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M.IT.I.CI., il progetto di promozione digitale dei Musei Italiani in Cina

In occasione del 72° anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese, la Direzione Generale dei Musei del Ministero della Cultura ha scelto di presentare M.IT.I.CI. (Musei Italiani in Cina), un progetto di promozione digitale volto al miglioramento dell’esperienza culturale nel nostro Paese per i visitatori provenienti dalla Cina

Nella prima settimana di ottobre si è celebrata in Cina la Festa Nazionale- nota come Golden Week- che ha commemorato quest’anno il 72° anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese. Una festività di sette giorni, seconda per importanza soltanto al Capodanno cinese che, ormai da anni, è considerata una ricorrenza di notevole rilievo sociale ed economico per il popolo del Paese del Dragone in viaggio nel mondo. 

È proprio in questa occasione che la Direzione Generale dei Musei del Ministero della Cultura ha scelto di presentare M.IT.I.CI (Musei Italiani In Cina), un progetto di promozione digitale volto al miglioramento dell’esperienza culturale nel nostro Paese per i visitatori provenienti dalla Repubblica Popolare Cinese. La sponsorizzazione tecnica è stata assegnata all’agenzia di marketing digitale Digital to Asia che ha operato alla realizzazione della proposta in partnership con Alipay, piattaforma di pagamento online e abilitatore di servizi lifestyle, gestita da Ant Group.

Il progetto M.IT.I.CI. 

Il progetto Musei Italiani in Cina nasce nel 2019 da una constatazione: la crescita del benessere economico della popolazione cinese e il conseguente incremento del desiderio di viaggiare e scoprire nuovi Paesi. 

Il progetto M.IT.I.CI contribuirà dunque a migliorare l’accoglienza e l’esperienza culturale dei visitatori cinesi nell’ambito delle attività di promozione degli istituti museali, attraverso l’esperienza di mediatori culturali e lo sviluppo di azioni strategiche da parte di Digital to Asia, fornendo tutti gli strumenti offline e online necessari per raccontare la bellezza del nostro Paese al pubblico cinese.

La scelta del logo e del nome 

Per la scelta del logo e del nome, gli ideatori hanno cercato di creare un punto di contatto e una mediazione culturale fra i due paesi.

Di fatto, per il logo si è scelto un elemento comune nella produzione artistica di entrambe le culture, il  vaso, perché ben rappresenta l’immagine e la funzione dei musei: essere contenitori di oggetti preziosi da preservare.

Per rappresentare la Cina si è optato per il vaso DING, risalente alla dinastia Xia del 2.000 a.C., mentre per l’Italia è stata scelta l’anfora romana; gli elementi sono stati fusi graficamente in un unico elemento artistico da un giovane designer cinese. 

Il nome del progetto è uno pseudo acronimo di M.USEI IT.ALIANI I.N CI.NA, una sorta di veicolo digitale per trasportare i prodotti migliori della nostra tradizione millenaria in un paese molto interessato alla cultura europea e, in particolare, a quella italiana. Ma non solo, poiché nella sua accezione ideale, il nome allude ad un viaggio verso la conoscenza della cultura italiana, un mito rivelato e raggiungibile. 

Il nostro obiettivo è proprio questo: far diventare il Museo italiano un MITO per il turista cinese» afferma Giovanni Capra, General Manager e Partner di Digital to Asia.

I servizi messi a disposizione 

Tra le azioni che verranno messe in campo dall’agenzia di marketing digitale: la produzione di seminari fruibili sulle piattaforme digitali cinesi, la realizzazione di materiale informativo e vademecum di buone pratiche, l’ideazione di linee guida a uso delle strutture museali e ricettive, la creazione di materiale grafico a riproducibilità sostenibile, di pagine web e virtual tour in 3D. 

Inoltre, vengono messe a disposizione anche live streaming e molteplici strategie di promozione e marketing promosse attraverso i social media cinesi, fino alla possibilità per i turisti cinesi di effettuare l’acquisto di biglietti per le visite ai musei direttamente online, attraverso le loro abituali piattaforme di pagamento digitali. 

Italia e Cina leader dei siti patrimonio dell’Unesco

Quest’anno l’Unesco ha dichiarato che Italia e Cina sono i leader dei siti patrimonio dell’umanità, contandone rispettivamente 58 e 56, un dato che – oltre alla condivisione del podio da parte dei due Paesi – sottolinea l’importanza di proteggere e di far conoscere il proprio patrimonio culturale al mondo.

Nonostante il primato italiano, il patrimonio culturale del Bel Paese non è necessariamente il più conosciuto dai turisti cinesi e non sempre le nostre realtà museali sono pronte ad accogliere un pubblico così distante dal punto di vista linguistico e culturale. 

Per questo motivo, la Direzione Generale dei Musei ha sentito l’esigenza di creare un percorso di avvicinamento alla proposta culturale e artistica italiana per i viaggiatori cinesi, attraverso i canali di comunicazione più utilizzati dalle nuove generazioni, le piattaforme social e di servizio più diffuse in Cina. 

Per farlo, ha selezionato – attraverso un bando pubblico di gara – Digital to Asia: una delle realtà digitali più innovative presenti in Italia, focalizzata sulla promozione delle offerte culturali e commerciali verso i mercati asiatici e sui processi di internazionalizzazione digitale.

Le realtà museali al centro del progetto

Tra le realtà museali al centro del progetto, si possono trovare veri e propri gioielli della nostra cultura e della nostra storia: i Musei Reali di Torino, il Palazzo Reale di Genova, i Musei del Bargello a Firenze, la Galleria Nazionale d’Arte Antica di Roma, il Parco Archeologico di Ostia Antica, Villa Adriana e Villa D’Este a Tivoli (Roma), la Reggia di Caserta, il Parco Archeologico di Paestum e Velia e il MArTA Museo Archeologico Nazionale di Taranto. 

La Golden Week 2021 ha rappresentato un momento importante, un’occasione di rinascita e ripartenza: nel prossimo futuro, tutto fa presupporre che ci sarà una ripresa delle abitudini di spesa – tra cui quelle per viaggi e turismo – e che il desiderio di scoperta e il bisogno di spostarsi porteranno il numero di turisti cinesi a crescere ancora più velocemente, raggiungendo e superando i dati del 2019. Si pensa che un maggior numero di turisti cinesi sarà interessato ad aprirsi alla scoperta dell’Europa e far crescere il trend del turismo cinese outbound. 

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