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Attualità del pensiero di Enrico Mattei

Mattei rifiutava l'idea che una nazione sconfitta dovesse rinunciare alla propria autonomia energetica precondizione per la libertà. Un pensiero che risulta particolarmente ancorato al presente

Giovedì scorso, ricorrendo il 60mo anniversario dalla scomparsa, si è svolta una breve celebrazione con la posa di una corona presso la statua di Enrico Mattei nel piazzale antistante il palazzo Eni. Al breve saluto della dottoressa Calvosa, presidente Eni, era presente una rappresentanza dei dipendenti e di APVE (Associazione Pionieri e Veterani) con il presidente Rencricca. Cogliamo l’occasione per tracciare un breve profilo della figura e del pensiero di Enrico Mattei

La commemorazione della scomparsa di Enrico Mattei a 60 anni dall’attentato (27 ottobre 1962), assume un significato ed un valore ancora più grande, in un momento storico come questo in cui il tema dell’approvvigionamento energetico mostra tutta la sua rilevanza strategica per la vita della nazione.

Lucia Calvosa, presidente Eni, alla commemorazione di giovedì scorso

La disponibilità e la sicurezza dell’energia, sono indispensabili come l’aria e l’acqua e non possiamo accorgercene solo nei momenti di emergenza. Il pensiero di Mattei affonda le radici nei valori della Resistenza. Comandante del Corpo Volontari della Libertà e membro del CNL Alta Italia, dopo la liberazione, viene nominato (10/4/45) Commissario straordinario dell’Agip (Azienda generale Italiana petroli), con il chiaro mandato di metterla in liquidazione.

Mattei intuisce che il motore della ripresa passa attraverso la disponibilità ed il controllo dell’energia necessaria. Interpreta quindi la missione ricevuta con una visione che va oltre il mandato. Mattei rifiuta l’idea che una nazione sconfitta debba rinunciare alla propria autonomia energetica precondizione per la libertà.

L’Italia del dopoguerra ha un enorme bisogno di energia

Le risorse nazionali, per quanto incrementare, non sono sufficienti. Indispensabile è affrontare il contesto internazionale rivolgersi direttamente si Paesi produttori. Il sistema internazionale degli approvvigionamenti è controllato dalle nazioni che hanno vinto la guerra e che operano, sul campo, attraverso le proprie aziende di riferimento, le famose compagnie che Mattei chiamerà le 7 sorelle.

Mattei ha il coraggio di confrontarsi con l’assetto geopolitico consolidato con una visione dinamica priva di condizionamento, proponendo un nuovo modello contrattuale ai paesi produttori.

Il pensiero di Mattei è riassumibile:

Sarebbe molto meglio, per le compagnie petrolifere occidentali, conquistarsi la fiducia dei popoli nei cui territori di trovano ad operare, piuttosto che perseguire favolosi ma temporanei profitti e divenire oggetto di odio e di rivendicazioni da parte di coloro che li ospitano”.

Sulla scorta di questi principi Mattei svilupperà, attraverso Eni, una intensa politica estera costituendo in tutti i paesi in cui opera delle proprie rappresentanze in affiancamento a quelle istituzionali. Questa linea di azione entrerà presto in collisione con gli interessi consolidati delle grandi potenze e delle altre compagnie.

L‘esempio più emblematico di questo scontro si ebbe in occasione del soccorso che l’Eni attuò a favore dell’Egitto per impedire il blocco operativo del canale di Suez a seguito del boicottaggio di Francia e Gran Bretagna. Da allora inizia una proficua collaborazione tra Italia ed Egitto che ancora permane. L’azione di Mattei non fu convintamente sostenuta dal sistema Paese a cominciare dalle istituzioni.

Mattei ebbe, tra l’altro, profonde divergenze con Guido Carli, sostenitore di una linea ultra liberista dell’economia mentre Mattei teorizzava che l’energia la chimica ed i fertilizzanti per l’agricoltura “debbano essere sottratti alla speculazione del mercato ed essere sottoposti al controllo pubblico”.

Sono passati 60 anni da quando Mattei è stato eliminato e purtroppo, anche nel suo caso come in quello di altre grandi figure, come il generale Carlo dalla Chiesa, i giudici Falcone e Borsellino, va registrata una insufficiente protezione da parte dello Stato.

Con la scomparsa di Mattei è iniziata un progressivo ridimensionamento della sua linea politica sopratutto con riferimento ad una visione del ruolo strategico dell’energia e della sicurezza e sostenibilità degli approvvigionamenti. Il pensiero di Enrico Mattei appare sempre più attuale e commemorarlo serve non solo a rendere un doveroso omaggio all’uomo ma mira a richiamare l’attenzione sulle problematiche del presente.

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