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Quanti caffè al giorno? Rischi e benefici, ecco la dose massima

(Adnkronos) – Il caffè fa bene o male alla salute? La domanda ha ispirato un ‘processo’ simbolico celebrato ieri alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli di Milano, città dove secondo le stime si bevono ogni anno 800 milioni di tazzine su un totale di 35 miliardi in Italia. Solo in serata l’esito del dibattimento: caffè assolto, ma con un limite massimo di 3 al giorno.  

Il ‘processo al caffè’, promosso dall’Ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri (OmceoMi), è stato presieduto dal presidente del Tribunale di Milano Fabio Roia, dopo un’introduzione storica di Elio Franzini, ordinario di Estetica all’università Statale del capoluogo lombardo. Protagonisti il pubblico ministero Tiziana Siciliano, gli avvocati della difesa Ilaria Li Vigni e Giorgia Andreis, il perito e medico legale Umberto Genovese, vari teste ed esperti medici.  

Al termine del dibattimento la Corte ha “assolto l’imputato ai sensi dell’articolo 530, comma 2, del Codice di procedura penale, rilevando che la responsabilità non è stata dimostrata oltre ogni ragionevole dubbio”, informa oggi OmceoMi. E’ stato quindi “respinto il capo d’accusa ispirato all’articolo 444 del Codice penale”, ossia “pericolo per la salute pubblica”. Nella motivazione è stato tuttavia chiarito che “il tema richiede una lettura articolata e non semplificata”. In particolare, il giudice ha sottolineato “la necessità di distinguere tra caffeina e caffè”, richiamando il principio secondo cui “va evitato un consumo eccessivo” e individuando, “in linea con i parametri minimi delle linee guida, una soglia orientativa di non oltre 3 tazzine di caffè italiano al giorno”. E’ stata anche ribadita “la differenza tra persone sane e persone con patologie cardiovascolari, neurologiche o con disturbi del sonno”. 

Inscenare un processo per valutare rischi e benefici degli alimenti è ormai una tradizione per l’Ordine dei medici meneghino, che in passato ha già messo alla sbarra latte, carne rossa, zucchero, sale e vino. “Abbiamo scelto ancora una volta di affrontare un tema molto concreto, che tocca tutti, partendo dalla domanda più semplice: il caffè fa bene o fa male?”, spiega il presidente di OmceoMi, Roberto Carlo Rossi. “Abbiamo voluto offrire al pubblico gli elementi per farsi un’idea e affidare alla comunità medica il compito di continuare il dibattito. Grazie ai giurati della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri Fnomceo (il presidente Filippo Anelli con Roberto Monaco, Pierluigi Vecchio) e dell’Ordine di Milano (Giuseppe Deleo e Andrea Senna), il giudice, al termine di un grande lavoro processuale – rimarca Rossi – ha deciso per l’assoluzione, pur con varie indicazioni su qualità e limiti di consumo”.  

 

Il caffè “non è solo un piacere, ma una sostanza psicoattiva che merita cautela”, è la motivazione chiave dell’accusa. “Ciò che viene considerato un gesto innocente può in realtà nascondere implicazioni serie – ha avvertito Stefano Carugo, direttore dell’Uoc di Cardiologia del Policlinico di Milano – Nelle persone vulnerabili il consumo di caffè può aumentare il rischio di ipertensione arteriosa, insonnia cronica, palpitazioni e crisi d’ansia. Nei bambini e negli adolescenti non dovrebbe nemmeno essere proposto”, mentre “in gravidanza le principali società scientifiche raccomandano la massima prudenza. La caffeina ha effetti cardiologici e neurologici reali: il consumo non è mai del tutto privo di rischi, soprattutto in chi non ne percepisce il potenziale impatto. Anche le bevande ad alto contenuto di caffeina, oggi molto diffuse tra i giovani – ha precisato lo specialista – possono comportare eventi avversi anche importanti”. 

 

Occhio anche ai possibili danni alla bocca, ha continuato Lucia Giannini, odontoiatra e segretario della Commissione Albo odontoiatri di Milano: “Il consumo di caffè è tradizionalmente associato a effetti negativi ben noti, quali la pigmentazione dentale e il potenziale erosivo. Ma il caffè e i suoi componenti esercitano anche un’influenza rilevante sul microbiota orale, sui tessuti parodontali e sul metabolismo dell’osso alveolare”, ha ammonito l’esperta. Testimoni per l’accusa anche Luigi Ferini Strambi (responsabile Centro di Medicina del sonno – Unità di Neurologia, ospedale San Raffaele Turro Milano), Diego Fornasari (direttore Scuola di specializzazione in Farmacologia e Tossicologia clinica università degli Studi di Milano) e Laura Prosperi (storica del cibo del Centro di ricerca sull’alimentazione sostenibile dell’università Bicocca di Milano). 

Quindi la parola alla difesa: “Se assunto con equilibrio, il caffè può addirittura allungare la vita”, è la tesi. “Il caffè non è un veleno – ha affermato Nicola Montano, professore ordinario di Medicina interna del Policlinico di Milano – Studi recenti su oltre 1 milione di persone mostrano che il consumo moderato è associato a minore rischio di diabete tipo 2, ictus, depressione e mortalità generale. Non solo: la letteratura più solida evidenzia benefici significativi sul fegato, sulla funzione cognitiva e sulla qualità della vita. Negli adulti sani – ha puntualizzato – bere tra i 3 e i 5 caffè al giorno può addirittura fare bene alla salute”. Sentiti come testi della difesa anche Michele Crippa (gastronomo e docente di Scienze e Tecnologie alimentari), Anete Dinne (gastronoma ed esperta di caffè) e Gianpiero Manes (responsabile Uoc Gastroenterologia Asst Rhodense). 

 

salute

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

AdnKronos

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