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Festival del Verde e del Paesaggio, torna a Roma la XV edizione all’Auditorium Parco della Musica

Festival del Verde e del Paesaggio, torna a Roma la XV edizione all’Auditorium Parco della Musica
Photo credits ufficio Stampa

Appuntamento dal 10 al 12 aprile 2026.

Il vivido giardino pensile dell’Auditorium Parco della Musica di Roma si trasforma di nuovo in una grande festa del verde dal 10 al 12 aprile 2026 con la XV edizione del Festival del Verde e del Paesaggio, il tema è focalizzato su “Fare parentele”.

“Fare parentele” non un semplice slogan, ma una presa di posizione che invita a ripensare il rapporto tra esseri umani, ambiente e spazio urbano come una rete di relazioni profondamente interconnessi.

Per tre giorni l’Auditorium sarà il luogo dove queste “parentele” prendono forma, un luogo dove osservare la città da vicino. Non un Festival “green” astratto, ma uno spazio progettato come paesaggio urbano che si pratica davvero. Una vera e propria piazza verde attraversata da piante, incontri, giardini temporanei ed elementi di progetto che esplorano il rapporto tra interno ed esterno.

“Il paesaggio non è qualcosa che osserviamo da lontano. È il modo in cui viviamo ogni giorno: negli alberi delle strade, nei balconi coltivati, nel cibo che arriva sulla nostra tavola. Un giardino non nasce per essere approvato, ma per funzionare. E forse vale anche per le città: non devono essere perfette, ma vive, capaci di cambiare e restare in relazione con ciò che le circonda. Nel tempo del cambiamento climatico il paesaggio non è più un lusso estetico. È la condizione che rende le città vivibili.” spiega Gaia Zadra, direttrice artistica del Festival”.

Festival del Verde e del Paesaggio: quattro dimensioni del paesaggio contemporaneo

Il programma attraversa quattro luoghi della vita quotidiana:

  • La città, dove alberi, acqua e suolo diventano infrastrutture climatiche.
  • Il giardino, dove la biodiversità torna visibile.
  • La casa, dove balconi e terrazze si trasformano in micro-ecosistemi.
  • Il cibo, dove il paesaggio entra direttamente nel piatto

Rapporto tra persone e natura, una trasformazione in atto

Il rapporto tra persone e natura sta cambiando rapidamente.

Gli spazi esterni sono sempre più importanti per gli italiani di ogni fascia d’età. Una recente ricerca di Gfk Sinottica evidenzia che il 64% degli intervistati si dichiara appassionato di piante e giardinaggio, un dato in crescita negli ultimi anni. Anche la presenza di aree esterne private in cui praticare questa attività risulta in costante aumento dal 2021.

La società di servizi immobiliari Idealista rivela con la sua analisi che la casa sognata dagli italiani si è trasformata radicalmente negli ultimi anni. Gli spazi aperti, siano essi balconi, terrazzi o giardini, sono diventati una priorità assoluta, un requisito fondamentale nelle ricerche immobiliari.

Un altro studio internazionale realizzato da YouGov per STIGA nel 2025, racconta che quasi 7 italiani su 10 considerano il giardinaggio un alleato per la mente, una vera terapia quotidiana capace di ridurre lo stress: la cura del verde è un rifugio in cui ritrovare equilibrio, motivazione e gratificazione.

Roma come laboratorio climatico

L’idea è semplice: il verde urbano non è decorazione, è ciò che permette alla città di respirare.

Nelle città le temperature possono essere fino a 5–7 gradi più alte rispetto alle aree rurali. Per questo alberi, acqua e suolo stanno diventando infrastrutture essenziali delle città contemporanee.

Roma è una delle città più verdi d’Europa, con migliaia di ettari di parchi, ville storiche e alberature urbane che definiscono il suo paesaggio.

Foreste urbane e alberature stradali per contrastare le isole di calore, orti urbani che trasformano i quartieri, impollinatori e biodiversità urbana, ma anche rain garden e suoli permeabili, nuove strategie per trattenere l’acqua piovana e raffreddare la città saranno i temi al centro dei dibattiti che si svolgeranno nel corso dei tre giorni.

Festival del Verde e del Paesaggio, il programma

Si comincia venerdì 10 aprile alle 11:00 con l’incontro “Quando un giardino diventa città. Roma, i suoi giardini storici e il clima che cambia”. Elisabetta Pozzetti chiede ad Alberta Campitelli e Marco Ferrari di rispondere a una nuova domanda che si impone: cosa significa prendersi cura di un giardino pensato per un altro clima?

Tra i momenti più attesi – nello spazio dell’Assessorato all’Ambiente di Roma Capitale all’interno del Festival – il confronto sul futuro degli alberi romani con il talk “Roma può diventare più fresca? La sfida delle foreste urbane” e il dibattito su uno dei simboli più iconici della capitale: “I pini di Roma. Simbolo da difendere o paesaggio da ripensare?”, con la partecipazione dell’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi insieme a studiosi e agronomi.

Il rapporto tra paesaggio, politiche urbane e cura ecologica è al centro anche del programma l’Ordine degli Architetti di Roma e l’AIAPP.

Tra i temi al centro degli incontri:

  • Giardini sostenibili. Spazi verdi progettati con un uso ridotto dell’acqua.
  • Il progetto urbano come sistema ecologico. La riqualificazione dello spazio pubblico come rete tra flora, fauna, acqua e comunità.
  • MAXXI Green. Il progetto che trasforma gli spazi esterni del museo in un parco lineare urbano di oltre 7.000 mq con più di mille piante, riportando suolo vivo, ombra e biodiversità nel quartiere.
  • I rifugi climatici. Nuove categorie di spazio pubblico progettate per offrire fresco e protezione durante le ondate di calore.

