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Aiutiamo il pianeta lavorando da casa, quando possibile

Sebbene esista dall'inizio degli anni '70, il lavoro da casa ha visto una larga diffusione nel 2020, anno nel quale secondo numerosi studi ha contribuito a ridurre notevolmente l'inquinamento atmosferico; questo grazie al sempre costante miglioramento delle tecnologie e una più larga diffusione della connessione Internet a banda larga

Numerosi studi hanno dimostrato che lo smart working – termine ormai largamente utilizzato per descrivere la pratica – porta a una maggiore produttività e un morale più alto dei dipendenti.

Le variabili in gioco sono infinite: avere maggior tempo per sé stessi, nessuna spesa per recarsi in ufficio ed evitare il traffico la fanno da padrone; in particolare, quest’ultimo punto comporta minor stress nell’arco della giornata.

Adottare il telelavoro tutela l’ambiente

Normalmente le strade delle grandi metropoli come Milano e Roma sono intasate dal traffico durante quasi tutte le ore del giorno. E questo contribuisce a un aumento spropositato dell’inquinamento atmosferico, che danneggia la salute dei cittadini e contribuisce in larga misura al surriscaldamento globale. È palese che molti lavori potrebbero essere espletati online, come l’insegnamento e l’assistenza clienti.

Esperti di lingue possono condividere nel web le proprie conoscenze con gli studenti e gli accoppiamenti verranno generati da una IA che studia le caratteristiche degli iscritti quali ad esempio nazionalità, lingua parlata e budget a disposizione. Il tutto senza muoversi da casa, richiedendo solo una connessione Internet e un dispositivo come PC o smartphone.

Un esempio è Preply, una piattaforma di studio online che permette a chiunque di entrare in contatto e studiare con tutor professionisti di 185 paesi; in particolare, Preply permette sia l’iscrizione degli alunni che dei tutor.

Capiamo bene che diminuire l’utilizzo dell’automobile e in generale gli spostamenti casa – lavoro è possibile e soprattutto doveroso nei confronti del nostro pianeta. Un po’ di numeri: i trasporti contribuiscono a oltre il 50% delle emissioni di gas serra, e più della metà proviene da veicoli personali.

D’altronde, circa il 90% delle persone va al lavoro in auto e l’andirivieni quotidiano rappresenta quasi il 30% dei chilometri percorsi da una persona nel corso dell’anno. A livello globale, il 28,2% delle emissioni di gas serra proveniva dal settore dei trasporti.

Adottare lo smart working comporterebbe altresì un minor utilizzo di combustibili fossili impiegati per la produzione del carburante, oltre a diminuire il sottovalutato inquinamento acustico.

Proteggiamo assieme l’ambiente

Consentire ai lavoratori di lavorare da remoto sta diventando la scelta di molte aziende. Microsoft ad esempio ha deciso di promuovere lo smart working diminuendo persino l’orario di lavoro, così da permettere ai suoi impiegati di avere più tempo libero per sé stessi.

Tale progetto ha riscosso notevole successo restituendo al tempo stesso risultati piuttosto incoraggianti: la qualità del lavoro è aumentata esponenzialmente, così come il tasso di soddisfazione dei dipendenti.

“Lavorare da casa ha vantaggi e svantaggi per aziende e dipendenti. Alcuni di questi sono ambientali, come la riduzione dell’inquinamento atmosferico, e altri sono pratici, dalla produttività all’assistenza all’infanzia”, ha affermato Holloway professoressa presso il Nelson Institute for Environmental Studies e il Department of Atmospheric and Ocean Sciences.

È chiaro che il telelavoro può avere vantaggi sociali significativi come finora esposto ma tali benefici devono essere innanzitutto accessibili a tutti, soprattutto in quei Paesi dove l’evoluzione tecnologica procede molto lentamente.

Oltretutto, in molti manager alberga una riluttanza ingiustificata ad abbracciare il lavoro da casa e in tal senso le nazioni stanno iniziando ad incoraggiare il datore ad accettare il telelavoro, fornendo magari vantaggi fiscali o altri incentivi per una più larga diffusione.

Aiutiamo il pianeta lavorando da casa, quando possibile
Foto @Pixabay

La transizione dovrebbe essere dunque supportata da un impegno generale dello Stato a incentivare lo smart working mpegnandosi così in maniera concreta a proteggere l’ambiente, poiché è palese che le auto elettriche non possono da sole risolvere il problema.

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