Nel piccolo centro in provincia di Isernia, progetti locali ed europei di ripristino e conservazione riportano vita in un territorio destinato all’abbandono: un grande laboratorio di sviluppo sostenibile a cielo aperto.
Situato nei pressi del fiume Sangro e circondato da boschi e meleti biologici, Castel del Giudice è uno di quei luoghi che sembrano resistere al tempo e all’oblio con una tenacia tutta appenninica; un borgo che ha saputo trasformare la propria marginalità geografica in un laboratorio di sviluppo sostenibile, diventando punto di riferimento nazionale per il recupero delle aree interne attraverso la valorizzazione delle risorse naturali e culturali.
In questo territorio sono infatti attivi numerosi progetti focalizzati su agricoltura sostenibile, rigenerazione, conservazione e biodiversità, finanziati tra gli altri dal Bando Borghi del PNRR o dal più recente LIFE ClimatePositive, cofinanziato dall’Unione Europea per mitigare il cambiamento climatico e valorizzare i prodotti e i servizi generati dalle foreste.
Castel del Giudice tra passato e presente
Il nome del paese deriva, secondo alcuni storici, da “Castrum Judicis”, per altri da “Castellum Judicis”: in ogni caso rimandano entrambi all’idea di una fortezza in cui un’autorità amministrava la giustizia. Al suo apice tra il 300 e 400, durante il periodo bellico fu oggetto di rastrellamenti, cannoneggiamenti e numerosi incendi, che costrinsero la popolazione ad allontanarsi dalle abitazioni.
Oggi Castel del Giudice conta circa trecento abitanti, un tasso di natalità quasi nullo e un passato recente segnato dall’abbandono di case e terreni agricoli. Un paese che sembrava destinato a scomparire, ma che è invece diventato un esempio di rinascita delle aree interne.
La seconda vita prende forma attraverso una serie di progetti, tra cui trentacinque ettari di terreno agricolo in disuso trasformati in meleto biologico, con un modello di azionariato diffuso che coinvolge cittadini, investitori privati e amministrazione; case e i fienili in pietra del nucleo rurale che sono stati recuperati e trasformati in un albergo diffuso; scuole abbandonate trasformate in residenze sanitarie assistenziali; forni di comunità e incubatori culturali.
“Castel del Giudice continua a investire su un’idea di sviluppo che mette al centro la tutela del territorio e la valorizzazione delle sue risorse naturali” conferma Lino Gentile, sindaco del paese “Anche il bosco, in questa prospettiva, non è solo un elemento del paesaggio, ma un’infrastruttura ecologica capace di generare servizi ecosistemici e nuove opportunità economiche per le aree marginali. La sfida è trasformare la cura dell’ambiente in una leva concreta di futuro, lavoro e coesione per la comunità”.
Un progetto europeo in Molise: Bosco della Selva
Tra gli interventi che stanno contribuendo alla rinascita, anche attività selvicolturali, eseguite nelle superfici silvo-pastorali che circondano il borgo, con l’intento di recuperare aree abbandonate, valorizzare il bosco e migliorare la fornitura di servizi ecosistemici, raggiungendo così scopi diversi oltre alla semplice rigenerazione forestale.
Di recente, nei pressi del fiume Sangro, in un prato non più utilizzato (in località Bosco della Selva), sono state impiantate specie arboree come abete bianco e frassino, utili per lo stoccaggio del carbonio e la produzione di legname pregiato da opera, insieme a nocciolo micorrizato, per la produzione di prodotti non legnosi come frutta secca e tartufo.
Lo stesso nocciolo micorrizato è stato usato anche per avviare la rinaturalizzazione di un rimboschimento abbandonato (in località Bosco Casale), congiuntamente all’eliminazione di piante alloctone, sempre con la duplice funzione di produzione di frutta secca e tartufo, due specialità locali. La micorrizazione è una tecnica in grado di aumentare la resilienza degli impianti forestali e che consiste nell’arricchire le radici con ceppi di funghi che lavorano in simbiosi con la pianta.
Il comprensorio del Bosco della Selva è un esempio di superficie forestale gestita per lungo tempo a scopo produttivo, con zone marginali mai valorizzate, al confine tra Abruzzo e Molise. Dal 2024 è iniziata una gestione multifunzionale, che integra produzione di legno e servizi ecosistemici come biodiversità, stoccaggio del carbonio e servizi turistico-ricreativi.
La vicinanza al fiume Sangro e i rimboschimenti passati hanno favorito la biodiversità vegetale e l’affermazione dell’abete bianco, specie autoctona dell’Alto Molise tra le latifoglie. L’età avanzata degli alberi ha garantito la presenza di legno morto e dendromicrohabitat, essenziali per molte specie vegetali e animali. Un bosco multifunzionale e piacevole da visitare.
Entrambi gli interventi sono stati finanziati dal progetto europeo LIFE ClimatePositive, coordinato da Etifor e gestito da alcuni tra i maggiori esperti italiani del settore forestale tra cui Forest Stewardship Council (FSC) Italia e ETICAE – Stewardship in Action.
