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HomeAmbienteEnergieIdrogeno, H2IT guarda al futuro e festeggia il superamento dei 100 soci

Idrogeno, H2IT guarda al futuro e festeggia il superamento dei 100 soci

Dalle multinazionali alle PMI innovative: tra il 2019 e il 2022 H2IT ha quadruplicato il numero degli associati, arrivando a rappresentare aziende e centri di ricerca di dimensioni e comparti diversi

L’idrogeno made in Italy fa sempre più squadra. Obiettivo di H2IT è continuare a dare impulso alla filiera per renderla protagonista della transizione energetica in Italia

L’energia vede il suo futuro passare anche e soprattutto dall’idrogeno. E l’Unione Europea lo sa bene visto che ha deciso di scommetterci per abbattere le emissioni di CO2 entro il 2050.

Ma anche l’Italia lo sa difatti negli ultimi anni tra l’elaborazione di una Strategia Nazionale per l’idrogeno ancora in corso e i 3,64 miliardi di euro previsti dal PNRR ha inaugurato una stagione di investimenti per sviluppare una filiera forte anche nel nostro Paese.

Si tratta di un obiettivo che sin dalla sua nascita nel 2005 è anche l’ambizione di H2IT, l’Associazione italiana idrogeno e celle a combustibile, che oggi con il superamento dei 100 soci, celebra un grande traguardo. Soci compresi tra grandi, medie e piccole imprese, centri di ricerca e università.

È solo da qualche anno che l’idrogeno è salito alla ribalta delle politiche ambientali e della cronaca e l’interesse delle istituzioni e imprese è continuato a crescere.

H2IT, solo dal 2019 a oggi non a caso ha quadruplicato il numero degli associati facendo da punto di riferimento per la filiera e portando all’attenzione della politica, degli attori economici e dell’opinione pubblica, le idee di chi si occupa quotidianamente di idrogeno.

La crescita dell’Associazione è lo specchio delle grandi potenzialità del vettore idrogeno per la decarbonizzazione e la transizione ecologica.

Il settore è in forte crescita tanto che, secondo gli ultimi dati e le previsioni dell’Osservatorio H2IT tutte le aziende associate ad H2IT entro tre anni si aspettano un aumento del giro d’affari. Un aumento con forti ripercussioni sull’occupazione, anche se al momento recuperare personale qualificato è ancora difficile.

La filiera quindi ha tutte le caratteristiche giuste per svilupparsi, ma per eliminare le criticità che ne frenano il potenziale occorre uno sforzo maggiore.

Come ad esempio l’assenza di un quadro normativo chiaro un argomento da sempre a cuore di H2IT e indicato dal 60% del campione come la priorità assoluta da seguire. Già nel 2016 per questo l’Associazione ha supportato i Ministeri competenti nell’elaborazione del “Piano Nazionale per la Mobilità ad Idrogeno” (aggiornato poi nel 2019) e stretto, nel 2018 una collaborazione con il Ministero dell’Interno per la stesura della “Regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio degli impianti di distribuzione di idrogeno per autotrazione“.

Inoltre, nel corso del 2021 H2IT si è incontrata più volte con le parti politiche decisorie, esponendo le proprie indicazioni per il PNRR durante un’audizione alla Camera dei Deputati. Ottenendo alla fine 3,64 miliardi di euro allo sviluppo di filiere per la produzione, distribuzione e usi finali dell’idrogeno: un grande successo che non deve rimanere isolato.

Adesso, oltre a mantenere vivo il confronto con il legislatore, H2IT punta anche al rafforzamento del network di aziende e centri di ricerca attivi nel mercato dell’idrogeno con l’obiettivo di renderlo maturo e decisivo per la rivoluzione ecologica nel nostro Paese.

Infine anche il supporto all’innovazione per realizzare prodotti e servizi indispensabili per la crescita del settore risulta necessario. La collaborazione con Intesa Sanpaolo Innovation Center per il progetto INNOVAHY, un’iniziativa volta a favorire il percorso di sviluppo di PMI innovative e startup del settore idrogeno, va letta anche in questo senso.

“Il grande risultato che celebriamo oggi premia oltre 15 anni di duro lavoro da parte dell’Associazione – ha commentato Alberto Dossi, Presidente di H2IT. Quando l’avventura di H2IT è iniziata l’idrogeno non compariva nelle agende degli organi competenti. Ora, la rotta intrapresa dalle istituzioni europee ed italiane conferma finalmente l’importanza della filiera per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione. Ma abbiamo bisogno di farla crescere facendo sistema, parlando con un’unica voce in grado di sostenere al meglio gli sforzi di tante aziende grandi e piccole, italiane ed internazionali”.

“Desidero ringraziare le 100 importanti realtà del settore – conclude Alberto Dossiche ci hanno dato fiducia e che hanno trovato tutto questo proprio in H2IT. Ma non ci fermiamo qui: continueremo nel nostro impegno per eliminare le criticità che impediscono lo sviluppo della filiera dell’idrogeno dialogando con la politica, la società civile e tutte le imprese che vorranno conoscere una delle chiavi della transizione energetica.”

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