Uva da tavola, scende in campo l’innovazione

Un accordo fra il Crea ed il Nu.Va.U.T. per mettere a punto delle varietà interamente italiane di uve da tavola, con l’intento di renderle sempre più competitive sul mercato. Una partnership che favorisce l’innovazione e la rende più accessibile alle imprese, ma che avvantaggia anche il consumatore, offrendogli più possibilità di scelta

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Per l’uva pugliese, tra le protagoniste indiscusse indiscussi della produzione italiana, il futuro all’insegna dell’innovazione è già iniziato. Il CREA, il più importante ente italiano di ricerca agroalimentare, insieme al Consorzio produttori Nu.Va.U.T, hanno presentato alla Fiera del Levante di Bari, l’accordo per mettere a punto delle varietà interamente italiane di uve da tavola, con l’intento di rendere sempre più competitivo un prodotto – e un territorio di produzione – già leader di mercato, ai primi posti in Europa e nel mondo.

“Un accordo – ha affermato Giacomo Suglia, amministratore unico del Consorzio Nu.Va.U.T (Nuove Varietà di Uva da Tavola) che raccoglie gli imprenditori coinvolti nel progetto – che favorisce l’innovazione e la rende più accessibile alle imprese. Infatti, le prime 12 nuove varietà messe a punto dal CREA saranno portate nelle aziende del Consorzio per poter meglio studiare le tecniche di produzione, il tutto con la collaborazione tecnica dei ricercatori del CREA e degli agronomi Nu.Va.U.T. ”.

Lo scopo è quello di aumentare l’offerta di un prodotto italiano al 100%, e permettere al mercato dell’uva da tavola di competere su un mercato globalizzato. Per fare ciò si deve lavorare sulla diversificazione e sull’originalità. Una sfida ambiziosa soprattutto per i produttori medi e piccoli.

Uva da tavola, scende in campo l’innovazione

Attraverso il miglioramento genetico si potranno mettere a punto nuove varietà di uva da tavola con o senza semi, caratterizzati da spiccata croccantezza, ottima resa e resistenza alle malattie. Entro il 2021 i primi grappoli saranno sugli scaffali. Successivamente, sempre attraverso il miglioramento genetico, si potrà intervenire anche su altri aspetti quali forma e dimensione degli acini, aromi e tenore degli zuccheri.

La posta in gioco è la preferenza del consumatore che si troverà dinanzi un ventaglio di scelta più ampio che non dimentica però la qualità. “Si tratta – ha dichiarato il Presidente CREA, Salvatore Parlato – del primo esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato per l’uva da tavola, che mette a fattore comune risorse e competenze della ricerca pubblica e dei produttori privati, nell’interesse di un made in Italy “integrale”, dalla ricerca al prodotto finale, sempre più autentico e competitivo, che confidiamo di esportare anche ad altre importanti filiere del settore agroalimentare”.

Una partnership, quella fra il CREA ed il Nu.Va.U.T. che favorisce l’innovazione e la rende più accessibile alle imprese, ma che avvantaggia anche il consumatore, offrendogli più possibilità di scelta.

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