Non è solo aiuto a chi non ce la fa, piuttosto un ecosistema dove i principi dell’economia circolare diventano il motore, dove riciclo e condivisione diventano pratiche virtuose e strumenti efficaci di attenzione, solidarietà e cemento per la comunità.
Un Armadio senza chiavi, aperto a tutti, trovando ciò di cui si ha bisogno o semplicemente condividendo uno stile di vita. Un’idea brillante che tende una mano ai tanti, troppi, che non ce la fanno, mentre chiama chi ha deciso di cambiare i propri consumi scegliendo i valori della sostenibilità senza sprechi.
L’Armadio senza chiavi è nel quartiere di San Lorenzo a Roma, dove è ancora viva quell’umanità tutta romana per cui l’aiuto agli altri è quotidianità e normalità, uno spazio guidato dai concetti cardine dell’economia circolare: il riuso e il dare una seconda chance alle cose.
Un luogo d’incontro, gestito da una dozzina di donne e mamme volontarie, dove vestiti, scarpe, biancheria, giochi, libri, per età che vanno dall’infanzia alla prima adolescenza, insieme a tutto ciò che inutilizzato abita le nostre case, continua a vivere nuove avventure, là dove il riuso non è un rapporto tra chi “dona” e chi “riceve”, ma è una scelta di vita: “Accedere all’Armadio senza chiavi, significa condividerne lo spirito”.
L’origine del progetto L’Armadio senza chiavi, nasce una rete di volontarie
L’origine del progetto segna già una decina di anni. È il 2015 quando una coppia di donne decide di attivarsi per provare a dare una risposta alle troppe storie di bisogno che si vivono nel quartiere. Dalla volontà delle due nasce un passaparola al quale non restano insensibili in tante. Nasce così uno spazio che si riempie di cose e attiva una rete di persone con la voglia di aiutare e aiutarsi, in poche parole fare la differenza.
I primi locali sono in un sottoscala messo a disposizione dall’Esercito della Salvezza, storica istituzione che ha sede da lungo tempo nel quartiere di San Lorenzo, aperta alle istanze del territorio. Inizialmente chi aveva necessità poteva chiamare, chiedere ciò di cui aveva bisogno e passare a ritirare una busta già preparata. Una condizione che escludeva la possibilità di scegliere, presupposto che le ideatrici ritenevano indispensabile.
La possibilità di scegliere andando oltre la beneficenza
Ma il progetto continua a crescere e a fiorire e innestare una rete sociale che ne rappresenta la forza. Arriva così il 2023 quando i locali si trasferiscono in Via degli Apuli 41, in uno spazio in superficie, accogliente e ordinato, dove non ci si limita a doversi accontentare di ciò che è disponibile, ma dove poter “scegliere” ciò che si preferisce. Un passaggio fondamentale che supera la logica della beneficenza.
Chiunque ha la possibilità di chiamare e prendere un appuntamento e quindi scegliere liberamente ciò che può servire e al contempo ciò che piace o mettere a disposizione degli altri ciò che non si usa più. La fascia di età è quella che va da 0 a 16 anni. Non si chiedono né documenti né motivazioni, la porta è aperta, senza chiavi appunto, sia a chi ha bisogno sia a chi considera importante la logica del riuso delle cose.
Condizione imprescindibile è che chi dona faccia attenzione al modo e che gli abiti siano puliti, ben curati, segnalando il sesso, età e stagionalità. Qualche imperfezione non è un problema, visto l’impegno delle responsabili a riparare eventuali pecche, evitando sempre di buttare.
Oltre agli abiti a disposizione anche libri, giocattoli, materiale scolastico e attrezzature per l’infanzia, sulla pagina Facebook si presentano gli oggetti più ingombranti, tipo passeggini, carrozzine o seggiolini per auto, che è possibile prenotare per un eventuale ritiro. Ma lo spazio social rappresenta anche una vetrina per cose da regalare o occasione di richieste particolari senza doversi recare in sede.
Chiunque volesse contattare le responsabili de L’Armadio senza chiavi può farlo: via mail all’indirizzo armadiosenzachiavi@gmail.com o tramite la pagina Facebook.