Giovani, educazione e futuro

Come ogni anno, il Festival dedica ampio spazio ai più giovani. La mattina del 10 aprile, in coincidenza con l’apertura, il giardino pensile dell’Auditorium Parco della Musica ospita la Giornata del Verde, realizzata in collaborazione con ACEA Ambiente e dedicata ai bambini delle scuole primarie di Roma.

Studenti e insegnanti partecipano a laboratori e attività pratiche per scoprire da vicino piante, suolo, insetti, acqua e biodiversità urbana. Non ci sono lezioni frontali: i bambini sono invitati a osservare, toccare, riconoscere.

Tra le attività proposte: scoprire cosa vive nel suolo sotto i nostri piedi, costruire una mangiatoia per gli uccelli della città con materiali di recupero, imparare a riconoscere tronchi, foglie e ghiande degli alberi urbani o capire come un semplice balcone possa diventare un piccolo ecosistema per api e farfalle.

Nel corso della mattinata verrà offerta anche la possibilità di fare esperienze più immersive, come un viaggio virtuale con visori 3D dentro il mondo del riciclo dei rifiuti, oppure laboratori dedicati ai semi, alle piante aromatiche e agli ecosistemi acquatici.

La Giornata del Verde è un progetto educativo che da anni accompagna il Festival e introduce i più giovani ai temi dell’ambiente e della sostenibilità.

Perché a prendersi cura del paesaggio si comincia molto presto “mettendo le mani nella terra”.

Paesaggio domestico (casa e giardino)

Il Festival porta il paesaggio nelle case con una serie di incontri dedicati ad esplorare il paesaggio domestico: balconi, terrazze romane, architettura di interni e benessere.

Venerdì 10, alle 15:00, uno spazio dedicato alle terrazze romane, piccoli giardini sospesi sopra la città. Marta Fegiz, garden designer di formazione umanistica, nel dialogo “Quando il giardino sale sui tetti. Il paesaggio sopra i tetti” spiega come progettare una terrazza significa capire come far convivere natura e architettura sopra i tetti.

Sabato 11 alle 16.00 il dibattito porta il pubblico all’interno della casa. Vittoria Albertini nel talk “Quando una casa cambia il nostro umore. L’empatia degli spazi” racconta come trasformare la nostra casa in uno spazio che cambia insieme a noi, attraverso luce, colore, materiali, profumi e personalità.

Alle 15.00, l’incontro “Quando un giardino cresce da solo. Comporre un giardino naturale” con il paesaggista e musicista iraniano Hamid Shahsavan, che immagina il giardino come una partitura orchestrale, dove ritmo vegetale, stagionalità e relazione tra luce e spazio costruiscono un’esperienza viva e mutevole.

Ma il Festival non propone soltanto talk e dibattiti. Ogni giorno i visitatori potranno partecipare alla lezione di slow gardening e outdoor design per imparare come trasformare un balcone in un piccolo giardino vivo. Con Riccardo Primitivo Fiorucci e Marinella Gentili, otto possibili interpretazioni del balcone, pensate come micro-paesaggi urbani.

E per chi vuole approfittare dell’occasione per imparare a “non sbagliare pianta” ci sono le visite guidate ai vivai accompagnati da un garden designer Riccardo che racconta il giardino camminando. Perché “fare parentele” con le piante significa prima di tutto incontrarle, toccarle, ascoltare chi le coltiva, capire da dove vengono e cosa chiedono.

Paesaggio e cibo

C’è anche un’altra relazione, spesso dimenticata, raccontata dal Festival, quella tra paesaggio e cibo. Dal foraging urbano ai fiori eduli, fino ai rituali della cucina tradizionale, il cibo diventa una forma diretta di relazione con il territorio.

Eleonora De Venuti accompagna, tra talk e degustazioni, chi vuole scoprire la campagna romana attraverso erbe spontanee, fiori eduli, vino e prodotti stagionali.

Ogni giorno, alle 12:00, in programma un incontro dedicato al tema del food:

  • Il paesaggio nel piatto”
  • “Dalla cicoria selvatica ai ristoranti stellati: il ritorno del Foraging a Roma”
  • “Il pranzo della domenica” raccontato come rituale culturale della città.

Sabato alle 13:00 ci sarà anche un incontro con Michelangelo Ciuccoli e Amélie Cheliou che coltivano fiori eduli ai Castelli Romani. Durante l’evento “Quando i fiori finiscono nel piatto” prenderà vita un Flower Bar: una degustazione guidata per scoprire profumi, consistenze e sapori dei petali.

In un tempo in cui il cambiamento climatico è già esperienza quotidiana il Festival propone una domanda: che relazione vogliamo costruire con ciò che vive intorno a noi?

Per informazioni sul programma completo e biglietti:

https://www.festivaldelverdeedelpaesaggio.it/il-festival

Germana Ferrante

Giornalista, Caporedattrice e responsabile della comunicazione per Green Planet News. Ha lavorato per molti anni nel mondo editoriale presso la A. Manzoni & C. S.p.a., storica concessionaria di pubblicità del Gruppo Editoriale L’Espresso. Svolge la professione di giornalista sulle tematiche ambientali e della sostenibilità online, settori che negli ultimi anni hanno avuto una crescita tale da acquisire importanza primaria. Tra le varie passioni ci sono la fotografia, i viaggi alla scoperta delle varie culture del mondo, gli animali pelosetti, la lettura e la cucina di cui intende portare avanti la tradizione con un pizzico di innovazione sul suo sito personale Mind Cucina e Gusto (www.mindcucinaegusto.com). g.ferrante@greenplanetnews.it.
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