Emergenza coronavirus e turismo: il Governo accolga le richieste del settore

Servono aiuti seri da parte del Governo all'intero settore. Ma serve anche fare fronte comune e incentivare la promozione. Marco Celani, AD Italianway e portavoce dell'Associazione nazionale “Italia Startup”, nell’ambito del tavolo di lavoro sulla crisi del turismo post coronavirus convocato stamane presso il MiBACT alla presenza della Sottosegretaria Bonaccorsi, ha chiesto al Governo una serie di provvedimenti

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Milano, 4 marzo 2020

Emergenza coronavirus e crisi del turismo, il settore maggiormente colpito dalla situazione del momento: come ne se ne esce? Introduzione della cassa integrazione o del FIS (Fondo di Integrazione Salariale) anche per i lavoratori del settore extra alberghiero; accesso al credito facilitato per far fronte alla copertura momentanea dei costi fissi incomprimibili; credito d’imposta per mancati ricavi per perdite superiori al 20% rispetto all’anno precedente; moratoria delle rate di finanziamenti in essere per investimenti e sospensione temporanea adempimenti fiscali: sono alcune delle richieste presentate ufficialmente al Governo da Marco Celani, AD Italianway e portavoce dell’Associazione nazionale “Italia Startup” a nome delle aziende italiane top player del settore extra alberghiero, nell’ambito del tavolo di lavoro sulla crisi del turismo post coronavirus convocato stamane presso il MiBACT alla presenza della Sottosegretaria Bonaccorsi.

Italianway, lo ricordiamo, è una start up innovativa prop-tech del settore turismo-hospitality fondata da Davide Scarantino e guidata da Marco Celani; conta su un Team di 100 under 30 laureati e plurilingue e ha contrattualizzato finora circa 1000 immobili di cui oltre 700, tra appartamenti, ville e residenze d’epoca in tutta Italia, già prenotabili direttamente dallo stesso portale Italianway.

Emergenza coronavirus e turismo: il Governo accolga le richieste del settore
Un appartamento Italianway a Milano

Di fronte all’emergenza coronavirus, Marco Celani, che nei giorni scorsi ha incontrato riservatamente la Sottosegretaria Bonaccorsi anche rispetto alla riforma del settore extra alberghiero annunciata dal Governo, ha sottolineato: “Il principale costo dei property manager è il personale. La richiesta è quella di essere equiparati al settore alberghiero per quanto riguarda la possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali per un periodo limitato. I property manager non sempre sono identificati con un codice Ateco specifico, spesso risultano essere società di gestione immobiliare, di servizi o agenti immobiliari.

Al fine di mantenere la capacità produttiva di tutto il settore che in Italia vale almeno 2,5 miliardi in termini di valore delle prenotazioni dirette, circa 10 miliardi a livello di indotto (imprese di pulizie, manutenzioni, ristorazione, esperienze, cultura, trasporti, travel in generale ecc) e annovera circa 200mila host privati e 20mila operatori professionali, sarebbe opportuno ricomprendere nelle misure di accesso agli ammortizzatori anche le società di servizi ai property manager (ad es pulizie e manutenzioni) che impiegano molto personale, per evitare che si sciolgano e non siano in grado di riprendere l’attività al momento della ripresa. Il FIS non è sufficiente. È necessario uno strumento con dotazione finanziaria.

Il Governo ci sostenga o l’Italia rischia di perdere un patrimonio di competenze specifiche delle piccole e medie imprese difficile da ricostruire. Se gli imprenditori saranno costretti a licenziare per mancanza di alternative il PIL potenziale del settore ancora inespresso (soprattutto a livello fiscale) potrebbe andare perduto per lungo tempo”.

Emergenza Coronavirus, il parere di Giorgio Palmucci, presidente Enit

Giorgio Palmucci, presidente dell’Ente nazionale per il turismo, non nega l’emergenza coronavirus ma invita ad avere fiducia. Il che, tradotto in termini concreti, significa aiutare il settore, fare più promozione e soprattutto non avere comportamenti autolesionistici. “È il momento per i membri della filiera turistica, pubblici e privati, di manifestare ancora di più comunione di intenti e uniformità di obiettivi . La congiuntura internazionale che ora sembra critica farà emergere nuove energie comuni”.

“L’Italia turistica rischia di fare autogol, di autolesionarsi stressando misure precauzionali con dell’iperrealismo che diventa surrealismo- ha proseguito Palmucci – La Penisola sfoggia sempre di più i suoi primati e ha davanti a sé un 2020 con una strategia orientata a nuovi mercati e segmenti. Occorre imprimere sempre maggiore centralità al settore che rappresenta quasi il 13% del Pil e con 4,2 milioni di occupati fa dell’Italia una leader in Europa”.

Fiducia sicuramente ma servono aiuti concreti al settore che solo la politica, quella dello Stato che si chiama Stato e non aziende paese, deve saper fare. Un dovere per i lavoratori e per gli imprenditori. Perché con il piatto vuoto, pure la fiducia scarseggia e tutto si complica. Con buona pace di mercato e consumi.

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