad un importante progetto sociale dedicato ai territori difficili delle nostre città che il tuo aiuto potrà contribuire a realizzarsi in maniera totale. Grazie.


Sostieni Green Planet News


Lascia una risposta