UNESCO: altre riserve biosfera in Italia

Due nuove riserve naturali italiane sono state proclamate riserve biosfera UNESCO. Si tratta di Valle Camonica-Alto Sebino, in Lombardia e Monte Peglia, in Umbria. Riconosciuta anche l'estensione della riserva del Ticino che diventa ora Riserva Ticino Val Grande Verbano

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Nel nostro paese c’è una biodiversità unica al mondo e crescono il suo riconoscimento e la tutela conseguente. L’UNESCO, genzia specializzata dell’ONU per la promozione e la salvaguardia del patrimonio culturale mondiale, nella 30° sessione del Consiglio Internazionale del Programma MAB (Man And Biosphere) che si è conclusa a Palembeng in Indonesia il 28 luglio, ha riconosciuto due nuove riserve della biosfera italiane: Valle Camonica-Alto Sebino e Monte Peglia. Inoltre è stata riconosciuta l’estensione della Riserva Ticino, Val Grande Verbano. Salgono così a 18 le riserve italiane riconosciute dall’UNESCO.

Le riserve UNESCO

L’obiettivo del programma UNESCO è quello di promuovere un rapporto equilibrato tra uomo e ambiente attraverso la tutela della biodiversità e le buone pratiche dello sviluppo sostenibile. Quindi nelle riserve riconosciute le risorse non possono essere sfruttate in modo indiscriminato, gli effetti dei cambiamenti climatici vengono tenuti sotto osservazione per contrastare in modo rapido ed efficace i mutamenti riscontrati dannosi per l’ambiente e la fauna.

Le new entry

Con le due nuove l’Italia sale a 17 riserve della biosfera che arricchiscono il network mondiale di che ne comprende 671. La valle Camonica – Alto Sebino va a tutelare 45 comuni lombardi per una superficie di oltre 130mila ettari. I paesaggi sono tipicamente alpini, ricchi di laghi e torrenti, foreste e ghiacciai come quello dell’Adamello.

La riserva del Monte Peglia, un vulcano inattivo, comprende quattro città della provincia di Terni, in Umbria, e si estende per più di 40mila ettari. Ospita una straordinaria varietà di flora e fauna. Il Ticino, val Grande Verbano arriva, grazie all’ampliamento della riserva, a ricoprire 300mila ettari di territorio, compresi il lago Maggiore e quello di Varese, Campo dei Fiori e Val Grande. Interessa una superficie di oltre 300mila ettari di territorio e abbraccia 217 comuni della Lombardia e del Piemonte.

Un capitale naturale su cui investire

In un tweet il Ministero dell’Ambiente anticipa tutta la soddisfazione per il raggiungimento del traguardo:Ministero Ambiente@minambienteIT Monte Peglia (Umbria) e Valle Camonica (Lombardia) sono state designate riserve Unesco Uomo e Biosfera, fieri della nostra biodiversità, avanti così! #IoSonoAmbiente @UNESCO_MAB #BiosphereReserve

“Un riconoscimento internazionale importante per l’Italiacommenta poi il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. “Le aree protette rappresentano il capitale naturale su cui investire, sia in termini sociali, sia in termini di ricerca sia, per quanto possibile, in termini economici legati alla sostenibilità.

Il riconoscimento Unesco – osserva – è un’ulteriore garanzia per la loro conservazione e valorizzazione”. Il ministero, annunciando il riconoscimento ottenuto dalle tre nuove riserve biosfera, ha ricordato il progetto Caschi Verdi da poco proposto.

“Proprio lunedì 23 a Parigi, continua Costa, abbiamo presentato all’UNESCO il progetto Caschi Verdi, una task force sotto l’egida dell’ONU per rendere la tutela delle aree verdi del pianeta più efficace, tempestiva e duratura. In Italia i caschi verdi opereranno anche nelle riserve della biosfera, oltre che nei 10 geoparchi e nei 5 siti naturali iscritti nella lista del patrimonio mondiale. E questo fa ben sperare per la tutela dei tesori naturalistici del nostro Paese”.

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