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Il Marine Stewardship Council a protezione degli oceani, per la sicurezza alimentare e la vita del pianeta

Il Marine Stewardship Council a protezione degli oceani, per la sicurezza alimentare e la vita del pianeta
Il Marine Stewardship Council a protezione degli oceani, per la sicurezza alimentare e la vita del pianeta, foto di Uncoated da Pexels

Fissati 10 motivi per contribuire alla tutela degli oceani, a partire dal consumo responsabile dei loro prodotti, i cosiddetti “Blue Foods”, una risorsa da preservare e sempre più cruciali per affrontare la sicurezza alimentare globale.

Domani, 8 giugno, si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale degli oceani, nata durante l’Earth Summit del 1992 a Rio de Janeiro. È stata ufficialmente riconosciuta dalle Nazioni Unite nel 2008 per celebrare gli oceani e il nostro personale legame con il mare e sensibilizzare l’opinione pubblica sul ruolo essenziale che essi svolgono nella nostra vita e nella salute generale dell’ambiente.

Per celebrare gli oceani il Marine Stewardship Council (MSC), organizzazione non profit che promuove la salute degli oceani attraverso il suo programma per la pesca sostenibile, lancia un messaggio per ricordare come la vita sul nostro Pianeta inizi proprio dagli oceani e che per questo vanno rispettati e protetti attraverso le scelte di ogni giorno.

Gli oceani ricoprono due terzi del pianeta, forniscono l’ossigeno che respiriamo e il cibo di cui ci nutriamo, contengono un’immensa biodiversità per lo più ancora inesplorata e assolvono una indispensabile funzione di regolazione climatica.

Basta mettere in pericolo gli ecosistemi

Parlando di oceani un presupposto è fondamentale: che essi siano in salute e gli ecosistemi e le risorse in essi contenuti siano equilibrio tra loro. Un equilibrio che oggi è messo in pericolo da inquinamento, cambiamento climatico e pesca eccessiva, e che deve essere salvaguardato attraverso scelte sostenibili a tutti i livelli decisionali: consumatori, aziende, attività di pesca e istituzioni.

Come spiegato da Francesca Oppia, Direttrice del Programma MSC in Italia: “Vogliamo richiamare l’attenzione di tutti sugli oceani, perché la vita del Pianeta è intrinsecamente legata ad essi e perché essi non solo svolgono un ruolo fondamentale a livello ambientale, ma possono svolgere anche un ruolo cruciale nella sfida per garantire la sicurezza alimentare globale.

Le Nazioni Unite stimano che i sistemi alimentari debbano aumentare la propria produttività del 70% per soddisfare una crescita di popolazione che supererà i 9 miliardi di persone nel 2050. In questo scenario, la gestione sostenibile della pesca può fornire proteine e nutrienti ai milioni di persone che oggi soffrono di carenze nutritive o di insicurezza alimentare.

Per questo motivo è necessario che tutti, dai pescatori alle aziende che operano nel comparto alimentare, dai consumatori ai governi nazionali e locali, mettano la protezione degli oceani in cima alla propria lista delle priorità”.

Foto di Francesco Ungaro da Pexels

I prodotti degli oceani alleati nella sfida alla sicurezza alimentare globale

Secondo le Nazioni Unite, gli alimenti provenienti dai sistemi acquatici, detti Blue Foods (animali, piante e alghe pescati o coltivati in ambienti marini o acqua dolce) sono degli alleati fondamentali per affrontare la sfida della sicurezza alimentare globale.

Secondo una ricerca di Costello et al. (2016), se tutte le attività di pesca fossero ben gestite, sarebbero in grado di produrre 16 milioni di pescato in più ogni anno. Questo andrebbero ad alleviare la diffusa carenza di nutrienti fondamentali quali ferro, vitamina B12 e acidi grassi Omega-3.

Il Marine Stewardship Council fissa 10 ragioni fondamentali per proteggere i prodotti degli oceani e del mare

Il Marine Stewardship Council ha fissato a proposito 10 motivi per proteggere i prodotti degli oceani. Sbagliando, si è ritenuto di poter godere di queste preziose risorse senza alcun limite: si è inquinato e depredato il mare e gli oceani fino al punto di decimare popolazioni ittiche e danneggiare habitat. Oggi è il momento di acquisire la consapevolezza che se ci si prende cura degli oceani, gli oceani si prenderanno cura di noi. 

  1.  I prodotti del mare sono ricchissimi di nutrienti. Pesce e frutti di mare forniscono nutrienti come zinco, ferro, vitamine A e B12 e acidi grassi omega-3, essenziali per la salute umana. I pesci grassi come il salmone e le aringhe contengono più nutrienti essenziali di noci, cereali, carne, verdure a foglia o semi.
  2. I prodotti del mare hanno un minor impatto ambientale. La pesca è meno dannosa dell’allevamento: consuma pochissima terra o acqua e non richiede fertilizzanti o mangimi. I prodotti ittici pescati comportano meno di un decimo della quantità di anidride carbonica associata alla carne rossa e determinano un’impronta di carbonio inferiore a quella di formaggio o del pollo.  Alcuni piccoli pesci, come aringhe, sgombri e spratti, hanno emissioni di carbonio inferiori a quelle del riso e del mais.
  3. Il consumo di pesce in Italia è più alto della media europea.  Gli italiani consumano 30kg di pesce fresco pro capite per anno, mentre la media europea si attesta intorno ai 23kg. Le specie più consumate nel 2020 in Italia sono state il tonno pinna gialla, il calamaro, il salmone, la cozza, il tonnetto striato e il merluzzo nordico (dati EUMOFA).
  4. Ci sono migliaia di specie diverse da provare. Sono 2.200 le specie di pesce pescato e 600 di pesce allevato, eppure la maggior parte di noi consuma le stesse poche specie. Variare le specie consumate può alleviare la pressione su quelle più comuni, aiutando a preservare la biodiversità.
  5. Il pesce è un’importante fonte di sussistenza. 600 milioni di persone traggono almeno in parte la propria sussistenza dal settore della pesca e dell’acquacultura. La maggior parte di esse si trova nei Paesi in via di sviluppo e più della metà è rappresentata da donne. 
  6. La domanda di pesce raddoppierà entro il 2050. Per soddisfare questa domanda in continua crescita è necessario sostenere pratiche di pesca sostenibile e un allevamento responsabile di prodotti ittici.
  7. Pescando meglio si pesca di più. Pescare sostenibilmente e porre fine alla pesca eccessiva potrebbe far aumentare la produzione annuale globale di pesce di 16 milioni di tonnellate, sufficienti a soddisfare il fabbisogno proteico di 72 milioni di persone in più all’anno.
  8. Le persone mangiano pesce da quasi 2 milioni di anni. Le prime prove del consumo di pesce da parte di un essere umano risalgono a 1.95 milioni di anni fa e sono state ritrovate in Kenya. È in questo periodo che gli esseri umani con un cervello più grande hanno iniziato a evolversi.
  9. Il pesce è una parte importante della tradizione culturale e religiosa. Tradizionalmente, il pesce viene consumato il Venerdì Santo dai cristiani, mentre nell’ebraismo il pesce è un simbolo di fertilità e fortuna che si mangia durante il Capodanno ebraico.
  10. Tutti noi possiamo proteggere gli oceani. Scegliendo di consumare prodotti ittici da pesca sostenibile, riconoscibili dal marchio blu MSC, supporti i pescatori che implementano pratiche di pesca sostenibili su base scientifica, permettendo agli oceani di prosperare per il bene delle generazioni future.
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