Ancora sciopero globale per il clima, venerdì 24 maggio

Continua la mobilitazione della generazione che chiede a gran voce un modello di sviluppo diverso. Trainata dalla giovane attivista svedese Greta Thunberg, per molti miss Simpatia 2019, e da altri giovani leader ambientalisti, il 24 maggio tutti in piazza per chiedere a gran voce ai governi dei rispettivi Paesi politiche più incisive contro il riscaldamento globale, in particolare per ridurre le emissioni di anidride carbonica, tra i principali gas serra

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Eccoci giunti al secondo sciopero globale per il clima. Dopo 3 anni dalla firma dell’Accordo di Parigi, sono sempre più numerosi i cittadini che vogliono aria più pulita, meno plastica negli oceani, più energia da fonti rinnovabili, insomma un futuro sostenibile. Il prossimo 24 maggio è un evento per tutti, studenti, professori, famiglie, un evento pacifico e non violento, un appello ad una politica climatica più ambiziosa a livello globale, europeo e nazionale.

Sciopero globale, alcuni studi

Anche Teachers for future Italia ha promosso un appello per suggerire ai dirigenti scolastici alcune linee guida che possono essere adottate per una Dichiarazione di emergenza climatica ed ecologica nelle scuole. L’appello () è rivolto anche al mondo dell’arte e dello spettacolo perché prendano posizione e alle organizzazioni sindacali di categoria perché sostengano la protesta.

Ancora sciopero globale per il clima, venerdì 24 maggio

Gli scienziati sottolineano che il riscaldamento globale non deve superare 1.5°C, al fine di evitare grandi disastri. La comunità scientifica, è unanime nel riconoscere i problemi collegati al clima. In questi giorni, su pressione dei cittadini britannici e della loro disobbedienza civile, la Gran Bretagna è entrata in stato di emergenza climatico.

Da ricordare, inoltre, il nuovo preoccupante rapporto dell’IPBES (Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services) che annuncia la minaccia dell’estinzione per un milione di specie viventi.
L’ultimo rapporto dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) concede all’umanità una ridottissima finestra di tempo, di qui al 2030 e poi al 2050, per il raggiungimento di zero emissioni complessive di gas climalteranti.

Con un occhio alle elezioni europee del 26 maggio

Secondo un nuovo sondaggio commissionato dalla European Climate Foundation e condotto da IPSOS MORI,  la maggior parte degli italiani vede la lotta ai cambiamenti climatici, la protezione ambientale, la riduzione dell’inquinamento e l’agricoltura sostenibile come priorità per le prossime elezioni europee. Gli impegni sul clima e l’ambiente saranno un fattore decisivo per scegliere per chi votare.

 

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