“Grazie al progetto LIFE ClimatePositive abbiamo l’opportunità di sperimentare interventi selvicolturali volti alla riqualificazione di ecosistemi abbandonati o degradati, ed al contempo migliorare la fornitura di servizi ecosistemici che i boschi possono offrire” dice Caterina Palombo, Responsabile gestione ambientale sostenibile di ETICAE“. A Castel del Giudice due aree marginali e economicamente improduttive potranno trasformarsi in nuclei importanti per la mitigazione del cambiamento climatico e lo sviluppo di filiere locali di valore”.
Il ronzio della biodiversità
Poco fuori dal centro abitato si trova un’interessante attività produttiva, nata nel 2019 per volontà di un gruppo di cittadini e cittadine che ha deciso di fare dell’apicoltura uno strumento di coesione sociale, rigenerazione ambientale e sviluppo economico locale. Si tratta dell’apiario di comunità, progetto che oggi conta più di 30 apicoltori che lavorano fianco a fianco, condividendo saperi, strumenti e responsabilità.
Le api qui non sono solo produttrici di miele: sono indicatori fondamentali della salute di un ecosistema. La loro attività di impollinazione è essenziale per il mantenimento della biodiversità vegetale, e la loro presenza — o assenza — è un termometro sensibilissimo dell’equilibrio ambientale di un territorio.
“La nostra realtà rende concreti e tangibili i benefici ambientali per il territorio” – commenta Emanuele Scocchera, responsabile di Melise, azienda agricola che dal 2003 si prefigge di recuperare i terreni in stato di abbandono o di semi-abbandono del comune di Castel del Giudice per ridare loro valore, e che gestisce l’apiario di comunità. “Ma l’innovazione per il territorio è fatta anche e soprattutto di persone. Melise oggi dà lavoro stabile a una decina di persone e a lavoratori stagionali”.
LIFE ClimatePositive: gli obiettivi
L’obiettivo principale è quello di promuovere associazioni SMART e finanziamenti innovativi per la gestione responsabile delle foreste e il miglioramento delle capacità di assorbimento del carbonio.
Le foreste sono nostre alleate fondamentali nella lotta alla crisi climatica. Negli ultimi anni, il loro ruolo nello stoccaggio di carbonio è diventato sempre più rilevante e questo viene ampiamente sottolineato nelle politiche ambientali europee.

Per massimizzare i benefici ed i servizi delle foreste, è necessario prendersene cura attraverso una gestione forestale responsabile. Spesso, però, questo obiettivo è difficilmente raggiungibile, soprattutto per piccoli gestori forestali che hanno difficoltà a trovare finanziamenti per sostenere le loro attività.
Il problema
Negli ultimi decenni, la superficie forestale italiana ha continuato a crescere. Se da un lato questo ci può sembrare un dato positivo, dall’altro nasconde delle problematiche rilevanti che stanno rendendo le nostre foreste più vulnerabili agli impatti di eventi meteorologici estremi.
Lo spopolamento delle aree rurali, specialmente quelle montane e collinari, e l’elevata frammentazione delle proprietà comportano una difficoltà nell’implementazione di una gestione efficiente, responsabile ed economicamente sostenibile, portando all’abbandono della gestione delle aree forestali.
Nel contesto della crisi climatica che stiamo vivendo, la mancanza di una gestione forestale attiva e responsabile può contribuire ad aumentare gli impatti degli eventi meteorologici estremi oltre a portare fenomeni di degrado forestale.
Il progetto: favorire l’associazionismo forestale
Per migliorare la gestione delle foreste italiane, contrastando l’abbandono e il degrado, il progetto LIFE ClimatePositive vuole favorire l’associazionismo forestale e fondiario e promuovere un’armonizzazione delle forme associative a livello nazionale, e la creazione di modelli di business in grado di remunerare i proprietari per le loro attività. In particolare, il progetto mira a creare sia una metodologia condivisa per la creazione di associazioni SMART, che una serie di strumenti per facilitare l’accesso dei piccoli proprietari forestali a forme di finanziamento pubblico e privato.
Inoltre, il progetto vuole creare una metodologia nazionale per la misurazione e il monitoraggio dello stoccaggio del carbonio nei progetti forestali, promuovendo anche il Codice Forestale Nazionale del Carbonio. In questo modo il progetto vuole facilitare il reperimento di finanziamenti privati per le attività di gestione che aumentano lo stock di carbonio e la fornitura di altri servizi ecosistemici (ad es. acqua, biodiversità), tenendo anche in considerazione le iniziative di carbon farming previste dalla Commissione Europea e la certificazione FSC.
Nel progetto sono previsti interventi di gestione pilota in aree forestali facenti parte di associazioni forestali o fondiarie volti ad aumentare le capacità di assorbimento del carbonio dei soprassuoli e alla fornitura di altri servizi ecosistemici. Le aree rappresenteranno anche il terreno di prova su cui monitorare gli interventi secondo la metodologia realizzata.
LIFE ClimatePositive è un progetto coordinato da Etifor | Valuing Nature (spinoff dell’Università degli Studi di Padova), Dipartimento TESAF dell’Università di Padova, con la partecipazione di Forest Stewardship Council® (FSC®) Italia, Comune di Luvinate, CREA, Regione Lombardia, Walden, Eticae e ERSAF.