Consiste nella digitalizzazione del processo documentale inerente la movimentazione nonché il trasporto dei rifiuti ed è stato introdotto in attuazione del Decreto Legislativo 152 del 2006, all’interno dell’articolo 188-bis, attraverso il Decreto Ministeriale n. 59 del 4 aprile 2023.
Si inserisce in un quadro strategico volto al monitoraggio dello smaltimento rifiuti industriali e alla raccolta dei dati ambientali. Il RENTRI fa parte della svolta governativa verso una transizione ecologica e digitale, in linea con quanto approntato a livello europeo. Nel 2026 sono entrate in vigore alcune novità la cui conoscenza risulta fondamentale per le imprese.
Come è articolato il RENTRI
Il Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti è costituito da due sezioni principali:
- Sezione Anagrafica: contiene i dati di soggetti e organizzazioni che hanno approntato l’iscrizione insieme alle corrispettive autorizzazioni.
- Sezione Tracciabilità: presenta al suo interno l’insieme dei dati ambientali in linea con la normativa del 2006 e quelli inerenti i percorsi compiuti dai mezzi di trasporto (laddove contemplato).
Si tratta di un sistema che va a sostituire i registri tradizionali di carico/scarico, al posto dei quali viene approntata una soluzione documentale di matrice digitale: il FIR – Formulario di Identificazione dei Rifiuti.
RENTRI: a chi spetta l’iscrizione nel 2026
Il 13 febbraio 2026 è scaduto il termine ultimo di iscrizione al RENTRI. In tale data si è infatti conclusa la finestra temporale che permetteva di ottemperare tale obbligo normativo, prevista dal 15 dicembre scorso.
Chi ha interessato la scadenza? Le realtà produttrici di rifiuti sia pericolosi che non pericolosi fino a 10 dipendenti nonché altre categorie particolari. Una volta effettuata l’iscrizione, scatta l’obbligatorietà di utilizzo del FIR: si passa da una modalità cartacea a una digitale nella compilazione dei documenti.
I soggetti che non risultano obbligati a iscriversi al RENTRI possono comunque accedervi volontariamente. Una misura consigliata dal momento che l’adeguamento sarà progressivo, interessando la totalità delle imprese, e dà modo di mostrare il proprio impegno a favore della sostenibilità.
A poter effettuare l’iscrizione al Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti non sono unicamente le attività che producono rifiuti, ma le imprese che operano per conto di tali aziende. Nel linguaggio corrente si chiamano Soggetti Delegati e si tratta delle seguenti categorie:
- Attività che gestiscono la raccolta dei rifiuti.
- Attività che partecipano al circuito organizzato di raccolta.
- Società di servizi e associazioni imprenditoriali di rappresentanza.
L’importanza di una gestione strutturata
Con l’introduzione del RENTRI è fondamentale, per le imprese che vi accedono, approntare una gestione e catalogazione precisa di ogni singolo rifiuto.
Non tutte le aziende presentano al loro interno le competenze verticali necessarie per agire in tal senso ed è per questo che un servizio di consulenza ambientale che accompagni nel disbrigo delle pratiche in tutte le fasi di gestione dei rifiuti si rivela capace di fare la differenza.
Una società di consulenza qualificata è in grado di effettuare un’analisi della situazione di partenza, impostare correttamente la compilazione dei vari documenti e procedere agli opportuni aggiornamenti e controlli nel tempo. In questo modo l’azienda iscritta al RENTRI non solo risulta in regola con gli obblighi previsti a livello normativo, ma si dimostra davvero sostenibile.