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Sulla natura umana, il libro con cui nasce la sociobiologia

Pubblicato alla fine degli anni Settanta, Sulla natura umana valse al suo autore, Edward O. Wilson, il premio Pulitzer e gettò le basi per un rivoluzionario e ancora oggi controverso campo di ricerca

“Il processo mentale è il prodotto di un cervello forgiato dal martello della selezione naturale sull’incudine della natura.” Capire l’essere umano secondo il rigore del metodo scientifico

Edward Osborne Wilson considerato “l’erede naturale di Darwin” e il fondatore della sociobiologia e della psicologia evolutiva ha sviluppato le basi della moderna conservazione della biodiversità, ricevendo molti dei premi più importanti del mondo come riconoscimento della sua ricerca e del suo attivismo ambientale.

Edward Osborne Wilson (1929-2021), biologo statunitense e docente presso l’università di Harvard, è stato uno dei più influenti e apprezzati scienziati del nostro tempo. Insignito per due volte del Premio Pulitzer per la saggistica.

Dopo un anno dalla scomparsa del celebre scienziato esce una nuova edizione di Sulla natura umana, (Piano B Edizioni, Euro 18) opera fondante della sociobiologia. Wilson oltrepassa il limite zoologico che separa le scienze naturali da quelle umane, sfida i vecchi pregiudizi sul dibattito natura-cultura, iniziando una nuova fase nella più importante controversia intellettuale di questa generazione: uomo naturale contro uomo culturale.

Sulla natura umana: sociobiologia e consilienza

Uno degli obiettivi del grande studioso è stato quello di fondare un campo di indagine a metà strada tra le scienze della natura e le discipline sociali: la sociobiologia. Auspicando la convergenza di idee in discipline diverse quali filosofia, biologia e evoluzione che chiamò “consilienza”.

Sulla natura umana spiega approfonditamente l’importanza della biologia per la comprensione del comportamento umano. Alla base del concetto di “sociobiologia” sta il principio secondo cui il comportamento sociale degli animali è regolato da meccanismi genetici innati: il gene trasmette schemi di comportamenti che chiamiamo istinti, ogni considerazione di ordine etico o culturale è subordinata al fattore genetico dell’evoluzione e della selezione naturale. In tal senso la sociobiologia spiega i comportamenti sociali quale risultato di processi selettivi naturali volti alla sopravvivenza e all’evoluzione, applicando alle scienze sociali il principio biologico darwiniano.

Uno dei maggiori contributi di Wilson alla conoscenza è stata l’idea della “coevoluzione genetico-culturale”, un concetto che descrive come cultura e genetica si intrecciano per creare la complessità della vita umana

Per Wilson, insomma, non si può pensare di penetrare il mistero della natura umana senza il supporto della scienza. Ovvero evidenzia lo studio della biologia delle specie sociali, della psicologia evoluzionista, della neuroscienza, oltre all’analisi dei geni e del loro modo di interagire con l’ambiente e con la cultura, come gangli determinanti per capire ciò che siamo diventati e che diventeremo ancora.

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