Tutto ciò che mangiamo viene dalla terra. Rispettiamola!

Un ritorno ai frutti antichi per salvaguardare la biodiversità e la natura. Qualità e genuinità e tanto tanto sapore

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Green Planet News continua il suo viaggio nel passato ripercorrendo la storia agricola del nostro paese attraverso i frutti e le piante di una volta. Abbiamo già detto del crescente interesse verso i frutti antichi, baluardi di biodiversità e ricchezza delle nostre tavole, da parte di esperti ed appassionati che svolgono un continuo lavoro di ricerca per salvaguardare questo patrimonio. E proprio per parlare di questo, abbiamo incontrato uno dei maggiori selezionatori di piante e frutti antichi, Enzo Maioli titolare dell’azienda agricola Maioli Enzo a Salvaterra, Reggio Emilia.

Tutto ciò che mangiamo viene dalla terra. Rispettiamola!
Enzo Maioli

Signor Maioli, com’è nata la sua passione per i frutti e le piante del passato

Quella per la salvaguardia dei frutti antichi è una passione che ho ereditato da mio padre Mario, che già negli anni 50/60 aveva capito, forse per passione, il valore della parola “biodiversità” e sicuramente aveva capito che le varietà antiche erano migliori, per diversi motivi, rispetto alle nuove varietà che ogni anno venivano, e vengono tuttora, reate. Nel suo piccolo podere aveva iniziato a collezionare tante varietà antiche e io, avendo avuto la fortuna di vivere con lui, mi sono appassionato a questo mondo; mi piace dire che mio padre mi ha “innestato” questa passione di salvaguardare le antiche varietà di frutta, un vero patrimonio naturale e oggi continuo con orgoglio questa attività.

Quali sono le maggiori differenze fra i frutti antichi e quelli di oggi

“Brutti ma buoni”, dico spesso parlando dei frutti antichi. Spesso infatti i frutti antichi sono meno belli e più piccoli rispetto alla frutta che siamo abituati ad acquistare al supermercato. Ci siamo abituati purtroppo ad acquistare accontentando gli occhi, scegliamo frutta di grossa pezzatura, bella, lucida, perfetta. E non è tutta colpa di noi consumatori, perché in effetti la scelta è molto ridotta, quasi obbligata. Il supermercato non ci presenta la biodiversità che la natura ha prodotto, ma pochissime varietà selezionate e appunto, belle per gli occhi, indipendentemente dal gusto e dalla genuinità. Spesso purtroppo non abbiamo le informazioni per fare una scelta consapevole. Non tutti sanno che una mela moderna, di quelle appunto che compriamo nei supermercati, ha subito più di 40 trattamenti per poter essere lucida, perfetta. La principale differenza tra i frutti antichi e i frutti moderni è proprio il fatto che i frutti antichi richiedono pochissimi trattamenti sanitari (circa 5/7) annui. Si riesce così ad avere frutta soddisfacente, che avrà magari qualche difetto sulla buccia o di pezzatura non uniforme, ma dal gusto genuino, profumata, con colori e forme a volte inconsueti, e spesso conservabile fino alla primavera successiva. Le antiche varietà di frutta rappresentano proprio un esempio di biodiversità! E’ importante ricordare che l’uso limitato di prodotti fitosanitari consente anche di preservare l’ambiente, che in tanti modi mettiamo in pericolo con le nostre mani. Sintetizzando, potremmo dire che con i frutti antichi abbiamo: meno trattamenti, meno inquinamento, più rispetto per la nostra salute, più rispetto per l’ambiente, frutta più gustosa e più genuina.

Sono differenze qualitative o solo di sapori?

Naturalmente se parliamo di differenze qualitative visibili ad occhio, i frutti moderni sono più belli e attrattivi, perché, come detto prima, sono uniformi, belli, lucidi. Ma a livello di sapori devo proprio dire che i frutti antichi sono nettamente superiori. Occorre anche considerare che per i frutti moderni si fa spesso un uso massiccio di concimi chimici, nitrati e concimi fogliari: prodotti che spesso vengono spruzzati sulle foglie e sulla frutta, che come una spugna assorbe; è evidente che la frutta che mangiamo in quei casi non è genuina.

Come incide sulla biodiversità il ritorno a queste coltivazioni?

