San Martino, castagne e vino

La chiusura dell’anno agricolo e la festa del ringraziamento per il raccolto ottenuto, tutto questo è San Martino tra leggende e tradizioni

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A San Martino non solo il mosto diventa vino ma tutta la campagna è in festa per celebrare i frutti della terra. L’11 novembre è la festa del ringraziamento del mondo contadino, il giorno in cui si chiude l’anno agricolo e si ringrazia per il raccolto ottenuto. Tutto lo stivale, da Nord a Sud, venera il Santo della generosità, con feste, sagre e riti religiosi.

San Martino è ricordato l’11 novembre, un giorno che è diventato la festa di tutto il mondo rurale. Ma la sua origine è antica e risale all’antica festa del “Samuin”, Capodanno dei Celti, che cadeva proprio nei primi dieci giorni di novembre.

Questo giorno è anche quello dedicato alla chiusura dell’anno agricolo, il giorno in cui si ringrazia per il raccolto ottenuto e si festeggia la fertilità della terra che dona tanti frutti. Dal vino che “nasce” proprio a San Martino quando si è soliti assaggiare il vino novello, alle castagne ed alle mele. Prodotti che rientrano nelle diverse tradizioni che festeggiano il Santo.

Il legame fra San Martino ed il mondo agricolo è molto stretto, come detto l’11 novembre, rappresenta il giorno di chiusura dell’anno agricolo e l’inizio delle nuove semine. In passato proprio a San Martino, i lavoratori del mondo rurale erano invitati a trasferirsi in altri posti ecco perché questo giorno divenne la data consueta per i traslochi ed il rinnovo dei contratti dei pascoli e dei boschi. Ma San Martino è tradizionalmente legato anche alla Festa del Ringraziamento al termine della stagione agricola.

San Martino, castagne e vino

A Cremona, ad esempio, ogni 11 novembre viene celebrata la Giornata Provinciale del Ringraziamento con la Santa Messa alla Cattedrale in presenza degli imprenditori agricoli e delle famiglie che lavorano nei campi. Una cerimonia volta a ringraziare per i frutti della terra e per il lavoro svolto nelle campagne. Alla messa segue la benedizione dei trattori che sfilano in una parata che ospita anche trattori storici.

La manifestazione è organizzata dalla Coldiretti di Cremona in un’intera giornata di festa che quest’anno ospiterà alcuni agricoltori delle Marche, che operano e vivono nei territori colpiti dal sisma e che porteranno a Cremona i loro “tesori del gusto” salvati dal terremoto.

Anche il Lazio in questo periodo dell’anno è ricco di feste che celebrano la conclusione della vendemmia e della raccolta delle olive, con l’assaggio di vino novello. A Blera, nella Tuscia viterbese, la manifestazione “A San Martino ogni mosto diventa vino” oggi, domani e dopodomani, 9,10 e 11 novembre, si festeggerà San Martino stappando il vino novello. Tutte le cantine tipiche del paese apriranno le proprie porte facendo rivivere il rituale del ritrovo in cantina ormai quasi scomparso.

Ma tanti altri sono culti in tutta Italia. Nella Valle Isarco forte e sentita è la tradizione dei “torggelen”: parenti ed amici si ritrovano a tavola per gustare i prodotti autunnali, castagne, mele e vino. Banchetti che ricordano l’antica tradizione dei contadini che erano soliti offrire i prodotti del raccolto a chi li aveva aiutati nei campi, soprattutto durante la vendemmia.

Torggelen potrebbe derivare proprio dal latino torquere, pigiare, ma c’è anche chi sostiene che possa derivare dal tedesco torkelen barcollare, perché i contadini che si facevano visita l’un l’altro erano soliti assaggiare il vino.
E per festeggiare la fine dell’anno vitivinicolo, il Movimento Turismo del Vino apre le cantine in diverse regioni d’Italia. Visite in cantina, degustazioni ma anche lezioni di potatura, passeggiate nei vigneti, musica e mostre d’arte. Un momento per trasformare l’incontro tra i vini nuovi e quelli invecchiati in un momento di festa.

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