Come ridurre le emissioni di CO2 con semplici gesti quotidiani

Bastano piccole azioni e un pizzico di buona volontà per contribuire alla battaglia contro le emissioni di anidride carbonica, contrastando così il più grande pericolo per il futuro dell’umanità: l’emergenza clima. Scopriamo cosa possiamo fare nella vita di tutti i giorni per salvare il pianeta

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È il nodo del momento: l’emissione oltremisura di anidride carbonica in atmosfera da cui derivano indissolubilmente l’aumento dell’effetto serra e, come in una reazione a catena, l’innalzamento delle temperature mondiali. Con conseguenze ambientali spaventose: dal propagarsi di devastanti incendi, come quelli che da diversi mesi stanno mettendo in ginocchio l’Australia, alla sempre più vasta diffusione di eventi catastrofici come alluvioni, inondazioni, ondate di calore estreme e uragani.

Ormai gli esiti della crisi climatica planetaria sono sotto gli occhi di tutti. E in ogni angolo del globo, la stragrande maggioranza dei cittadini riconosce con timore la portata dell’emergenza in corso, fatta eccezione per un ristretto numero di negazionisti che non vedono o, forse è più opportuno dire, fingono di non vedere.

Per poter contrastare con risolutezza il riscaldamento globale, un ruolo cruciale è occupato dalle politiche poste in atto dai governi mondiali. Ma ciascuno di noi può dare il suo importante contributo, adottando comportamenti idonei che permettano di ridurre le emissioni di CO2 e di aiutare il pianeta.

Cosa fare per ridurre le emissioni di CO2

Muoversi senza auto

Evitare di prendere l’auto per i propri spostamenti quotidiani, privilegiando i mezzi di trasporto pubblici o ancor meglio la bicicletta, può avere un gran impatto nella riduzione di anidride carbonica immessa in atmosfera.

Per chi, per motivi vari, non può fare a meno di utilizzare l’automobile, una valida alternativa per raggiungere le proprie mete è il carpooling. Questa utile pratica, che si basa sulla condivisione dei posti auto tra persone che compiono lo stesso tragitto, permette di evitare ogni anno l’immissione in atmosfera di diverse tonnellate di CO2. Si stima che sono oltre 440mila le tonnellate di anidride carbonica che potrebbero essere risparmiate in Italia, se anche solo il 10% dei 5 milioni di dipendenti delle PMI nostrane facessero carpooling in modo sistematico, condividendo la tratta casa-lavoro. Cifre che fanno riflettere.

Mangiare meno carne

Una radicale modifica dei regimi alimentari, che preveda una riduzione del consumo di carne, rappresenta una parte integrante dell’impegno che ognuno di noi può mettere nella lotta alla crisi climatica. A sostenerlo sono numerosi studi scientifici internazionali ma anche l’ultimo rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) sul clima e suolo.

Preferire il treno all’aereo

Anche la riduzione dei viaggi compiuti in aereo può avere un impatto notevole. Quando possibile, è opportuno utilizzare il treno che si rivela un mezzo amico dell’ambiente. Scendiamo nel dettaglio con qualche esempio. Per un viaggio da Milano a Zurigo, optando per il treno, si consumano 102 kg di CO2 in meno rispetto all’aereo. Anche da Milano a Roma è il treno la soluzione più sostenibile, sia sul fronte ambientale sia in termini di tempo: 89 kg di anidride carbonica risparmiata e, oltretutto, 1 ora e 6 minuti di viaggio in meno rispetto all’aereo.

Razionalizzare l’uso dell’energia elettrica

Occorre considerare che in Italia gran parte dell’energia elettrica continua a essere prodotta dalle cosiddette centrali tradizionali, ovvero alimentate dai grandi combustibili fossili, in primis il carbone. Questa tipologia di combustibili genera un’alta impronta di anidride carbonica. Di conseguenza, risulta essenziale usare l’elettricità con intelligenza, adottando utili pratiche che nel lungo termine possono fare la differenza: dallo spegnimento degli apparecchi elettronici in stand-by alla sana abitudine di sfruttare al massimo la luce naturale e gratuita, spostando ad esempio scrivanie e tavoli di lavoro in prossimità delle finestre.
CO2
Un’altra buona accortezza consiste nel sostituire le vecchie lampadine con quelle a LED, molto più efficienti, in grado di diminuire drasticamente i consumi di energia elettrica e di durata media più elevata.

Scegliere il Km zero

Particolare attenzione va riposta sulla provenienza dei cibi che consumiamo ogni giorno. I prodotti a Km zero devono essere privilegiati rispetto agli alimenti che compiono lunghi viaggi prima di giungere sulle nostre tavole. Per di più, è bene rispettare la stagionalità. Mangiare in inverno pesche provenienti dall’Argentina o ciliegie coltivate in Cile ha un impatto ambientale molto forte, poiché comporta lunghi tragitti di trasporto delle merci che immettono in atmosfera notevoli quantità di CO2. Tra i vari risvolti positivi, non va dimenticato che consumare cibi locali e stagionali, oltre a essere più salutare per il nostro organismo, favorisce i piccoli produttori italiani, sempre più schiacciati dalla concorrenza delle grandi multinazionali appartenenti all’industria agroalimentare.

Evitare il consumismo sfrenato

A volte non ci rendiamo conto di quanto la nostra pessima abitudine all’usa e getta incontrollato incida sulla salute del pianeta. La produzione di qualsiasi oggetto determina una inevitabile emissione di anidride carbonica. Come se ciò non bastasse, gettare merci ancora utilizzabili va ad accrescere la mole di rifiuti che arrivano nelle nostre discariche, per finire ancora troppo spesso inceneriti.

Una buona regola per tutti è perciò quella di adottare la filosofia delle tre “R”: Riduci, Riusa, Ricicla. L’intero pianeta ne sarà grato.

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