Ossana è il borgo più green d’Italia

Grazie alla tutela delle proprie tradizioni, la salvaguardia dell’ambiente e la valorizzazione del patrimonio naturalistico, il piccolo paese di Ossana si è visto riconoscere il titolo di “Borgo più green d’Italia”, tra cieli stellati, foreste, energia pulita ed aziende biologiche.

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Ossana è un piccolo paese di appena 844 abitanti in provincia di Trento, posto in una suggestiva conca in mezzo all’alta Val di Sole, all’imbocco della Val di Peio e alle pendici dei monti del Gruppo della Presanella. Le sue origini ci dicono che fu abitata fin dall’età del bronzo e la prima traccia scritta che ne dà testimonianza risale al 1191. Nel corso del tempo fu dominio dei vescovi di Trento, sede di numerose famiglie nobili ed anche bersaglio di rivolte contadine. Il suo monumento più rappresentativo è il Castello di San Michele, cinto da due linee di mura e da un bastione del ‘500. La sua caratteristica distintiva è il possente mastio, alto bene 25 metri, che domina la Valle ed è l’elemento architettonico dell’intero edificio che è riuscito a conservarsi meglio.

Un piccolo paese, che in questi giorni si è fregiato del titolo di “Borgo più green d’Italia”. Un premio riconosciuto a Milano dalla rivista di turismo Weekend Premium. Sei i fattori che hanno determinato il riconoscimento: cielo stellato, uso di fonti energetiche rinnovabili, qualità della raccolta differenziata, agricoltura biologica, turismo responsabile e originalità della comunicazione.

Ossana è il borgo più green d’Italia

L’assessore alla Cultura del Comune di Ossana, Laura Marinelli ha spigato come: «Scommettere sull’ambiente e sulle attività culturali che il nostro territorio è in grado di offrire può sembrare una scelta scontata ma va invece controcorrente rispetto all’idea di turismo di massa che magari produce grandi numeri ma snatura una comunità e finisce per danneggiare le attività tradizionali. Noi stiamo dimostrando che una strada diversa è possibile».

Oggi Ossana è stata riqualificata migliorando strutture e servizi, diventando meta ambita dai turisti senza perdere la sua aura magica e la ricchezza di usi e costumi celebrati con tante sagre e manifestazioni tra le quali spicca la famosa esposizione natalizia di presepi.

Ossana è stato l’unico comune italiano ad aver ricevuto la certificazione di “Cielo più bello d’Italia” nel 2017 da parte dell’associazione Astronomitaly, che riunisce gli appassionati di osservazioni di stelle e pianeti. Inoltre, l’amministrazione comunale ha fatto un importante investimento in «tre centrali idroelettriche in modo da generare più energia di quella necessaria al consumo locale – spiega Luciano Dell’Eva, sindaco di Ossanae vendere alla rete elettrica nazionale la restante energia. Questi introiti vengono reinvestiti nuovamente nell’efficientamento energetico e nello sviluppo locale sostenibile, attraverso il finanziamento di progetti per i giovani e le famiglie».

Ossana è il borgo più green d’Italia

Il paese può vantare poi un patrimonio forestale certificato, all’interno della quale è stato realizzato un “vivaio delle esperienze” chiamato BoscoDerniga. Là dove in passato era ospitato un vivaio forestale, oggi si trova un magnifico giardino dove, grazie ad un percorso sensoriale, si possono conoscere e imparare i segreti e le meraviglie del bosco alpino. Pannelli informativi e giochi interattivi permettono di vivere un’esperienza unica ed emozionante, annusare il profumo dei fiori, assaggiare il gusto delle erbe aromatiche e ascoltare i suoni del legno. BoscoDerniga è una meta ideale per famiglie e bambini, un’oasi di pace immersa nel verde e nel profumo delle rigogliose foreste del gruppo montuoso dell’Adamello-Presanella certificate a livello internazionale dal PEFC (Programme for the Endorsement of Forest Certification – Programma di valutazione degli schemi di certificazione forestale).

Ossana è il borgo più green d’Italia

Ma non è tutto, Ossana può anche contare sulla presenza di aziende agricole delle quali il 50% sono biologiche, mentre esiste ancora una malga di proprietà comunale (sono appena 40 in tutta la Val di Sole) che viene utilizzata dagli allevatori locali per consentire alle proprie mucche di alimentarsi nei prati.

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