Anthropocene, una mostra-denuncia che ha riscosso una grande attenzione

Si è chiusa al MAST il 5 gennaio la mostra multimediale degli artisti Edward Burtynsky, Jennifer Baichwal e Nicholas De Pencier con 155.000 visitatori

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Anthropocene: la mostra, frutto della collaborazione quadriennale tra il fotografo Edward Burtynsky e i registi Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier, allestita per la prima volta in Europa, al MAST (Manifattura di Arti,
Sperimentazione e Tecnologia) di Bologna, dal 16 maggio 2019 al 5 gennaio 2020, è stata visitata da 155.000
persone. Un grande successo che testimonia l’importanza di un’opera di sensibilizzazione fondamentale per portare attenzione sul pianeta e sul futuro di tutti.

Il progetto, basato sulla ricerca del gruppo internazionale di scienziati Anthropocene Working Group impegnato nel raccogliere prove del passaggio dall’attuale epoca geologica – l’Olocene – all’Antropocene (dal greco anthropos, uomo), documenta i cambiamenti che l’uomo ha impresso sulla terra e gli effetti delle attività umane sui processi naturali attraverso la combinazione di arte, cinema, realtà aumentata e ricerca scientifica.

Anthropocene, una vasta partecipazione

La mostra multimediale è stata una mèta per le scuole di Bologna, dell’Emilia-Romagna e non solo: 15.500 gli
studenti coinvolti, soprattutto di istituti secondari di primo e secondo grado, che hanno effettuato 600 visite
guidate curate dai mediatori culturali della Fondazione MAST. Per i più piccoli e per le famiglie sono state
organizzate attività didattiche specifiche tra cui workshop e proiezioni. Sono state 620 le visite guidate organizzate per il pubblico, curate dai mediatori culturali della Fondazione MAST, cui hanno partecipato 15.800 persone.

Anthropocene, una mostra-denuncia che ha riscosso un grande successo
Edward Burtynsky
Makoko #2, Lagos, Nigeria 2016
photo © Edward Burtynsky, courtesy Admira Photography, Milan / Nicholas Metivier Gallery, Toronto

Il film, incontri e proiezioni

È stato parte integrante della mostra il pluri-premiato film “Anthropocene: the Human Epoch” (ANTHROPOCENE: l’Epoca Umana), codiretto dai tre artisti e narrato dal premio Oscar Alicia Vikander.

Terzo capitolo di una trilogia che include Manufactured Landscapes (2009) e Watermark (2013), il film testimonia un momento critico nella storia geologica del pianeta, proponendo una provocatoria e indimenticabile esperienza dell’impatto e della portata della nostra specie. Il film, che è stato proiettato tutti i giorni al MAST.Auditorium, è distribuito in Italia da Fondazione Stensen e Valmyn.

La mostra è stata completata nel corso dei mesi dai MAST. Dialogues on Anthropocene: 77 tra talk, incontri e
proiezioni (quest’ultime in collaborazione con Cineteca di Bologna, Human Right Nights e Fondazione Stensen).
Appuntamenti gratuiti aperti al pubblico con scienziati, antropologi ed esperti, dedicati all’ambiente e al cambiamento climatico.

“Ci dispiace salutare Anthropocene alla Fondazione MAST – dichiarano Edward Burtynsky, Jennifer Baichwal
and Nicholas de Pencier – Siamo molto grati alla signora Seràgnoli, a Urs Stahel e a tutto il team del MAST per
aver dato vita alla mostra, a Bologna, in un modo così incredibile. Ci fa sperare sapere che questo progetto abbia
avuto un grande impatto su visitatori di tutte le età e che continuerà a far crescere la consapevolezza su
temi diventati urgenti in tutto il mondo”.

Il tema del clima

La mostra è stata co-curata da Urs Stahel, che cura sia la PhotoGallery sia la collezione di Fondazione MAST, Sophie Hackett e Andrea Kunard rispettivamente curatrici della Fotografia dell’Art Gallery of Ontario di Toronto e della National Gallery of Canada di Ottawa.

“Anthropocene era stata pianificata per 4 mesi ed è durata 8 mesi, senza mai registrare un calo del numero di visitatori. Le code per visitarla si sono allungate sempre di più nelle ultime settimane e negli ultimi giorni. Stupefacente, sorprendente e inaspettato. Un anno fa immaginavamo che il tema del clima sarebbe diventato sempre più dominante, ma in pochi mesi tutto è cambiato: è arrivata Greta, sono iniziate le manifestazioni Friday for Future e nell’opinione pubblica è cresciuta la consapevolezza sui temi legati all’ambiente al cambiamento climatico, che sono al centro della mostra e del film”, commenta Urs Stahel.

Anthropocene, esplorando gli effetti delle attività umane sul Pianeta, si è inserita nel progetto artistico della Fondazione MAST che dal 2013 conduce una riflessione approfondita sul rapporto tra l’uomo e il mondo del lavoro attraverso esposizioni di fotografia (tratte dalla collezione di Fondazione MAST o provenienti da musei, archivi e raccolte private), che raccontano il settore produttivo, le comunità dei mestieri e l’occupazione in genere.

Anthropocene ha debuttato in Canada nell’autunno del 2018 con il film “Anthropocene: The Human Epoch”
proiettato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival e con la mostra allestita in contemporanea
all’Art Gallery of Ontario di Toronto (AGO) e alla National Gallery of Canada di Ottawa (NGC) organizzata in
partnership con la Fondazione MAST. La mostra si sposta ora al Museo Marittimo e della Tecnologia di Malmö,
in Svezia, dove inaugurerà il 15 febbraio.

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