Castel del Giudice: Il borgo che resiste e rinasce sostenibile

A Castel del Giudice, per combattere spopolamento ed abbandono, dai terreni in disuso è nato il meleto biologico Melise, da vecchie case abbandonate l’albergo diffuso Borgotufi, con centro benessere, ristorante e case in legno e pietra che si affacciano sui boschi dell’Alto Molise, mentre nuove cooperative agricole danno lavoro a giovani under 35.

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L’Italia è un Paese costellato di piccoli borghi dalla storia millenaria, Castel del Giudice, in provincia di Isernia, è uno di questi. Si trova in Alto Molise, ad 800 metri di altitudine, al confine con l’Abruzzo, e rappresenta il simbolo di un territorio che vuole resistere allo spopolamento, trovando nel ritorno alla terra, nella tutela dell’ambiente, nell’agricoltura come mestiere da riscoprire, nella partecipazione condivisa e nel turismo sostenibile, i motivi di un nuovo sviluppo. L’antico borgo è immerso tra boschi e scenari montani rigogliosi ideali per praticare escursioni e passeggiate in una bellezza naturale primitiva.

Castel del Giudice, con la sua comunità attiva guidata dal sindaco Lino Gentile, è un emblema a livello nazionale per le pratiche virtuose e sostenibili di rilancio delle aree interne. Dai terreni abbandonati, grazie ad un progetto pubblico-privato, che ha visto in prima linea il comune e la popolazione, è nato il meleto biologico Melise, 40 ettari di campi che garantiscono produzioni di qualità. Tra le mele coltivate, anche antiche colture autoctone recuperate, come la mela zitella, la gelata e la limoncella. Il prossimo 14 ottobre, a Castel del Giudice, si festeggerà la prima Festa della Mela, che segnerà, appunto, l’inaugurazione del Giardino delle mele antiche Melise.

Castel del Giudice: Il borgo che resiste e rinasce sostenibile – Foto Ella Studio

Case e stalle in disuso sono state trasformate nell’albergo diffuso Borgotufi: esempio di strutture ricettive in legno e pietra locale perfettamente integrate con il paesaggio, a cui si affiancano interventi di architettura contemporanea. Un piccolo borgo nel borgo, che tra le sue casette, che si affacciano sul verde dei boschi, custodisce il ristorante Ocrà Favola Molisana, in cui giovani chef formati dalla scuola di Niko Romito (3 stelle Michelin) propongono menu basati sulla tradizione dell’Alto Molise reinterpretati in chiave moderna. Non mancano alimenti caratteristici della zona come i formaggi e il tartufo bianco, e i piatti basati sulla lavorazione delle mele biologiche.

Castel del Giudice: Il borgo che resiste e rinasce sostenibile – Foto Ella Studio

La struttura principale di Borgotufi ospita, inoltre, un intimo centro benessere che si affaccia sui boschi, con piscina idromassaggio riscaldata, cascate a getto, sauna, bagno turco, docce emozionali con cromo e aromaterapia, sala massaggi.

Diversi sono i progetti innovativi in cantiere portati avanti a Castel del Giudice, il cui comune ha ricevuto il Premio Angelo Vassallo nel 2014, per aver favorito lo sviluppo locale nel rispetto dell’ambiente e della legalità, il Premio Fabbrica nel Paesaggio 2014 e il Premio Comuni Virtuosi 2015 per la gestione del territorio, il Premio Biennale Spazio Pubblico per le “buone pratiche” di rigenerazione urbana sempre nel 2015 e nel 2016 il Cresco Award per la categoria “sostenibilità economica”.
Uno degli ultimi progetti è la prima Cooperativa di comunità agricola del Molise, Artemisia, che dà lavoro a giovani under 35 e che ha recuperato altri terreni in stato di abbandono per far crescere piante di frutti di bosco. Castel del Giudice si distingue, con la resilienza oggi necessaria per restituire futuro ai piccoli preziosi borghi montani del cuore dell’Italia.

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