Un futuro sostenibile per le foreste cedue

Si è concluso lo scorso 22 marzo il progetto LIFE FutureForCoppiceS volto alla salvaguardia delle foreste cedue dell’Europa Meridionale. L’atto conclusivo è stato il workshop “Gestione sostenibile dei boschi cedui: indicazioni per il futuro dall'eredità di prove sperimentali”, durante il quale, i rappresentanti delle istituzioni e le organizzazioni coinvolte hanno presentato i risultati ottenuti dopo 3 anni di attività

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Foreste cedue, servono misure sostenibili. Il progetto Life FutureForCoppiceS nasce nel 2016 con l’intento di implementare lo sviluppo di una gestione forestale sostenibile del bosco ceduo nell’Europa meridionale. Dopo una serie di studi effettuati su aree boschive prescelte come campioni, si è dimostrato che differenti opzioni di gestione possono favorire oppure limitare la sostenibilità e l’efficienza dei boschi cedui.

Le foreste cedue sono quelle adibite al taglio periodico degli alberi per produrne legna mantenendo i ceppi da cui si devono originare i nuovi germogli. In Italia occupano le pendici più basse delle Alpi e degli Appennini, per un’estensione pari al 55% dell’intera area forestale, cioè circa 3 milioni di ettari.

Questo enorme patrimonio boschivo dev’essere salvaguardato ed è necessario adottare delle misure sostenibili che abbiano un impatto ambientale basso e che tutelino la salute stessa di questi boschi. In quest’ottica il lavoro compiuto dai ricercatori del progetto Life Future for Coppices ha notevole rilevanza per il futuro delle foreste cedue.

Foreste cedue, lo studio in concreto

La ricerca è stata coordinata dal centro Foreste e Legno del Crea in collaborazione con Fondazione Edmund Mach, Università degli Studi di Firenze, Università degli Studi di Sassari, Agenzia Forestas e Ente Terre regionali toscane. Sono stati presi in considerazione nove siti dislocati nella regione Toscana (7 siti, 34 aree) e Sardegna (2 siti, 11 aree). I siti sono rappresentativi di tre tipi forestali (faggete montane, foreste termofile decidue, foreste di latifoglie sempreverdi).

Tre siti plus (uno per tipo forestale) sono stati selezionati per testare nuovi indicatori di gestione forestale sostenibile. I siti plus sono Buca Zamponi (faggio), Is Cannoneris (leccio), Poggio Pievano (cerro).
I ricercatori del CREA e i partner coinvolti hanno confrontato 3 diversi metodi di gestione del ceduo (ceduo tradizionale, evoluzione naturale e conversione ad alto fusto tramite diradamenti selettivi), analizzando i risultati di prove sperimentali di lungo termine, realizzate a partire dal 1969 in 45 differenti aree.

Un futuro sostenibile per le foreste cedue

Partendo, quindi, dai 6 criteri europei di Gestione Forestale Sostenibile sono stati calcolati 38 indicatori (12 consolidati e 26 nuovi, sviluppati appositamente per essere meglio adattati ai cedui) per valutare l’efficacia di ciascun approccio gestionale nell’assicurare, oltre ai tradizionali prodotti (legna da ardere, biomasse ad uso energetico, funghi, tartufi, miele, selvaggi), anche altri beni e funzioni offerti dalle foreste (protezione idrogeologica, stoccaggio del carbonio).

Ne è emerso che ciascuna opzione favorisce alcuni aspetti della sostenibilità piuttosto di altri e, conseguentemente, su una scala territoriale più ampia la coesistenza fra le diverse gestioni garantisce maggiori livelli di sostenibilità complessiva. Tale mosaico di forme di gestione è in grado di assicurare una molteplicità di funzioni: gli aspetti legati al ciclo del carbonio, lo stato di salute e vitalità degli ecosistemi forestali, le funzioni ambientali come la biodiversità e l’energia da scarti legnosi, fino ad arrivare a quelle socio-economiche come la produzione legnosa e i valori ricreativi.

Lo scopo del Life Future è stato proprio quello di dimostrare la sostenibilità dei differenti approcci gestionali. I diversi risultati prodotti, infatti, hanno consentito di migliorare il quadro conoscitivo sulla gestione forestale mettendolo in relazione con i cambiamenti climatici e con fenomeni come gas serra, aumento delle temperature e diminuzione delle precipitazioni.

I boschi cedui sono ampiamente diffusi in Europa, con una copertura di circa 23 milioni di ettari nel Mediterraneo ma nonostante questo, sono scarsamente considerati negli scenari di gestione forestale sostenibile, una realtà che necessitava di essere modificata con appositi piani gestionali mirati alla sostenibilità dei boschi.

Contributo offerto da Gerarda Lomonaco e curato dalla Redazione di Green Planet News

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