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Le donne, dal suffragio universale al bando Smart and Start Italia

Sono passati 75 anni dal primo febbraio 1945 in cui  un decreto legislativo il Consiglio dei Ministri su proposta di Palmiro Togliatti e Alcide De Gasperi  e presieduto da Ivanoe Bonomi, riconosce il voto alle donne

Emancipazione femminile, sicurezza fisica e psicologica, difesa dei diritti politici e civili, lavoro come tutela per l’indipendenza economica e culturale, c’è ancora molto da fare. Qual’è la situazione attuale nel settore lavoro?

Disuguaglianza nel mondo del lavoro a partire dall’istruzione, i dati parlano

Le donne italiane sono più istruite degli uomini. Abbiamo il 34% di laureate contro il 21,7% di laureati e il 63,8% di diplomate contro il 59,7% (dati open poilis 2018). L’Italia è penultima in Europa per partecipazione femminile al mercato del lavoro, ma gli ultimi dati Istat sul mercato del lavoro hanno rilevato un aumento della componente femminile (+0,3%, pari a +35 mila).

Il problema delle donne è soprattutto una questione di disuguaglianza che riguarda innanzitutto il lavoro e le posizioni di potere. Il rapporto di Manageritalia ci dice che solo il 17,1% delle donne ha una posizione da dirigente; tuttavia, il dato interessante, e che mostra il cambiamento, è che le donne in posizioni manageriali sono cresciute del 32,7% dal 2008 al 2017, mentre per gli uomini c’è stato un declino del 10,2%.

Un miglioramento c’è ma il problema occupazionale femminile, in Italia, resta serio.  I dati parlano chiaro:  solo il 49% delle donne italiane ha un lavoro ed il part-time spesso si traduce in underemployment, cioè non adatto al titolo di studio conseguito, e mal retribuito.

Il 2020 è l’anno delle startup innovative italiane

Il Fondo Nazionale Innovazione, diventa una forte leva competitiva per l’Italia che, grazie ai fondi stanziati, potrà investire anche con misure di venture capital su aziende e startup innovative. Le risorse a disposizione potranno essere richieste dalle imprese e startup innovative non solo per Internet of things, Big data e Cybersecurity, ma anche per tutte quelle realtà che possono contribuire a questa rivoluzione digitale e trasformare l’Italia in una Smart Nation, al pari dei mercati esteri che puntano sull’innovazione.

Una startup può essere considerata una società caratterizzata da uno sviluppo e per una commercializzazione di servizi innovativi e tecnologici, come da definizione del MEF, il Ministero dell’Economia e della finanza.

Smart&Start, un’idea per agevolare le startup al femminile

Dal 20 gennaio 2020 è disponibile un un nuovo finanziamento rivolto in particolare alle start up femminili con un elevato contenuto tecnologico e innovativo. A seguire le caratteristiche:

  • è orientato allo sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell’economia digitale.
  • è finalizzato alla valorizzazione economica dei risultati del sistema della ricerca pubblica e privata.
  • Le società devono essere di piccola dimensione ed essere costituite da non più di 60 mesi.

Smart&Start Italia è il bando che fornisce un finanziamento a tasso agevolato fino al 80% delle spese. Per le donne la percentuale può arrivare al 90% delle spese. In Abruzzo, Campania, Basilicata, Molise, Puglia, Sardegna, Calabria e Sicilia di questo 90%, il 30% diventa a fondo perduto e quindi non dovrai restituirlo. 95 milioni di euro sono i soldi messi a disposizione dal bando.

Cosa finanzia Smart&Start Italia?

Un importo tra 100mila e 1,5 milioni di euro a favore delle startup innovative italiane, in particolare rivolto alle donne. Le categorie di spesa interessate al finanziamento sono:

  • Le immobilizzazioni materiali quali impianti, macchinari e attrezzature tecnologici, ovvero tecnico-scientifici, nuovi di fabbrica, purché coerenti e funzionali all’attività d’impresa
  • Le immobilizzazioni immateriali necessarie come brevetti, marchi e licenze, certificazioni, know-how e conoscenze tecniche – anche non brevettate – correlate alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa
  • I servizi funzionali alla realizzazione del piano d’impresa, direttamente correlati alle esigenze produttive dell’impresa (progettazione, sviluppo, personalizzazione e collaudo di soluzioni architetturali informatiche e di impianti tecnologici produttivi, consulenze specialistiche tecnologiche, servizi forniti da incubatori e acceleratori d’impresa e quelli relativi al marketing ed al web marketing, costi connessi alle collaborazioni instaurate con organismi di ricerca ai fini della realizzazione del piano d’impresa)
  • I costi del personale dipendente e dei collaboratori

Le domande potranno essere presentate, solo online, a partire dal 20 gennaio 2020 sulla piattaforma di Invitalia Le donne, dal suffragio universale al bando Smart and Start Italia

Impresa femminile, che cos’è?

Secondo la definizione ufficiale, “si considerano femminili, le imprese la cui partecipazione del controllo e della proprietà è detenuta in prevalenza da donne: sono classificate in base al maggiore o minore grado di imprenditorialità femminile, desunto dalla natura giuridica dell’impresa, dall’eventuale quota di capitale sociale detenuta da ciascun socio, e dalla percentuale di donne presenti tra gli amministratori o titolari o soci dell’impresa”
(La definizione delle imprese femminili è stabilita dall’art. 2, comma 1, lettera a della legge 215/1992 e successive modifiche e integrazioni).

Le imprese femminili sono le micro, piccole e medie imprese che possiedono queste caratteristiche:

  1. possono essere società cooperative o società di persone costituite in misura non inferiore al 60% da donne
  2. oppure società di capitali le cui quote di partecipazione spettano in misura non inferiore ai due terzi a donne e i cui organi di amministrazione siano costituiti per almeno due terzi da donne
  3. o anche imprese individuali gestite da donne

Una delle agevolazioni più conosciute pensata per favorire l’imprenditoria femminile e giovanile è senza dubbio “Nuove Imprese a tasso zero” di Invitalia , l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A., è una società per azioni italiana partecipata al 100% dal Ministero dell’Economia.

Un otto marzo per un’ emancipazione femminile non celebrativa ma reale, anche se la strada è  ancora lunga. Le donne devono conquistare  di diritto il loro spazio nel mondo attraverso l’indipendenza economica e culturale che solo il lavoro può offrire.  Cominciare da finanziamenti agevolati o garanzie del credito può essere una buona opportunità.

Articolo curato dalla redazione e realizzato con il contributo di Manola Testai.

Fonti e link utili:

Foto: Pixabay

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