Sulle tracce dei ghiacciai, la missione si sposta sul Gran Sasso

Da oggi fino al 13 settembre il team fotografico-scientifico si sposta sugli Appennini per fotografare e studiare il Calderone, ghiacciaio più meridionale d’Europa

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Sulle tracce dei ghiacciai, la spedizione fotografica e di ricerca coordinata da Fabiano Ventura da oggi sul Gran Sasso fino a domenica. Dopo aver attraversato tutte le Alpi dalla Valle d’Aosta al Friuli Venezia Giulia e fotografato e monitorato i ghiacciai alpini più importanti, oggi la spedizione del progetto Sulle tracce dei ghiacciai si è spostata sul massiccio del Gran Sasso, in Appennino. Qui rimarrà fino a domenica 13 settembre per studiare il ghiacciaio del Calderone, il più a sud d’Europa.

Il ghiacciaio, che si trova a una quota compresa tra i 2650 e i 2850 metri inizia a ritirarsi a partire dalla metà dell’Ottocento, passa da un’area di 7,5 ettari intorno al 1916 a 4,5 ettari alla fine del secolo scorso. Negli ultimi 20 anni ha continuato a ridursi anche se con diverse modalità a seconda delle annate ma oggi ha raggiunto probabilmente il suo minimo storico.

Dall’inizio degli anni Duemila, quindi, non si può nemmeno più parlare di ghiacciaio ma di “glacionevato”: un accumulo di ghiaccio di ridotta superficie e di limitato spessore, dove d’estate la fusione è così veloce che la massa ghiacciata accumulata durante l’inverno si riduce comunque.

Sulle tracce dei ghiacciai, gli scatti di Fabiano Ventura e gli studi “sul campo”

L’agonia di questo ghiacciaio sarà documentata dagli scatti di Fabiano Ventura, direttore del progetto Sulle tracce dei ghiacciai, che ripeterà le foto scattate tra fine Ottocento e i primi del Novecento dai fotografi Dino Toninelli, Enrico Abbate e Pietro Angeletti .

Insieme a Fabiano, oltre al suo team di filmaker e fotografi, sarà all’opera un nutrito gruppo di ricercatori: Alberto Cina e Paolo Maschio del DIATI (Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture) del Politecnico di Torino; Roberto Ambrosini, Davide Fugazza, Arianna Crozza, dell’Università Statale di Milano; Francesca Pittino, dell’Università di Milano Bicocca; Massimo Frezzotti, Presidente del Comitato Glaciologico Italiano.

La squadra elaborerà un modello tridimensionale e multitemporale del terreno attraverso la fotogrammetria aerea da drone, raccoglierà inoltre campioni di limo glaciale per lo studio dei materiali inquinanti presenti nel ghiaccio e svolgerà monitoraggi di ecoglaciologia per studiare la biodiversità del terreno.

Nonostante la stanchezza di questi ultimi mesi – dice Fabiano Ventura – sono molto felice di partire per quella che definisco la mia ‘montagna di casa’. È al Gran Sasso, infatti, che ho cominciato a praticare l’alpinismo e coltivato la passione per la montagna e per la fotografia di ambiente. Il progetto decennale Sulle tracce dei ghiacciai, che mi ha portato sulle montagne di tutto il mondo, non poteva che chiudersi qui”.

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