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Niscemi, un caso isolato o l’Italia che frana?

Niscemi, un caso isolato o l’Italia che frana?
Foto credit @Ufficio stampa ISPRA

Il monitoraggio delle frane e il rischio idrogeologico in Italia di ISPRA riporta dati, tecnologie e iniziative per la prevenzione e la consapevolezza del territorio.

La frana di Niscemi è un caso isolato? Purtroppo no e neanche un evento imprevedibile ma bensì la prova di una fragilità ben nota e forse mai affrontata realmente.

Con un fronte lungo 4 chilometri e un abbassamento del terreno di decine di metri lungo la corona, la frana di scivolamento che ha colpito Niscemi in Sicilia lo scorso 25 gennaio, sta interessando il centro abitato e la strada provinciale SP10. L’abitato di Niscemi sorge su un pianoro delimitato, in prossimità e a margine dell’abitato, da una scarpata. I terreni affioranti sono costituiti da sabbie con livelli di arenaria, poggianti su argille.

Il quartiere di Santa Croce a Niscemi già nel 1997 è stato colpito da una frana di ampie proporzioni, ribadendo la fragilità del territorio accertato da mappe e vari attestati tecnici. Ma nonostante tutto non è mai stato fatto abbastanza per la messa in sicurezza.

Questo episodio ci ricorda che l’Italia è un paese fortemente esposto a frane principalmente per la sua conformazione geologica. Secondo l’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (IFFI) dell’ISPRA sono censite sul territorio nazionale oltre 684.000 frane sul territorio nazionale.

I geologi della Regione Siciliana – Autorità di Bacino del Distretto Idrografico della Sicilia – sono impegnati nei sopralluoghi per procedere alla mappatura della frana di Niscemi, per l’aggiornamento dell’Inventario IFFI e del Piano di Assetto Idrogeologico (PAI).

L’ISPRA, in collaborazione con le Regioni e le Province Autonome, censisce quotidianamente i principali eventi di frana che e danni a edifici, beni culturali, infrastrutture primarie di comunicazione, tessuto economico e produttivo, per pubblicarli sulla piattaforma nazionale IdroGEO.

IdroGEO è uno strumento facile da usare anche con uno smartphone, sviluppato dall’Istituto con l’obiettivo di favorire il coinvolgimento delle comunità e una maggiore consapevolezza sui rischi che interessano il proprio territorio.

Con “Verifica pericolosità” l’utente può cercare un indirizzo, oppure geolocalizzarsi in mappa e identificare il livello di pericolosità per frane e alluvioni in un intorno di 500 metri dal punto di interesse (abitazione, attività economica o produttiva).

L’ISPRA, nell’ambito dei compiti istituzionali di raccolta, elaborazione e diffusione di dati e mappe sul dissesto idrogeologico riferiti all’intero territorio nazionale, pubblica, con cadenza triennale il Rapporto sul dissesto idrogeologico in Italiache costituisce il quadro di riferimento ufficiale sulla pericolosità e sul rischio idrogeologico per il nostro paese.

Come evidenziato dall’ultimo rapporto, presentato lo scorso luglio, il 94,5% dei comuni italiani è a rischio per frane, alluvioni, valanghe e/o erosione costiera, il 19,2% del territorio nazionale è classificato a maggiore pericolosità per frane e alluvioni, 1 milione e 280mila abitanti vivono in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata; 6 milioni e 800mila sono esposti a rischio alluvioni nello scenario a pericolosità idraulica media con tempi di ritorno compresi tra 100 e 200 anni.

Tutti i dati sono a disposizione del Paese per la prevenzione e mitigazione del rischio.

Nell’ambito dell’innovazione tecnologica, l’Istituto promuove la sperimentazione di tecnologie innovative per il monitoraggio delle frane, come il fotomonitoraggio basato sull’impiego di sensori fotografici capaci di documentare nel tempo i cambiamenti del territorio, e l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale per la raccolta, analisi, archiviazione delle notizie sulle frane e per migliorare l’accessibilità e l’usabilità delle informazioni ai cittadini sulla piattaforma IdroGEO mediante l’implementazione di un assistente virtuale che dialoga con l’utente, fornendo informazioni e rispondendo a domande sul dissesto idrogeologico.

Germana Ferrante

Giornalista, Caporedattrice e responsabile della comunicazione per Green Planet News. Ha lavorato per molti anni nel mondo editoriale presso la A. Manzoni & C. S.p.a., storica concessionaria di pubblicità del Gruppo Editoriale L’Espresso. Svolge la professione di giornalista sulle tematiche ambientali e della sostenibilità online, settori che negli ultimi anni hanno avuto una crescita tale da acquisire importanza primaria. Tra le varie passioni ci sono la fotografia, i viaggi alla scoperta delle varie culture del mondo, gli animali pelosetti, la lettura e la cucina di cui intende portare avanti la tradizione con un pizzico di innovazione sul suo sito personale Mind Cucina e Gusto (www.mindcucinaegusto.com). g.ferrante@greenplanetnews.it.
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