Nuove soluzioni esistono: oro e diamanti sostenibili sono realizzati con materiali che rispettano l’ambiente e vengono prodotti seguendo pratiche etiche. L’azienda Aleja di Valenza ha scelto questo percorso di attenzione e responsabilità.
Il tema della sostenibilità guarda anche al mondo del lusso. Acquistare un gioiello ha ancora un significato importante, spesso legato a momenti da ricordare della nostra vita. Oggi però, a questo valore economico e soprattutto simbolico, si deve legare una nuova attenzione che, giustamente, deve segnare le nostre scelte. Ci riferiamo alla sostenibilità e all’impatto ambientale.
Nel donare o ricevere un gioiello in oro o diamanti è normale che non ci si interroghi troppo sulle conseguenze che la loro produzione ha sull’ambiente. Ma è bene sapere che le loro filiere produttive hanno un peso ambientale poco conosciuto.
Secondo una meta-analisi condotta da Imperial College London, la produzione di un solo carato di diamante estratto può generare oltre 100 kg di CO₂ equivalente, oltre a comportare lo spostamento di grandi quantità di terra e risorse naturali.
Lo stesso accade per l’oro, simbolo di preziosità e durata nel tempo, legato a processi estrattivi complessi. La sua produzione è frequentemente associata a deforestazione, degradazione del suolo, contaminazione chimica dei sistemi acquatici e terrestri e variazioni della torbidità dei corsi d’acqua.
Le regioni tropicali e specie chiave come anfibi e pesci d’acqua dolce sono tra le più colpite. Singolarmente o in combinazione, questi fattori di stress ambientale determinano la perdita o il degrado degli habitat e, di conseguenza, della biodiversità autoctona e dei servizi ecosistemici. Senza dimenticare i costi sociali legati allo sfruttamento dei lavoratori.
La necessità di guardare il gioiello con uno sguardo diverso
Negli ultimi anni, infatti, il settore della gioielleria sta esplorando nuove possibilità: oro riciclato e diamanti coltivati in laboratorio, identici per caratteristiche chimiche e fisiche a quelli naturali, ma realizzati senza estrazione mineraria. Soluzioni che rispondono al desiderio crescente di un lusso più attento e responsabile, senza compromessi estetici.
Alessandra Zanchetta, designer e founder di Aleja ha spiegato che: “Quando ho iniziato a interrogarmi sull’origine dei materiali con cui lavoro ogni giorno, mi sono resa conto di quanto la percezione del gioiello finito sia distante dalla realtà della sua produzione. Oggi conoscere la filiera è parte integrante del nostro lavoro, così come la ricerca di alternative che permettano di ridurre l’impatto ambientale senza rinunciare alla qualità”.
Tradizione artigianale e sensibilità, la scelta di Aleja verso un nuovo equilibrio
Aleja è un nuovo progetto di gioielleria. Nasce nel 2025 a Valenza, in provincia di Alessandria e cuore storico dell’arte orafa italiana, per volontà di Alessandra Zanchetta, designer con oltre vent’anni di esperienza nel mondo dell’oro e dei gioielli. Tutto ha origine nella volontà di trasformare la consapevolezza in linguaggio estetico.
Le creazioni Aleja utilizzano esclusivamente oro riciclato certificato e diamanti coltivati in laboratorio, valutati secondo gli stessi criteri di qualità, colore e purezza dei diamanti estratti. Le forme si distinguono per superfici materiche, texture irregolari e un dialogo essenziale tra metallo e pietra, lontano dagli schemi più convenzionali della gioielleria classica.
La prima collezione, composta da sette pezzi unici, è stata presentata alla Milano Jewelry Week 2025, dove uno degli anelli ha ottenuto un riconoscimento internazionale per la sua interpretazione innovativa del diamante coltivato in laboratorio.
Importante saper cogliere il cambio di prospettiva, spiegato da Zanchetta: “Non si tratta di rinnegare la tradizione, ma di ampliarne il significato. Il gioiello può continuare a essere simbolo di bellezza e valore, raccontando allo stesso tempo una scelta più consapevole e in sintonia con il presente”.
Un approccio che riflette un cambiamento sempre più evidente nel mondo del lifestyle e del lusso: oggi ciò che indossiamo non parla solo di stile, ma anche di attenzione, responsabilità e visione. Perché la bellezza, quando è consapevole, acquista un significato ancora più profondo.