Il vecchio pneumatico diventa asfalto modificato

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Gli pneumatici delle nostre automobili vanno correttamente smaltiti, essendo infatti fortemente tossici ed inquinanti, composti di materiali non biodegradabili possono, nel caso ad esempio che vengano bruciati, intaccare pesantemente il terreno e l’aria. Ogni volta che sostituiamo le gomme della nostra auto sarà il commerciante ad occuparsi del corretto smaltimento, se invece vogliamo farlo noi possiamo rivolgerci ad uno dei consorzi specializzati che si preoccuperà del ritiro e del corretto smaltimento. Tutto questo diventa ancor più urgente se consideriamo l’utilizzo che del pneumatico correttamente smaltito è possibile fare. Un esempio valido di come uno scarto possa diventare risorsa è l’utilizzo degli pneumatici per la produzione dell’asfalto con il quale rivestire le nostre strade. Il vecchio pneumatico diventa asfalto modificato.

 

Una soluzione in grado di aumentare la durata della pavimentazione e migliorare il drenaggio, ma fortemente efficace contro l’inquinamento acustico. Quest’ultimo, soprattutto in città, è un problema ambientale, con pesanti ripercussioni sulla salute e la qualità di vita della popolazione. Gli pneumatici uniti al comune bitume per asfalti possono dare origine ad una pavimentazione fonoassorbente, capace di ridurre il rumore da traffico fino a sette dB (A). Una tecnologia sviluppata negli Stati Uniti a partire dagli anni ’60 ed oggi diffusa in tutto il mondo.

 

Ecopneus                                                                                                                      In Italia Ecopneus crede fortemente alle potenzialità di questi ritrovati tecnologici. Una società che, senza scopo di lucro, si occupa del rintracciamento, raccolta, trattamento e destinazione finale degli Pneumatici Fuori Uso (PFU). Stando ai suoi dati, ad oggi esistono in Italia oltre 235 Km di strade realizzate con asfalti modificati con polverino di gomma, che si sono fatti apprezzare per i loro notevoli vantaggi.

Questi, oltre che nella minore rumorosità, si traducono nella maggiore durata della pavimentazione (di ben tre volte superiore rispetto a quella di un asfalto tradizionale), nonché nell’ottima risposta in caso di frenata improvvisa e nell’eccellente drenaggio in caso di pioggia (con conseguente miglioramento della visibilità), senza dimenticare l’alto valore ambientale dell’impiego di una risorsa derivata dal riciclaggio di pneumatici dismessi. La presenza della gomma dona maggiore elasticità a questi asfalti anti-rumore, diminuendo i rischi di crepe e fessurazioni e quindi garantendo la massima sicurezza, senza dover ricorrere a continui interventi di manutenzione.

Secondo Ecopneus, che ha partecipato a diverse sperimentazioni di asfalto da pneumatici riciclati su tutto il territorio nazionale, nel nostro Paese ogni anno arrivano a fine vita oltre 300mila tonnellate di pneumatici, ossia una quantità di materiale che unita al bitume potrebbe essere utilizzata per asfaltare oltre 6.300 Km di strade, pari a quattro volte la distanza tra Roma e Copenaghen. L’asfalto da pneumatici riciclati ha consentito la riduzione del rumore da transito nell’ordine dei due-cinque dB (A): un risultato importante, se pensiamo che un abbassamento di tre dB (A) del livello sonoro corrisponde al dimezzamento del rumore percepito.

Ecopneus in fase di lavorazione

Un anno dopo l’intervento, le misurazioni condotte sul nuovo tratto asfaltato hanno confermato l’effettiva riduzione del rumore da transito, mentre l’analisi dei costi effettuata dal Dipartimento strade della Provincia autonoma di Bolzano ha rilevato la convenienza economica di tale soluzione. Ulteriori sperimentazioni sono state condotte a Caserta, con importanti interventi di bonifica nella cosiddetta Terra dei Fuochi, Bologna e nelle Province di Torino e Trento.

 

I vantaggi degli asfalti modificati                                                                              Le strade realizzate con “asfalti modificati” con polverino di gomma presentano numerosi vantaggi: elevata durata della pavimentazione ed eccezionale resistenza all’invecchiamento, con esperienze internazionali di durata fino a tre volte rispetto a quella di un asfalto tradizionale; conseguente sensibile contenimento degli interventi e dei costi di manutenzione; apprezzabile riduzione della rumorosità; ottimo drenaggio in caso di pioggia, con forte miglioramento della visibilità; ottima risposta in caso di frenata improvvisa; impiego di una risorsa derivante dal riciclo di pneumatici dismessi, un’operazione di importante valenza ambientale.

Il polverino di gomma da pneumatici

 

 

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