Credo che, un po’ in tutti i settori, la biodiversità sia un vero toccasana per i consumatori, perché variare il cibo è salutare. A maggior ragione se si può farlo recuperando varietà che richiedono pochissimi trattamenti e quindi più genuini. Per fortuna in questi ultimi 20 anni c’è stato un ritorno alla terra, c’è un desiderio generale di vivere più a contatto con la natura, di mangiare sano. Vedo che tante persone hanno ripreso a fare l’orto, il frutteto, il pollaio, così da poter mangiare cibi sani prodotti direttamente “in casa”, a Km 0, prodotti di cui si conosce l’origine e certamente meno trattati rispetto ai prodotti che troviamo nei canali di vendita soliti. Credo che questo sia il futuro, anche grazie a tante persone che nel loro piccolo hanno dato l’esempio su questa strada: penso a tanti privati, di cui tanti giovani, o agli agriturismi e ai bed&breakfast, che hanno realizzato un piccolo frutteto e possono offrire, chi alla famiglia e chi ai propri clienti, frutta genuina, fresca o trasformata.

Tutto ciò che mangiamo viene dalla terra. Rispettiamola!

Qualche nome di frutto antico fra quelli più rari e particolari o fra quelli che preferisce?

Ad oggi ho recuperato oltre 2.000 varietà di frutti, di cui oltre 500 varietà di meli antichi. Penso ad esempio alla mela Abbondanza chiamata così perché ha una produzione abbondante e la frutta si conserva a lungo, così come la mela Del Povero, che una volta raccolta si conserva per l’anno successivo. La prugna Pernigona, che con i suoi 20 mt di altezza non si lasciava raccogliere manualmente, ma lasciava cadere a terra frutti sodi, aporiti, ottimi da mangiare freschi ma anche essiccati e questo voleva dire cibo per l’inverno. Ancora la famosa uva Moscato bianco, che nelle camere da letto, si teneva appesa alle travi fino a Pasqua. La pesca della vigna, poi, prende il nome dal fatto che veniva ammaritata alla vite, alla quale faceva da sostegno; e quando si andava a trattare la vite con il verderame, non si poteva rinunciare a dissetarsi mangiando una pesca colta direttamente dall’albero, al giusto punto di maturazione. Tra i miei ricordi di infanzia ci sono i meli lazzerini (pom lazarein), che maturavano a luglio, quando ancora c’era poca frutta; ricordo che qui a Salvaterra c’era un albero e nelle prime ore del pomeriggio, quando gli anziani facevano la pennichella, noi ragazzetti andavano a rubare i meli lazzerini e ne facevamo scorpacciate a non finire.

Com’è la risposta dei consumatori? E chi dimostra più interesse verso questo mondo?

Come dicevo, negli ultimi 10-20 anni, c’è tra i consumatori una maggiore attenzione alla genuinità del cibo che si mangia: si preferiscono cibi sani, naturali. Sono nate anche tante associazioni e aziende agricole che promuovo i frutti antichi, inoltre tanti giovani agricoltori hanno investito in questo settore. Penso non solo ai frutti antichi, ma anche ai grani antichi, i semi antichi ecc. Per quanto riguarda i frutti antichi, i nostri clienti sono da un lato persone adulte che vogliono riscoprire le varietà della loro giovinezza, ma anche e sempre più giovani agricoltori che, riscoprendo il valore della terra, scelgono di investire nella salvaguardia dei frutti antichi. Inoltre, se fino a qualche anno fa soltanto in alcune regioni molto vocate alla frutticoltura c’era la cultura del frutto antico, vediamo che un po’ in tutta Italia si sta diffondendo la consapevolezza del valore di salvaguardare tante antiche varietà che la natura ci ha donato.

Una vera passione questa di Enzo Maioli che si traduce nell’intento di riportare qualità e genuità a tavola nel rispetto dell’ambiente e della natura. Un ritorno agli antichi sapori ma soprattutto un voler salvaguardare ciò che ci circonda – “Ci sarebbe ancora tanto da dire. Credo però che la cosa fondamentale sia rimboccarsi davvero le maniche: è importante che ciascuno, nel suo piccolo, si interroghi sul presente e sul futuro che vogliamo lasciare ai nostri figli. Credo che soltanto attingendo da un passato che ci ha dato tanto potremo lasciare ai nostri figli un futuro migliore. – continua Enzo che ci saluta con una frase del suo amico Tonino Guerra. “Dobbiamo avere più rispetto per la terra. Dobbiamo tenere a mente che ognuno di noi, ogni giorno, ha bisogno della terra, perchè tutto ciò che mangiamo viene dalla terra.”

Per conoscere meglio il lavoro ed il vivaio di Maioli potete visitare il sito www.maiolifruttiantichi.it.

Contributo offerto da Gerarda Lomonaco e curato dalla Redazione di Green Planet News

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