Mobilità a due ruote: i comuni italiani accelerano

Le amministrazioni locali italiane dimostrano interesse ed impegno per un uso crescente delle due ruote all’interno delle città. È quanto è emerso dal report 2019 di Focus 2R. Preoccupante però il divario tra nord e sud del Paese

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Mobilità a due ruote: i comuni italiani accelerano. Focus 2R è l’“Osservatorio Nazionale Infrastrutture, Sicurezza e Mobilità per le due ruote” di Confindustria ANCMA e Legambiente. Nasce per scattare una fotografia della mobilità su due ruote all’interno delle aree urbane, che aiuti, da un lato, a ricostruire le politiche attuate dalle amministrazioni locali per regolamentare l’uso di biciclette e motocicli e, dall’altro, ad offrire agli stessi amministratori uno strumento di buone prassi da condividere all’interno dei territori.

L’Osservatorio Focus 2R è basato su informazioni di prima mano fornite dai comuni capoluogo di provincia chiamati a compilare un apposito questionario predisposto da ANCMA e Legambiente ed elaborato da Ambiente Italia: il questionario consente di approfondire un set di indicatori (dalla regolamentazione della ZTL, ai parcheggi dedicati, dai progetti di sharing alla ricarica dei veicoli elettrici), che restituiscono una panoramica fedele ed esauriente della mobilità su due ruote in Italia.

Mobilità a due ruote: il report 2019

Lo scorso 20 gennaio, a Milano, Focus 2R ha presentato il report 2019. In costante crescita dal 2015 – primo anno di rilevazione del Focus2R – le misure dedicate ai veicoli a due ruote dalle amministrazioni comunali italiane. A dimostrazione del fatto che, nonostante le continue evoluzioni del sistema della mobilità, le due ruote rimangono protagoniste, nel segno della tradizione, degli spostamenti in ambito urbano. La ricerca evidenzia come biciclette e motocicli riescano anche ad interpretare le nuove declinazioni della mobilità, soprattutto in direzione dell’elettrico e della condivisione.

L’accelerazione delle amministrazioni locali verso le due ruote, tuttavia, non fa che accrescere il divario tra le città del nord, più aperte al cambiamento e quelle del sud, che – sia pure con alcune interessanti eccezioni – rimangono più legate a schemi tradizionali.

I risultati

Cresce del 4% la disponibilità media di piste ciclabili, ciclopedonali e zone 30 e, addirittura, del 13% rispetto al 2015, primo anno di rilevazione dello studio. In aumento dal 20% al 24% il numero dei comuni che consentono l’accesso delle biciclette nelle corsie riservate ai mezzi pubblici; più bassa la percentuale per quel che riguarda gli scooter (18%), ma è considerevole l’incremento rispetto al 2015 quando i valori si fermavano all’8%.

Più della metà dei comuni oggetto di indagine (55%) autorizza il trasporto di biciclette sui mezzi pubblici (nel 2015 erano solo un amministrazione su tre). Tre città su quattro (74%) offrono postazioni di interscambio bici in corrispondenza delle stazioni ferroviarie e cresce il numero di comuni che ospitano più di 500 stalli. Ancora insufficiente l’offerta di parcheggi per le due ruote a motore: due città su tre (66%) non raggiungono i cinque stalli ogni mille abitanti.

Foto Pixabay

Il bike sharing è l’unico indice che evidenzia un calo del numero di città in grado di offrire un servizio di
condivisione, dato però compensato dall’evidente incremento del numero di mezzi (+49%) e di abbonati
(+240%). Ancora embrionale il fenomeno dello scooter sharing, presente nel periodo di rilevazione solo a
Milano, Roma e Torino, ma con una forte propensione alla crescita, testimoniata dall’aumento del numero di veicoli in servizio (+320%) e di abbonati (+226%).

Resta scarso il numero di comuni che offrono incentivi economici per l’acquisto di biciclette, con una
maggiore propensione per quelle a pedalata assistita (12 comuni), mentre nel caso delle moto i pochi casi di incentivazione sono destinati esclusivamente ai mezzi elettrici. A proposito di mobilità a emissioni zero, è in costante aumento la percentuale di comuni che mettono a disposizione una rete di punti di ricarica dedicati alle due ruote: erano il 42% nel 2015, mentre oggi sono il 59% del totale.

Anche se il 78% delle amministrazioni comunali non inserisce misure destinate a migliorare la sicurezza nei
propri piani della mobilità urbana, è sicuramente degno di nota che sono quasi raddoppiate quelle che
hanno installato guardrail dotati di protezioni a tutela dei motociclisti: dal 17% del 2015 al 31%.

Infine, maggiore l’attenzione per la vulnerabilità dei ciclisti, che è oggetto di interventi specifici nel 56% dei comuni indagati. Critica rimane, invece, la situazione del manto stradale in tutte le città italiane.

 

Foto pisquels.com

Le conclusioni

“Il Focus2R – dichiara Paolo Magri, Presidente di Confindustria ANCMA – si conferma negli anni strumento insostituibile per ricostruire e mettere a disposizione degli addetti ai lavori una fotografia dettagliata ed esaustiva delle politiche attive promosse dalle amministrazioni locali nei confronti di biciclette e motocicli. Il 2019 si è chiuso con un mercato in crescita a testimonianza dell’interesse per l’uso delle due ruote soprattutto in ambito urbano. Ci attendiamo un aumento anche nell’utilizzo di nuovi strumenti di mobilità, come i monopattini elettrici, che, al pari delle due ruote, offrono soluzioni efficaci al bisogno di mobilità, ma richiedono un’attenzione specifica alle regole di utilizzo e alle ricadute in termini di sicurezza”.

“Dal Focus – dichiara Mirko Laurenti, resp. Rapporto Ecosistema Urbano, Legambiente – emerge come sia in atto un vero e proprio cambiamento delle abitudini dei cittadini che quotidianamente si muovono nelle nostre città. Cresce l’attenzione all’elettrico, sempre più percepito come reale alternativa ai sistemi di mobilità più inquinanti. Anche le amministrazioni in molti casi colgono questa sensibilità e vanno incontro alla domanda di nuova mobilità: aumentano le città nelle quali è possibile, ad esempio, trasportare la propria bici sui mezzi pubblici; quasi ovunque è possibile arrivare in bici quasi dentro le stazioni dei treni; crescono ovunque abbonati e mezzi del bike sharing e, dove è presente, dello scooter sharing. E poi ci sono i nuovi mezzi individuali di mobilità urbana che saranno sempre più parte del complesso sistema della mobilità urbana”.

 

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